XVII Festival Diplomazia pronto al via come privilegiato punto di analisi
15-10-2026 15:50 - Ambasciate
GD – Roma, 15 ott. 26 - Nella sede del Centro Studi Americani, in Sala Galleria, si è svolta la presentazione della XVII edizione del “Festival della Diplomazia”. La manifestazione, ideata e coordinata da Giorgio Bartolomucci, segretario generale, si svolgerà dal 22 al 30 ottobre. Sono previsti oltre 120 eventi in 38 diverse location della città di Roma e in 8 atenei universitari.
Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, ha rivolto il benvenuto ai partecipanti. A seguire è intervenuto l’amb. Giampiero Massolo, presidente del Comitato Scientifico del Festival della Diplomazia oltre che presidente dell’ISPI, che ha tracciato un quadro dell’attuale situazione internazionale. Massolo ha evidenziato come il principale partner dei Paesi occidentali si sia trasformato, da storico alleato, in un vettore di discontinuità imprevedibile e complesso da decifrare: una nuova realtà e una modalità operativa che generano nuovi scenari a cui risulta arduo fornire risposte immediate, come affermato da più parti.
«Stiamo assistendo a trasformazioni un tempo imprevedibili, in cui il perno del mondo liberale rischia di trasformarsi in una forza destabilizzante. In questo contesto, ogni anno ci poniamo un interrogativo guida per orientare il dibattito: il tema di questa edizione è "What’s Next?". Cosa dobbiamo aspettarci e cosa comporta bilanciarsi sulla lama del rasoio di rischi valoriali, giuridici ed economici», ha detto.
Massolo ha poi rimarcato la centralità di Roma nel panorama diplomatico globale: «Non abbiamo la presunzione di fornire risposte immediate, ma di accrescere la consapevolezza, che è la chiave per affrontare e risolvere i problemi. Per questa ragione il Festival è diventato un'eccezionale piattaforma per ambasciate, università, aziende e giovani. Roma vanta una concentrazione diplomatica unica al mondo, unendo la dimensione statale, i valori universali rappresentati dalla Santa Sede e il polo multilaterale della solidarietà umanitaria. Questo ciclo di analisi non può e non deve passare inosservato».
Sulle grandi transizioni economiche ed energetiche è intervenuto il presidente onorario del Festival, Aurelio Regina: «Viviamo un'epoca di transizioni complesse che si sono sovrapposte nella fase attuativa. Gli scenari globali sono stati stravolti non solo dai conflitti in corso, ma anche da quelli latenti. Il settore dell'energia — influenzato in modo determinante dalle politiche d'oltreoceano e dai rapporti con la Russia — resta centrale: il controllo e le dinamiche energetiche sono direttamente legati alla stabilità e alla crescita economica. La capacità dell'Italia e dell'Europa di rimanere una grande potenza manifatturiera dipenderà da come sapremo garantire l'indipendenza e la sicurezza energetica».
Anche per questa XVII edizione si è scelto di individuare un tema conduttore, pur nella consapevolezza che molte delle questioni dibattute in passato non abbiano condotto a soluzioni definitive. Analogamente, la congiuntura attuale impone la difficoltà di delineare risposte perentorie, facendoci camminare su un filo di rasoio in cui è complesso schierarsi nettamente senza incorrere in evidenti errori di valutazione, data la portata delle sfide quotidiane sullo scacchiere globale.
L’amb. Massolo ha poi esortato a perseguire «la strada della “consapevolezza” come principale chiave interpretativa della realtà odierna: un’analisi continua degli scenari volta a elaborare e aggiornare costantemente gli eventuali piani d’azione. Solo la consapevolezza consente, infatti, di definire una visione prospettica per gestire situazioni sovrapposte e spesso contraddittorie. In questo senso, il Festival rappresenta una piattaforma per promuovere tale consapevolezza attraverso il confronto diretto tra ambasciate, università e aziende partner, coinvolgendo oltre 400 giovani destinati a diventare la futura classe dirigente responsabile di tutelare i valori universali e umanitari della nostra civiltà».
Da parte sua Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha confermato il convinto sostegno alla prossima manifestazione romana, che negli anni ha consolidato un’indiscussa autorevolezza nel panorama delle relazioni internazionali. Rusconi ha rimarcato la centralità del dialogo per affrontare le sfide contemporanee, a partire dalla sicurezza energetica. Dalla stabilità dell’Africa alla Groenlandia, passando per il Golfo Persico e la Russia, le diverse dinamiche geopolitiche risultano infatti interconnesse dalla comune esigenza energetica, che vede i Paesi europei e l’Italia in una condizione di dipendenza che condiziona lo sviluppo economico e crea incertezza per il futuro.
