26 Ottobre 2020
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La mostra "I volti di Palmira ad Aquileia" per rinnovare l´attenzione ad arte ferita

28-06-2017 16:39 - Arte, cultura, turismo
Roma, 28 giugno 2017 - L´antica città romana di Aquileia - che fu colonia romana, fondata nel 181 a.C. e poi capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana, insieme con Ravenna e Brescia il più importante sito archeologico dell´Italia settentrionale e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli, il cui vessillo deriva proprio dallo stemma di Aquileia - ospiterà la prima mostra al mondo sulle grandi distruzioni condotte dal terrorismo fondamentalista a Palmira, con l´obbiettivo di far percepire chiaramente ai visitatori come le distruzioni di opere d´arte e di memoria che vengono oggi compiute nel Vicino e Medio Oriente colpiscano gravemente non solo l´identità culturale, religiosa ed artistica di siriani, iracheni, egiziani, tunisini, ma anche quella dell´intera umanità. Si intitola "Volti di Palmira ad Aquileia" la rassegna che si inaugurerà domenica 2 luglio nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, aperta sino al 3 ottobre.
"Si tratta di un danno gravissimo e irreparabile in particolare al nostro essere italiani ed europei, ma anche alla visione del mondo di tutti i portatori dei valori della tolleranza e del dialogo", ha spiegato Antonio Zanardi Landi, ambasciatore dell´Ordine di Malta in Vaticano e presidente della Fondazioe Aquilea, organizzatrice dell´evento con la collaborazione del Museo Archeologico Nazionale, ha curato l´organizzazione della mostra.
L´ambasciatore Zanardi Landi ha inoltre messo in evidenza come questa può essere definita "un´operazione di politica estera culturale" ed ha ricordato come nel tempietto di Cividale si ritrovano nelle immagini tratti di segni e stili propri dell´arte della Siria, confermando che già allora "Aquilei è stata il punto di entrata e uscita da e per l´Oriente, con flussi di maestranze".
Una parte importante delle opere (ovviamente in massima parte copie di quella andate perdute) proviene dal Museo della Custodia di Terra Santa, in coincidenza di una sua temporanea chiusura per restauri, mentre altre vengono concesse in prestito dai Musei Vaticani, dai Musei Capitolini, dal Museo Barracco e dal Museo Tucci, oltre che dall´Archeologico di Milano.
Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, è intervenuto alla presentazione della mostra, rilevando che "Palmira ad Aquileia rinnova in questo straordinario sito archeologico per la terza volta, dopo le mostre sul Bardo di Tunisi e sui tesori dell´antica Persia, l´attenzione verso l´arte ferita. Una sensibilità condivisa dai vertici della Fondazione e della Regione Friuli Venezia Giulia, insieme a cui il MiBACT sostiene il progetto che è pienamente in linea con la politica proposta in ambito internazionale dall´Italia. Dalla Dichiarazione di Milano dei ministri della cultura di 83 Paesi presenti a Expo nel 2015 alla costituzione della task force Unite4Heritage in ambito Unesco, dalla risoluzione Onu 2437/17 al G7 della Cultura di Firenze di marzo, il nostro Paese ha sempre portato avanti con coerenza la priorità della tutela del patrimonio culturale mondiale in aree di crisi, arrivando a costruire un ampio consenso internazionale sul tema grazie alla leadership che ci viene riconosciuta. Un ruolo costruito negli anni attraverso l´opera dei nostri tecnici e restauratori in diversi Paesi e l´aiuto fornito dai nostri istituti, come avvenuto con il restauro di due busti provenienti proprio da Palmira effettuato dall´ISCR concluso lo scorso febbraio".



Fonte: Redazione
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