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Zelensky, se Ucraina e Russia tornano al tavolo dei negoziati di pace

28-10-2026 20:25 - Opinioni
GD - Roma, 28 ott. 26 - Cosa si aspetta Zelensky se Ucraina e Russia tornano al tavolo dei negoziati di pace. È in programma un incontro tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi, incentrato sulla riduzione delle tensioni legate alla guerra. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky ai giornalisti il 27 ottobre, mentre Mosca sembra aver accettato di riprendere i colloqui con l’Ucraina dopo una pausa di oltre otto mesi.
Sebbene i funzionari ucraini non si aspettino che questo primo round porti a una svolta decisiva, sperano che l’appuntamento serva a riavviare negoziati regolari e a produrre risultati, anche se limitati.
Riferendosi a una telefonata che i leader norvegesi e finlandesi hanno avuto con il presidente russo Vladimir Putin lo stesso 27 ottobre, Zelensky ha riferito che questi ultimi “hanno avuto l’impressione che i russi prendano sul serio l’incontro di Abu Dhabi”.
L’iniziativa fa seguito ai rinnovati sforzi degli Stati Uniti per avvicinare le parti, culminati nelle visite dell’inviato del presidente Donald Trump a Kyiv e a Mosca. L'ultimo tentativo volto a organizzare un vertice trilaterale era partito all'inizio di settembre, quando gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si erano recati nelle due capitali per verificare la disponibilità di Putin ad accettare la fine del conflitto prima delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
Le visite hanno prodotto un risultato concreto: un accordo di massima per tenere un incontro a tre. Sebbene in un primo momento Putin avesse rifiutato di incontrare la delegazione ucraina, il Cremlino ha manifestato la disponibilità a riprendere i colloqui dopo la visita di Witkoff a Mosca il 21 ottobre.
Zelensky ha spiegato che il vertice dovrà concentrarsi su misure immediate per l’allentamento delle tensioni. L’ordine del giorno deve prevedere: i passi per allentare la tensione al fronte; le priorità della parte ucraina, con particolare attenzione alla sicurezza, e le prospettive generali per la fine della guerra.
L’obiettivo degli ucraini è ottenere progressi concreti sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche e la navigazione; concordare uno scambio di prigionieri e discutere il possibile formato di un futuro incontro tra i tre presidenti.
Un alto funzionario ucraino ha dichiarato al “Kyiv Independent” che “è improbabile che il primo incontro produca risultati concreti”, sottolineando la necessità che le parti ristabiliscano una visione comune dopo una pausa così lunga. L'auspicio è che gli incontri successivi diventino regolari e fruttuosi, fissando come priorità lo scambio di prigionieri e un cessate il fuoco mirato su specifiche aree del Paese e sulle infrastrutture energetiche.
Un recente esempio di tregua localizzata è avvenuto a Olesky, per rispondere a una crisi umanitaria che vedeva civili bloccati nell’area dalle forze russe da oltre due anni.
Restano invece molto incerte le prospettive di un faccia a faccia tra Putin e Zelensky: i due leader non si incontrano dal 2019 e Mosca continua a pretendere che sia Zelensky a recarsi a Mosca per colloqui diretti, un'offerta che l’Ucraina respinge categoricamente.
Durante la telefonata con il presidente finlandese e il primo ministro norvegese, Putin ha ribadito questa richiesta; un segnale, secondo Kyiv, della scarsa volontà del leader russo di incontrarsi a condizioni reciprocamente accettabili. Il presidente Trump ha invece dichiarato ai giornalisti il 27 ottobre che un vertice tra i due leader potrebbe avvenire “presto”, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.
Il “Kyiv Post” fa notare che, qualora i colloqui riprenderanno, le parti si troveranno comunque ad affrontare i medesimi nodi irrisolti che hanno bloccato il dialogo da quattro anni fino ad oggi. Lo status del Donbass e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina post-conflitto rimangono i punti irrisolti.
Il Cremlino ha ripetutamente respinto l’ipotesi di un cessate il fuoco, pretendendo che Kyiv ceda le aree del Donbass non ancora conquistate militarmente. L’Ucraina, per contro, chiede una tregua lungo l’attuale linea del fronte.
Nei precedenti negoziati, i rappresentanti statunitensi avevano proposto l’istituzione di una zona smilitarizzata nel Donbass, un’idea inizialmente accolta da entrambe le parti. Tuttavia, l’insistenza di Putin sul controllo effettivo del territorio da parte di Mosca ha fatto arenare l'ipotesi, trovando il netto rifiuto di Kyiv.
Zelensky ha confermato che gli inviati statunitensi hanno nuovamente sollevato la questione del Donbass nei colloqui con entrambe le delegazioni. Da parte sua, l’Ucraina si è detta disposta a discutere di una zona cuscinetto o demilitarizzata su entrambi i lati della linea di contatto come possibile compromesso.
Tuttavia, finché la disputa sul controllo del territorio rimarrà irrisolta, l’incontro imminente si concentrerà inevitabilmente su misure immediate di allentamento delle tensioni più che su una soluzione definitiva, nella speranza che ciò rappresenti comunque un primo passo verso la cessazione delle ostilità.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale


Fonte: Ciro Maddaloni