28 Novembre 2021
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VII Seminario Italo-Russo: prof. Fallico, presidente Associazione Conoscere Eurasia

25-11-2021 15:20 - Economia
Antonio Fallico
Antonio Fallico
GD - Torino, 25 nov. 21 - Il prof. Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, è intervenuto all'VII Seminario Italo-Russo di Torino, organizzato da Conoscere Eurasia, in collaborazione con lo SPIEF e la Fondazione Roscongress, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo Studio legale Gianni & Origoni. Questo il testo della sua relazione.
“Il seminario di Torino chiude il calendario italiano degli eventi economici itineranti promossi da Conoscere Eurasia. Tra gli obiettivi di questi appuntamenti vi è soprattutto la messa a sistema di strumenti, contatti e potenzialità di business per le imprese atti a consolidare e intensificare i rapporti economico-commerciali tra l’Italia e la Russia: due economie strettamente complementari e strategiche, l’una per l’altra.
Per questo seminario, abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sull’innovazione intesa come motore dello sviluppo, proprio perché oggi appare sempre più chiaro che non vi può essere crescita economica senza sviluppo. Le nostre esportazioni dovranno inglobare sempre più la cooperazione industriale e quindi anche l’innovazione che passa inevitabilmente attraverso la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, l’ammodernamento di processi produttivi in chiave competitiva, mantenendo un contesto fatto di uomini e quindi di competenze.
Purtroppo, secondo i dati della Commissione Europea, in Italia la “spesa pubblica per R&S è in calo dal 2013, e nel 2018 ha raggiunto lo 0,5 % del Pil, il secondo livello più basso tra i paesi dell'UE-15. Sebbene la spesa per R&S delle imprese sia in aumento negli ultimi anni (nel 2018 ha raggiunto lo 0,86 % del Pil), il livello rimane nettamente al di sotto della media dell'Ue (1,41%)”. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2019 la spesa in R&S è tornata a crescere (+4,1% sul 2018), raggiungendo i 26,3 miliardi di euro, trainata proprio dalle imprese (€ 16,6 miliardi, 63,2% della spesa complessiva). Nel 2020, però, la spesa in R&S delle imprese è risultata in calo del 6,9%: diminuzione che si prevede verrà in parte compensata quest’anno (+6,2%).
Per il Paese sarà inoltre fondamentale centrare gli obiettivi contenuti nel PNRR che, nel capitolo “dalla ricerca all’impresa”, prevede circa € 11,5 miliardi.
In questo quadro generale, il Piemonte spicca per aver avviato politiche a sostegno della ricerca e dell’innovazione per una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva e in linea con gli obiettivi di Europa 2020, in settori strategici anche per la domanda russa come ad esempio l’aerospazio, le tecnologie nel campo della salute, oppure la bioeconomia dall’agroalimentare al cleantech, fino all’automotive. In particolare, è Torino la città capofila dell’innovazione in Piemonte: un percorso che continua dopo essere stata eletta seconda capitale dell’innovazione in Europa nel 2016.
L’innovazione può imprimere una svolta anche alla cooperazione industriale nei diversi comparti, diventando la chiave per la ripresa delle relazioni economiche regionali con la Federazione Russa. Nonostante il contesto geopolitico continui a non essere di aiuto alle imprese italiane e piemontesi che vogliono investire o capitalizzare i propri rapporti commerciali con la Russia, le aziende basate in regione hanno fatto segnare ottimi risultati, come emerge dall’analisi dei dati Istat, elaborati da Intesa Sanpaolo, che Conoscere Eurasia ha approntato per il seminario.
Nel primo semestre di quest’anno l’interscambio Piemonte-Russia ha superato i 400 milioni di euro, in crescita del 42% rispetto al 2020, ma soprattutto in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato che evidenzia una bilancia in attivo per le vendite made in Piemonte, dato che l’export nei primi sei mesi dell’anno ha superato i 377 milioni di euro, in crescita anch’esso del 42% rispetto allo stesso periodo del 2020 (€ 264,7 milioni) e del 28% sul 2019 (€ 293,5 milioni). I dati relativi all’interscambio sono altrettanto positivi se guardiamo alla provincia di Torino: nel primo semestre 2021 si registra una crescita del 38% sul 2020 e del 24% sul 2019. Anche in questo caso grazie alla forte crescita delle esportazioni (+37% sul 2020 e +40% sul 2019).
Secondo l’analisi, sono i settori dei macchinari (che comprendono anche la meccanica di precisione), dei mezzi di trasporto e dell’agroalimentare (prodotti e bevande) ad assorbire il 77% delle vendite torinesi verso Mosca. Gli stessi settori, su scala regionale, arrivano al 62%. Ma è importante sottolineare che proprio questa “triade” ha fatto da traino all’export torinese e piemontese negli ultimi due anni.
In un clima di crescenti tensioni internazionali e di spinte protezionistiche, in parte legate alla pandemia, risulta evidente che la Russia deve ritornare ad essere tra le destinazioni prioritarie per il business delle imprese italiane. Per le nostre aziende non può esserci sviluppo economico e commerciale senza la Russia, che attualmente, grazie ai piani di investimento e ammodernamento, esprime una domanda di cooperazione, di prodotti innovativi, di tecnologie e know how che l’Italia è in grado di soddisfare. Occorre però sviluppare con determinazione e proattività quella che definiamo diplomazia del business. Gli imprenditori devono influenzare la diplomazia tradizionale, vincolata da centinaia di fattori che spesso la rendono inerte e immobile, perché il business deve promuovere i reali interessi delle economie nazionali e anche sovranazionali, stabilire contatti, elaborare nuove idee, proporre soluzioni.
La Russia ha risposto alla crisi geopolitica e alle sanzioni con diversi piani di investimento, accelerando sia sul fronte dell’armonizzazione e liberalizzazione del mercato dell’Unione Economica Eurasiatica, della quale è il principale motore, sia potenziando gli accordi con altri Paesi strategici, come ad esempio la Cina per la One Belt One Road, con la quale è legata strategicamente anche nel contesto della Shangai Cooperation Organization e del BRICS. Investimenti che le stanno conferendo livelli di crescita importanti, riconosciuti anche a livello internazionale. Basti pensare che secondo il rapporto Doing Business 2020 della Banca Mondiale la Federazione Russa è 28°, mentre l’Italia 58°.
Se a livello politico nazionale si fatica a trovare un positivo e vantaggioso rapporto con la Federazione Russa, le imprese italiane devono intensificare il processo di internazionalizzazione, riattivando i rapporti strategici con la Russia, adottando tutti gli strumenti e cogliendo le opportunità che concretamente favoriscono il business. E il VII seminario di Torino rappresenta un’occasione unica per far rilanciare i rapporti tra il nostro paese e la Federazione Russa”, ha concluso Fallico.


Fonte: Redazione
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