UK: ambasciata, podcast con storie di talento e successi di italiani in UK
23-10-2026 16:10 - Ambasciate
GD - Roma, 23 ott. 26 - Dieci anni dopo il referendum sulla Brexit e a meno di un mese dal secondo vertice UK-UE, l'Ambasciata britannica in Italia, dinamicamente retta dall’amb. Stephen Hickey, ha presentato la nuova edizione del podcast lanciato oltre otto anni fa con le storie degli italiani in UK. Sono manager, scienziati, imprenditori, accademici, giornalisti e artisti che raccontano in prima persona le loro storie, spesso straordinarie e uniche che parlano di talento, successi e opportunità oltremanica nel corso dell'ultimo decennio. Una dedica speciale al genio insuperato di Guglielmo Marconi e ai suoi legami con il Regno Unito, dove si trasferì a vent'anni, con un messaggio-ricordo speciale da parte di sua figlia Elettra.
Il Podcast è stato presentato oggi a Roma, in occasione di un evento che rientra nel fitto programma della XVII edizione del Festival della Diplomazia, la nuova serie del podcast #MyGREATBritain, ideato dall'Ambasciata britannica in Italia ormai oltre otto anni fa e concepito per dare voce alle storie di successo degli italiani oltremanica.
Dieci anni dopo il referendum sulla Brexit, in un momento in cui il governo di Londra prepara il secondo summit con l'Unione europea (Bruxelles, 20 novembre) per definire il futuro di una relazione che auspica sempre più stretta e proficua per entrambe le sponde della Manica, la nuova serie di #MyGREATBritain ritrova alcuni dei protagonisti dei primi episodi, scoprendo sviluppi in molti casi curiosi e veramente sorprendenti.
Nella sala del nuovo Metropolitano Urban Center, gremita di giovani studenti delle scuole e delle università italiane e internazionali presenti a Roma, la giornalista Anna Lisa Rapanà, già corrispondente da Londra ed esperta di Regno Unito nella redazione Esteri dell'ANSA, ha moderato l'evento con la partecipazione del viceambasciatore britannico in Italia, David Burton, e di Pierluigi Puglia, portavoce dell'Ambasciata, ideatore e curatore di #MyGREATBritain.
Parlando dell'origine del progetto nel 2018, Puglia ha spiegato come «in un periodo in cui la maggior parte di quanto veniva raccontato sul Regno Unito era condizionato dall'esito del referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, le storie straordinarie di alcuni dei tantissimi italiani residenti stabilmente oltremanica rappresentava un contraltare prezioso alle narrazioni del Paese monopolizzate a quei tempi, in Italia come in altri Paesi europei, dal dispiacere e dalla delusione – in alcuni casi da una sorta di risentimento – per l'uscita del Regno Unito dalle istituzioni di Bruxelles. In qualche modo, #MyGREATBritain continuava a far brillare le relazioni tra Regno Unito e Italia, in ossequio ai legami storici tra i due Paesi e in virtù delle opportunità che il talento italiano continuava e avrebbe continuato a trovare oltremanica».
«A dieci anni da quel referendum», ha commentato ancora il portavoce dell'Ambasciata, «ritrovare alcuni di quei protagonisti ha significato riprendere il filo di un racconto, non concluderlo, e scoprire come le vicissitudini personali abbiano saputo intrecciarsi con alcuni degli eventi epocali di un decennio caratterizzato, tra gli altri, da pandemia, turbolenze geopolitiche e trasformazioni tecnologiche del tutto eccezionali».
Durante l'evento, che si è tenuto davanti a circa cento ragazze e ragazzi di diverse età, sono intervenuti alcuni protagonisti del podcast per raccontare in prima persona le loro storie.
