58° Vinitaly: domani via con 1000 top buyer di 70 Paesi e operatori da 130
11-04-2026 17:05 - Made in Italy
GD - Verona, 11 apr. 26 - Il 58° Vinitaly 2026 è giunto ai blocchi di partenza. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati e invitati da 70 Paesi, a cui si aggiungono operatori da 130 mercati per spingere la domanda internazionale
Il quartiere fieristico è al completo con 4 mila aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino, con oltre 100 appuntamenti in calendario tra approfondimenti, degustazioni e nuovi format per rafforzare ulteriormente la capacità di connessione tra imprese e mercati.
Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale della manifestazione, sostenuta da un piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e ICE Agenzia. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati, invitati e ospitati già in arrivo a Verona, a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi; un indicatore concreto dell’attrattività internazionale di Vinitaly, in uno scenario geopolitico ed economico particolarmente complesso.
Il via ufficiale è fissato per domani, domenica 12 aprile, alle ore 11.00, nell'Auditorium Verdi (Palaexpo, piano -1), dove è in programma la cerimonia inaugurale aperta dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, a cui seguono i saluti istituzionali di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Esteri; Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia; Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.
L’evento proseguirà con il talk, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, su “Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte” con i contributi di Giacomo Ponti, presidente Federvini; Lamberto Frescobaldi, presidente Unione Italiana Vini; Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo. Dopo l’intervento del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, le conclusioni sono affidate al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Al termine, vengono consegnati i Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero assegnati rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per il prof. Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di Tutela Vino Bardolino. Realizzati da Venini, prestigiosa realtà del vetro artistico di Murano, i premi consistono in bottiglie di vetro soffiato eseguite con la tradizionale tecnica delle canne nei colori esclusivi Lattimo e Magenta. Nelle medesime cromie è stata realizzata anche la speciale caraffa disegnata da Gio Ponti, consegnata come riconoscimento al Miglior format ristorazione 2026 che va a Gucci Osteria da Massimo Bottura.
Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada, inclusi i buyer dei principali monopoli – Lcbo, Saq, Anbl e Nslc. Fuori dall’Unione Europea, si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia – mercati che ospitano le tappe estere di Vinitaly – insieme a Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine, per un totale che sfiora i 70 top buyer.
L’America Latina si distingue per numerosità nel programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra i mercati più dinamici e circa 50 super acquirenti coinvolti. Espansione significativa anche per il continente africano, che amplia il proprio perimetro a 10 Paesi: Marocco, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania, Camerun, Nigeria, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya. In Europa, Germania e Paesi nordici confermano il posizionamento consolidato del vino italiano, mentre si rafforza la presenza dell’Est Europa, a partire dal Kazakistan, tappa del roadshow Vinitaly.
A questi si affiancano gli operatori esteri presenti autonomamente in fiera, al di fuori del programma di incoming: gli Stati Uniti si confermano primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Canada.
Fonte: Verona Fiere
Il quartiere fieristico è al completo con 4 mila aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino, con oltre 100 appuntamenti in calendario tra approfondimenti, degustazioni e nuovi format per rafforzare ulteriormente la capacità di connessione tra imprese e mercati.
Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale della manifestazione, sostenuta da un piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e ICE Agenzia. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati, invitati e ospitati già in arrivo a Verona, a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi; un indicatore concreto dell’attrattività internazionale di Vinitaly, in uno scenario geopolitico ed economico particolarmente complesso.
Il via ufficiale è fissato per domani, domenica 12 aprile, alle ore 11.00, nell'Auditorium Verdi (Palaexpo, piano -1), dove è in programma la cerimonia inaugurale aperta dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, a cui seguono i saluti istituzionali di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Esteri; Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia; Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.
L’evento proseguirà con il talk, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, su “Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte” con i contributi di Giacomo Ponti, presidente Federvini; Lamberto Frescobaldi, presidente Unione Italiana Vini; Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo. Dopo l’intervento del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, le conclusioni sono affidate al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Al termine, vengono consegnati i Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero assegnati rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per il prof. Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di Tutela Vino Bardolino. Realizzati da Venini, prestigiosa realtà del vetro artistico di Murano, i premi consistono in bottiglie di vetro soffiato eseguite con la tradizionale tecnica delle canne nei colori esclusivi Lattimo e Magenta. Nelle medesime cromie è stata realizzata anche la speciale caraffa disegnata da Gio Ponti, consegnata come riconoscimento al Miglior format ristorazione 2026 che va a Gucci Osteria da Massimo Bottura.
Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada, inclusi i buyer dei principali monopoli – Lcbo, Saq, Anbl e Nslc. Fuori dall’Unione Europea, si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia – mercati che ospitano le tappe estere di Vinitaly – insieme a Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine, per un totale che sfiora i 70 top buyer.
L’America Latina si distingue per numerosità nel programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra i mercati più dinamici e circa 50 super acquirenti coinvolti. Espansione significativa anche per il continente africano, che amplia il proprio perimetro a 10 Paesi: Marocco, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania, Camerun, Nigeria, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya. In Europa, Germania e Paesi nordici confermano il posizionamento consolidato del vino italiano, mentre si rafforza la presenza dell’Est Europa, a partire dal Kazakistan, tappa del roadshow Vinitaly.
A questi si affiancano gli operatori esteri presenti autonomamente in fiera, al di fuori del programma di incoming: gli Stati Uniti si confermano primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Canada.
Fonte: Verona Fiere














