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Unione Europea e Palestina: al cittadino meglio non far sapere...

20-03-2024 09:38 - Opinioni
GD - Roma, 20 mar. 24 - Il potere usa spesso la “riservatezza delle informazioni” per celare eventi o realtà che i cittadini farebbero fatica a capire o ad accettare. Questa è la prassi che viene utilizzata nei Paesi dittatoriali. Ma anche nei in quelli cosiddetti democratici, spesso viene fatto uso della “riservatezza” per celare quelle informazioni che potrebbero essere imbarazzanti per la classe dirigente al potere.
Al Parlamento Europeo il Gruppo di lavoro sugli strumenti finanziari esterni (WG EFIs) della Commissione Affari Esteri deve presentare i risultati relativi ai legami e le relazioni che sono emerse dopo gli attentati del 7 ottobre del 2023 tra l'UNRWA e i terroristi di Hamas. Il gruppo di vigilanza deve approfondire l’analisi delle informazioni relative alle accuse contro il personale dell'UNRWA che sono state documentate e segnalate dalle forze di intelligence israeliane. Specificamente, la commissione parlamentare deve verificare le questioni relative all'imparzialità e al lavoro svolto sul terreno dall'agenzia UNRWA, e decidere, a seguito dei risultati delle indagini, sulle eventuali azioni da intraprendere.
Hillel Neuer, direttore esecutivo di United Nations Watch, un'organizzazione non governativa indipendente con sede a Ginevra, che monitora le istituzioni multilaterali, è stato invitato dal Parlamento Europeo a Bruxelles per presentare le prove relative al rifiuto dell'UNRWA di collaborare alle indagini volte ad appurare le infiltrazioni del terrorismo nell’agenzia e il collateralismo da parte dei suoi insegnanti, presidi e altro personale impegnato in Palestina.
Il Parlamento Europeo ha invitato anche un rappresentante dell'UNRWA al fine di "continuare un dialogo aperto e trasparente sulla questione". L'UNRWA ha declinato l’invito del Parlamento Europeo e ha deciso di non inviare un rappresentante per l’audizione della commissione.
Con immenso stupore, Hillel Neuer ha dovuto constatare che i membri del Parlamento Europeo che rappresentano alcuni gruppi parlamentari di maggioranza (Sinistra, Verdi/EFA, Socialisti e Democratici) hanno prima cercato di fermare l'udienza per la mancanza di “contraddittorio”, e non essendo riusciti a bloccarla, hanno richiesto la rimozione delle telecamere che normalmente vengono utilizzate per le riprese dei lavori parlamentari, per “secretare l’audizione del 19 marzo”.
Così facendo si impedisce di rendere pubbliche le dichiarazioni rese durante l’audizione. La rimozione delle telecamere, durante le sedute del Parlamento Europeo e durante le sedute di commissione, è un evento rarissimo. Ma quello che è veramente inusuale, specialmente in questo caso, è che la richiesta della sospensione delle riprese video non proviene dalla persona convocata, che potrebbe avere timori a mostrarsi in pubblico su un argomento tanto delicato. La richiesta di sospendere le riprese video è stata presentata dai membri del gruppo di lavoro della Commissione Affari Esteri, ossia quella che ha richiesto di audire la testimonianza di UN Watch e di UNRWA.
Quello che è accaduto a Bruxelles è sconvolgente. L'Unione Europea si fonda su due pilastri inscindibili: libertà e giustizia. Questi valori sono sanciti nei Trattati dell'Unione Europea e sono la base su cui si è costruita l'integrazione europea.
Forse gli europarlamentari non si sentono a loro agio a far conoscere ai cittadini europei come sono stati spesi i soldi dei contribuenti negli ultimi anni?
I cittadini dell'UE infatti pagano all'UNRWA un contributo annuale per il suo funzionamento e per fornire assistenza al popolo palestinese. Per il periodo 2021-2023, il contributo dell'UE al bilancio dell'UNRWA è stato di ben 281 milioni di euro.
I cittadini europei avrebbero pertanto ben diritto di sapere come vengono utilizzati i fondi europei destinati agli aiuti umanitari e avere maggiore contezza di cosa e chi si finanzia con questi fondi.
Rendere queste informazioni “riservate” contraddice i principi democratici fondamentali di trasparenza e responsabilità che fanno capo alle Istituzioni comunitarie.
Questo è un ulteriore punto di cui dovrà farsi carico il nuovo Parlamento Europeo che sarà eletto a giugno prossimo. Perché i cittadini europei meritano di essere trattati con rispetto da parte dei rappresentanti che loro hanno eletto democraticamente al Parlamento Europeo.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale


Fonte: Ciro Maddaloni
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