Ungheria: amb. Scognamiglio a Festa Repubblica, "Guardare avanti con ambizione"
03-06-2026 21:10 - Ambasciate
GD - Budapest, 3 giu. 26 - Italia e Ungheria unite da relazioni eccellenti, che affondano le proprie radici nella storia e si proiettano al futuro attraverso una profonda condivisione di valori, interessi e responsabilità. È il messaggio emerso dalle celebrazioni per l'80° anniversario della Repubblica Italiana ospitate nella prestigiosa sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest.
L’evento ha visto la partecipazione di oltre quattrocento ospiti, tra cui diversi esponenti delle istituzioni ungheresi, del Corpo diplomatico e della comunità italiana nel Paese, accolti da un quartetto di archi ungherese che ha anche eseguito gli inni nazionali accompagnando un mezzosoprano ungherese.
Nel suo intervento, l’amb. Giuseppe Scognamiglio ha espresso profonda emozione nel celebrare la sua prima Festa della Repubblica in veste di ambasciatore d'Italia in Ungheria, definendo la storica sede dell'IIC "uno spazio di incontro, di cultura, di dialogo, di amicizia".
L’ambasciatore ha sottolineato l'eccellente qualità del dialogo politico tra Roma e Budapest, citando come "segnale chiaro di attenzione reciproca" la recente visita a Roma del neoeletto Primo Ministro Péter Magyar, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avvenuta ancor prima del suo insediamento formale.
Richiamando la comune appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, l'amb. Scognamiglio ha esortato a guardare al futuro con ambizione, ampliando la collaborazione in settori strategici dall'economia alla cultura, dalla transizione energetica alla difesa. In una fase internazionale complessa, ha osservato, l'amicizia bilaterale non è solo un patrimonio da custodire, ma "uno strumento da utilizzare con responsabilità".
Ampio spazio è stato dedicato al significato del 2 giugno 1946 e alla Costituzione, definita - richiamando le parole del presidente Mattarella - una vera e propria "bussola civile". Sottolineando il principio del ripudio della guerra, l'ambasciatore ha ricordato come ciò non significhi restare indifferenti, ma bensì porsi come difensori del diritto internazionale.
Dopo aver ringraziato la comunità italiana, i ricercatori, le imprese e il personale diplomatico per il loro contributo quotidiano, l'ambasciatore ha dato la parola all'ospite d'onore della serata, il vicepresidente del Parlamento ungherese, Richárd Rák.
Il vicepresidente ha aperto il suo discorso sottolineando il forte valore simbolico dell'IIC, quale sede dell'Assemblea Nazionale ungherese dal 1865 al 1902. Successivamente, ha ripercorso i profondi legami storici che accomunano le due nazioni, come il medesimo desiderio di libertà che, in passato, ha animato il Risorgimento italiano e la Rivoluzione ungherese del 1848-49.
Ràk ha poi voluto condividere il profondo legame personale con la Penisola, dove ha vissuto, studiato e fatto ricerca in atenei prestigiosi come Bologna e Milano. Un'esperienza che gli ha permesso di esplorare il Paese e apprezzarne i valori sociali fondanti.
Quattro sono i pilastri della società italiana da lui individuati: l’orgoglio verso le radici locali, l’apertura e il rispetto reciproco, l'unità oltre le differenze e la ferma volontà di difendere l'ordine costituzionale democratico. Caratteristiche che offrono all'Italia un futuro luminoso e rappresentano "un esempio da seguire per molti altri paesi, tra cui l'Ungheria".
Ad allietare il numeroso pubblico durante il ricevimento è stata la suggestiva performance del “Gran Ballo del ‘900”. L'esibizione, organizzata dalla Salerno Society e dall'Associazione Il Contrappasso, ha intrattenuto i presenti con eleganti danze d'epoca, tra cui diverse quadriglie e valzer.
L’evento ha visto la partecipazione di oltre quattrocento ospiti, tra cui diversi esponenti delle istituzioni ungheresi, del Corpo diplomatico e della comunità italiana nel Paese, accolti da un quartetto di archi ungherese che ha anche eseguito gli inni nazionali accompagnando un mezzosoprano ungherese.
Nel suo intervento, l’amb. Giuseppe Scognamiglio ha espresso profonda emozione nel celebrare la sua prima Festa della Repubblica in veste di ambasciatore d'Italia in Ungheria, definendo la storica sede dell'IIC "uno spazio di incontro, di cultura, di dialogo, di amicizia".
L’ambasciatore ha sottolineato l'eccellente qualità del dialogo politico tra Roma e Budapest, citando come "segnale chiaro di attenzione reciproca" la recente visita a Roma del neoeletto Primo Ministro Péter Magyar, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avvenuta ancor prima del suo insediamento formale.
Richiamando la comune appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, l'amb. Scognamiglio ha esortato a guardare al futuro con ambizione, ampliando la collaborazione in settori strategici dall'economia alla cultura, dalla transizione energetica alla difesa. In una fase internazionale complessa, ha osservato, l'amicizia bilaterale non è solo un patrimonio da custodire, ma "uno strumento da utilizzare con responsabilità".
Ampio spazio è stato dedicato al significato del 2 giugno 1946 e alla Costituzione, definita - richiamando le parole del presidente Mattarella - una vera e propria "bussola civile". Sottolineando il principio del ripudio della guerra, l'ambasciatore ha ricordato come ciò non significhi restare indifferenti, ma bensì porsi come difensori del diritto internazionale.
Dopo aver ringraziato la comunità italiana, i ricercatori, le imprese e il personale diplomatico per il loro contributo quotidiano, l'ambasciatore ha dato la parola all'ospite d'onore della serata, il vicepresidente del Parlamento ungherese, Richárd Rák.
Il vicepresidente ha aperto il suo discorso sottolineando il forte valore simbolico dell'IIC, quale sede dell'Assemblea Nazionale ungherese dal 1865 al 1902. Successivamente, ha ripercorso i profondi legami storici che accomunano le due nazioni, come il medesimo desiderio di libertà che, in passato, ha animato il Risorgimento italiano e la Rivoluzione ungherese del 1848-49.
Ràk ha poi voluto condividere il profondo legame personale con la Penisola, dove ha vissuto, studiato e fatto ricerca in atenei prestigiosi come Bologna e Milano. Un'esperienza che gli ha permesso di esplorare il Paese e apprezzarne i valori sociali fondanti.
Quattro sono i pilastri della società italiana da lui individuati: l’orgoglio verso le radici locali, l’apertura e il rispetto reciproco, l'unità oltre le differenze e la ferma volontà di difendere l'ordine costituzionale democratico. Caratteristiche che offrono all'Italia un futuro luminoso e rappresentano "un esempio da seguire per molti altri paesi, tra cui l'Ungheria".
Ad allietare il numeroso pubblico durante il ricevimento è stata la suggestiva performance del “Gran Ballo del ‘900”. L'esibizione, organizzata dalla Salerno Society e dall'Associazione Il Contrappasso, ha intrattenuto i presenti con eleganti danze d'epoca, tra cui diverse quadriglie e valzer.
Fonte: Ambasciata