Un allarme rigoroso sulle minacce democratiche e la guerra d'informazione è giunto da Carlo Corazza, capo dell'Ufficio del Parlamento Europeo in Italia: «Il tema di questa edizione riflette bene il contesto da incubo di questo tempo. Qualche settimana fa il Parlamento Europeo in plenaria ha votato un rapporto sulle conclusioni della commissione speciale "Scudo per la democrazia". Un rapporto inquietante che conferma un fronte di autocrazia — non solo la Russia, ma anche Cina, Bielorussia e Corea del Nord, l’Iran — che ha come obiettivo principale quello di indebolire l'Unione Europea e le altre democrazie liberali. In Italia vediamo una guerra ibrida e cognitiva parecchio palese: avere politici e giornalisti che ogni giorno ripetono che inviare armi all'Ucraina vuol dire allontanare la pace, su questo la Presidente del Consiglio ha risposto in maniera cristallina a questa farneticazione ma ci fa capire quanto la guerra ibrida sia pericolosa. Qualcosa che può spostare le sorti della guerra, ed è l'unico fronte dove Putin con AfD in Germania e Marine Le Pen in Francia può vincere la guerra. Uno scenario di grande rischio. Non c'è un piano B al rafforzare l'Unione Europea. Stiamo attenti a indebolirla, ci rimettiamo tutti quanti. Lavorare per rafforzare l'Unione Europea è qualcosa di indispensabile per la nostra indipendenza, libertà e democrazia».
Il sostegno della Farnesina è stato rimarcato dal messaggio inviato dal consigliere Pietro De Martin, Capo dell'Unità di Analisi e Programmazione del MAECI: «Il Festival della Diplomazia è un luogo prezioso di confronto sulle grandi sfide globali e coinvolge attivamente l’ampia comunità diplomatica di Roma ed anche la grande platea di esperti e studenti dell’articolato mondo accademico e di ricerca della città. UAP è orgogliosa di essere al suo fianco, perché crede che il dialogo, da coltivare sempre con pazienza, inclusività ed acume, sia la prima risorsa per costruire il futuro».
L'incontro si è concluso con il panel su «Conflicts, Emergency and Food Security», dedicato alla protezione dei civili e alla consegna degli aiuti nelle aree di crisi, con gli interventi di Martin P. Selmayr, ambasciatore UE presso le Agenzie UN a Roma; Nosipho Jezile, ambasciatore del Sudafrica; i rappresentanti di IFAD, FAO e UNHCR.
In conclusione, il Festival della Diplomazia si confermerà come spazio privilegiato per analizzare i grandi stravolgimenti geopolitici, il futuro delle organizzazioni multilaterali e il ruolo dell’Europa e dell’Italia di fronte alle attuali crisi globali, con l’obiettivo di individuare percorsi concreti e auspicabili per garantire la sicurezza.
Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, ha rivolto il benvenuto ai partecipanti. A seguire è intervenuto l’amb. Giampiero Massolo, presidente del Comitato Scientifico del Festival della Diplomazia oltre che presidente dell’ISPI, che ha tracciato un quadro dell’attuale situazione internazionale. Massolo ha evidenziato come il principale partner dei Paesi occidentali si sia trasformato, da storico alleato, in un vettore di discontinuità imprevedibile e complesso da decifrare: una nuova realtà e una modalità operativa che generano nuovi scenari a cui risulta arduo fornire risposte immediate, come affermato da più parti.
«Stiamo assistendo a trasformazioni un tempo imprevedibili, in cui il perno del mondo liberale rischia di trasformarsi in una forza destabilizzante. In questo contesto, ogni anno ci poniamo un interrogativo guida per orientare il dibattito: il tema di questa edizione è "What’s Next?". Cosa dobbiamo aspettarci e cosa comporta bilanciarsi sulla lama del rasoio di rischi valoriali, giuridici ed economici», ha detto.
Massolo ha poi rimarcato la centralità di Roma nel panorama diplomatico globale: «Non abbiamo la presunzione di fornire risposte immediate, ma di accrescere la consapevolezza, che è la chiave per affrontare e risolvere i problemi. Per questa ragione il Festival è diventato un'eccezionale piattaforma per ambasciate, università, aziende e giovani. Roma vanta una concentrazione diplomatica unica al mondo, unendo la dimensione statale, i valori universali rappresentati dalla Santa Sede e il polo multilaterale della solidarietà umanitaria. Questo ciclo di analisi non può e non deve passare inosservato».
Sulle grandi transizioni economiche ed energetiche è intervenuto il presidente onorario del Festival, Aurelio Regina: «Viviamo un'epoca di transizioni complesse che si sono sovrapposte nella fase attuativa. Gli scenari globali sono stati stravolti non solo dai conflitti in corso, ma anche da quelli latenti. Il settore dell'energia — influenzato in modo determinante dalle politiche d'oltreoceano e dai rapporti con la Russia — resta centrale: il controllo e le dinamiche energetiche sono direttamente legati alla stabilità e alla crescita economica. La capacità dell'Italia e dell'Europa di rimanere una grande potenza manifatturiera dipenderà da come sapremo garantire l'indipendenza e la sicurezza energetica».