Tra loro, Deborah Bonetti, la prima donna e la prima cittadina non britannica a diventare direttrice della Foreign Press Association FPA di Londra, la più grande e antica associazione della stampa estera al mondo. In collegamento dal suo ufficio a Londra, Deborah ha raccontato la storia di un'organizzazione che è stata fondata nel 1888 “grazie” a Jack lo squartatore, quando centinaia di giornalisti accorsi a Londra da tutto il mondo per seguire la storia dell'omicida seriale decisero di associarsi per avere migliori chance di accesso alle informazioni in una città grande e complessa come la capitale sul Tamigi. Deborah, che è a capo della FPA dalla fine del 2017, si è detta orgogliosa dei successi conseguiti in tutti questi anni, testimoniati dall'aumento importante nel numero di iscritti e dalla gestione di migliaia di media internazionali accorsi a Londra per seguire eventi epocali come il funerale della Regina Elisabetta II e l'incoronazione di Re Carlo III.
Di passaggio da Roma e presente in sala, pure Giovanni Sanfelice di Monteforte, attivo nel Regno Unito nel settore della consulenza e della comunicazione finanziaria e dei public affairs, che ha raccontato la sua esperienza da imprenditore maturata negli ultimi dodici anni con una socia inglese, parlando delle sfide per le imprese italiane che sbarcano a Londra, dove «se prima si parlava solo di politica e mercati, adesso la geopolitica è fondamentale».
Un breve video e un brano letto dall'attore Cristiano Cecchetti hanno presentato la storia di Filomena Campus, cantante, musicista e attrice. Il caso di Filomena, un'artista poliedrica che ha presentato tre giorni fa il suo nuovo album con brani ispirati alla tradizione sarda e a quella britannica/internazionale, ha dato conto della varietà delle storie di #MyGREATBritain e delle contaminazioni anglo-italiane che sono alla base di tanti casi di successo a cavallo tra Regno Unito e Italia.
Luca Cupani e Laura Peli, una coppia nata sulle rive del Tamigi, hanno riempito il loro bagaglio con le esperienze dei loro dieci anni insieme nel Regno Unito e si sono trasferiti negli Emirati Arabi Uniti. I due, in collegamento da Dubai, dove risiedono da poco più di un anno, hanno raccontato le avventure divertenti e le contaminazioni tra due professioni diverse come quello dello stand-up comedian, Luca, e della coach aziendale, Laura.
In chiusura, un momento emozionante ha visto la lettura di un messaggio-ricordo di Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi. Inventore della comunicazione wireless e della radio, Marconi si trasferì a vent'anni con la mamma nel Regno Unito, dove trovò i mezzi e le opportunità che gli consentirono di diventare il genio universalmente riconosciuto che tutti riconoscono e apprezzano.
Nella parte conclusiva del messaggio letto da Cristiano Cecchetti, un augurio e un consiglio: «Agli italiani e alle italiane che vivono nel Regno Unito dico di guardare all'esempio di mio papà, soprattutto al coraggio, al suo spirito, al suo ottimismo. Dico loro di essere positivi, di combattere per difendere e continuare a percorrere la propria strada, come ha fatto lui» (Elettra Marconi).
A Guglielmo Marconi, precursore di tanti talenti italiani nel Regno Unito, è stata dedicata idealmente la nuova serie di #MyGREATBritain e l'incontro di oggi.
Il Podcast è stato presentato oggi a Roma, in occasione di un evento che rientra nel fitto programma della XVII edizione del Festival della Diplomazia, la nuova serie del podcast #MyGREATBritain, ideato dall'Ambasciata britannica in Italia ormai oltre otto anni fa e concepito per dare voce alle storie di successo degli italiani oltremanica.
Dieci anni dopo il referendum sulla Brexit, in un momento in cui il governo di Londra prepara il secondo summit con l'Unione europea (Bruxelles, 20 novembre) per definire il futuro di una relazione che auspica sempre più stretta e proficua per entrambe le sponde della Manica, la nuova serie di #MyGREATBritain ritrova alcuni dei protagonisti dei primi episodi, scoprendo sviluppi in molti casi curiosi e veramente sorprendenti.
Nella sala del nuovo Metropolitano Urban Center, gremita di giovani studenti delle scuole e delle università italiane e internazionali presenti a Roma, la giornalista Anna Lisa Rapanà, già corrispondente da Londra ed esperta di Regno Unito nella redazione Esteri dell'ANSA, ha moderato l'evento con la partecipazione del viceambasciatore britannico in Italia, David Burton, e di Pierluigi Puglia, portavoce dell'Ambasciata, ideatore e curatore di #MyGREATBritain.