Anche per questa XVII edizione si è scelto di individuare un tema conduttore, pur nella consapevolezza che molte delle questioni dibattute in passato non abbiano condotto a soluzioni definitive. Analogamente, la congiuntura attuale impone la difficoltà di delineare risposte perentorie, facendoci camminare su un filo di rasoio in cui è complesso schierarsi nettamente senza incorrere in evidenti errori di valutazione, data la portata delle sfide quotidiane sullo scacchiere globale.
L’amb. Massolo ha poi esortato a perseguire «la strada della “consapevolezza” come principale chiave interpretativa della realtà odierna: un’analisi continua degli scenari volta a elaborare e aggiornare costantemente gli eventuali piani d’azione. Solo la consapevolezza consente, infatti, di definire una visione prospettica per gestire situazioni sovrapposte e spesso contraddittorie. In questo senso, il Festival rappresenta una piattaforma per promuovere tale consapevolezza attraverso il confronto diretto tra ambasciate, università e aziende partner, coinvolgendo oltre 400 giovani destinati a diventare la futura classe dirigente responsabile di tutelare i valori universali e umanitari della nostra civiltà».
Da parte sua Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha confermato il convinto sostegno alla prossima manifestazione romana, che negli anni ha consolidato un’indiscussa autorevolezza nel panorama delle relazioni internazionali. Rusconi ha rimarcato la centralità del dialogo per affrontare le sfide contemporanee, a partire dalla sicurezza energetica. Dalla stabilità dell’Africa alla Groenlandia, passando per il Golfo Persico e la Russia, le diverse dinamiche geopolitiche risultano infatti interconnesse dalla comune esigenza energetica, che vede i Paesi europei e l’Italia in una condizione di dipendenza che condiziona lo sviluppo economico e crea incertezza per il futuro.
Un allarme rigoroso sulle minacce democratiche e la guerra d'informazione è giunto da Carlo Corazza, capo dell'Ufficio del Parlamento Europeo in Italia: «Il tema di questa edizione riflette bene il contesto da incubo di questo tempo. Qualche settimana fa il Parlamento Europeo in plenaria ha votato un rapporto sulle conclusioni della commissione speciale "Scudo per la democrazia". Un rapporto inquietante che conferma un fronte di autocrazia — non solo la Russia, ma anche Cina, Bielorussia e Corea del Nord, l’Iran — che ha come obiettivo principale quello di indebolire l'Unione Europea e le altre democrazie liberali. In Italia vediamo una guerra ibrida e cognitiva parecchio palese: avere politici e giornalisti che ogni giorno ripetono che inviare armi all'Ucraina vuol dire allontanare la pace, su questo la Presidente del Consiglio ha risposto in maniera cristallina a questa farneticazione ma ci fa capire quanto la guerra ibrida sia pericolosa. Qualcosa che può spostare le sorti della guerra, ed è l'unico fronte dove Putin con AfD in Germania e Marine Le Pen in Francia può vincere la guerra. Uno scenario di grande rischio. Non c'è un piano B al rafforzare l'Unione Europea. Stiamo attenti a indebolirla, ci rimettiamo tutti quanti. Lavorare per rafforzare l'Unione Europea è qualcosa di indispensabile per la nostra indipendenza, libertà e democrazia».
Il sostegno della Farnesina è stato rimarcato dal messaggio inviato dal consigliere Pietro De Martin, Capo dell'Unità di Analisi e Programmazione del MAECI: «Il Festival della Diplomazia è un luogo prezioso di confronto sulle grandi sfide globali e coinvolge attivamente l’ampia comunità diplomatica di Roma ed anche la grande platea di esperti e studenti dell’articolato mondo accademico e di ricerca della città. UAP è orgogliosa di essere al suo fianco, perché crede che il dialogo, da coltivare sempre con pazienza, inclusività ed acume, sia la prima risorsa per costruire il futuro».
L'incontro si è concluso con il panel su «Conflicts, Emergency and Food Security», dedicato alla protezione dei civili e alla consegna degli aiuti nelle aree di crisi, con gli interventi di Martin P. Selmayr, ambasciatore UE presso le Agenzie UN a Roma; Nosipho Jezile, ambasciatore del Sudafrica; i rappresentanti di IFAD, FAO e UNHCR.
In conclusione, il Festival della Diplomazia si confermerà come spazio privilegiato per analizzare i grandi stravolgimenti geopolitici, il futuro delle organizzazioni multilaterali e il ruolo dell’Europa e dell’Italia di fronte alle attuali crisi globali, con l’obiettivo di individuare percorsi concreti e auspicabili per garantire la sicurezza.
Ciro Maddaloni
Fonte: Ciro Maddaloni