Parlando dell'origine del progetto nel 2018, Puglia ha spiegato come «in un periodo in cui la maggior parte di quanto veniva raccontato sul Regno Unito era condizionato dall'esito del referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, le storie straordinarie di alcuni dei tantissimi italiani residenti stabilmente oltremanica rappresentava un contraltare prezioso alle narrazioni del Paese monopolizzate a quei tempi, in Italia come in altri Paesi europei, dal dispiacere e dalla delusione – in alcuni casi da una sorta di risentimento – per l'uscita del Regno Unito dalle istituzioni di Bruxelles. In qualche modo, #MyGREATBritain continuava a far brillare le relazioni tra Regno Unito e Italia, in ossequio ai legami storici tra i due Paesi e in virtù delle opportunità che il talento italiano continuava e avrebbe continuato a trovare oltremanica».
«A dieci anni da quel referendum», ha commentato ancora il portavoce dell'Ambasciata, «ritrovare alcuni di quei protagonisti ha significato riprendere il filo di un racconto, non concluderlo, e scoprire come le vicissitudini personali abbiano saputo intrecciarsi con alcuni degli eventi epocali di un decennio caratterizzato, tra gli altri, da pandemia, turbolenze geopolitiche e trasformazioni tecnologiche del tutto eccezionali».
Durante l'evento, che si è tenuto davanti a circa cento ragazze e ragazzi di diverse età, sono intervenuti alcuni protagonisti del podcast per raccontare in prima persona le loro storie.
Tra loro, Deborah Bonetti, la prima donna e la prima cittadina non britannica a diventare direttrice della Foreign Press Association FPA di Londra, la più grande e antica associazione della stampa estera al mondo. In collegamento dal suo ufficio a Londra, Deborah ha raccontato la storia di un'organizzazione che è stata fondata nel 1888 “grazie” a Jack lo squartatore, quando centinaia di giornalisti accorsi a Londra da tutto il mondo per seguire la storia dell'omicida seriale decisero di associarsi per avere migliori chance di accesso alle informazioni in una città grande e complessa come la capitale sul Tamigi. Deborah, che è a capo della FPA dalla fine del 2017, si è detta orgogliosa dei successi conseguiti in tutti questi anni, testimoniati dall'aumento importante nel numero di iscritti e dalla gestione di migliaia di media internazionali accorsi a Londra per seguire eventi epocali come il funerale della Regina Elisabetta II e l'incoronazione di Re Carlo III.
Di passaggio da Roma e presente in sala, pure Giovanni Sanfelice di Monteforte, attivo nel Regno Unito nel settore della consulenza e della comunicazione finanziaria e dei public affairs, che ha raccontato la sua esperienza da imprenditore maturata negli ultimi dodici anni con una socia inglese, parlando delle sfide per le imprese italiane che sbarcano a Londra, dove «se prima si parlava solo di politica e mercati, adesso la geopolitica è fondamentale».
Un breve video e un brano letto dall'attore Cristiano Cecchetti hanno presentato la storia di Filomena Campus, cantante, musicista e attrice. Il caso di Filomena, un'artista poliedrica che ha presentato tre giorni fa il suo nuovo album con brani ispirati alla tradizione sarda e a quella britannica/internazionale, ha dato conto della varietà delle storie di #MyGREATBritain e delle contaminazioni anglo-italiane che sono alla base di tanti casi di successo a cavallo tra Regno Unito e Italia.
Luca Cupani e Laura Peli, una coppia nata sulle rive del Tamigi, hanno riempito il loro bagaglio con le esperienze dei loro dieci anni insieme nel Regno Unito e si sono trasferiti negli Emirati Arabi Uniti. I due, in collegamento da Dubai, dove risiedono da poco più di un anno, hanno raccontato le avventure divertenti e le contaminazioni tra due professioni diverse come quello dello stand-up comedian, Luca, e della coach aziendale, Laura.
In chiusura, un momento emozionante ha visto la lettura di un messaggio-ricordo di Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi. Inventore della comunicazione wireless e della radio, Marconi si trasferì a vent'anni con la mamma nel Regno Unito, dove trovò i mezzi e le opportunità che gli consentirono di diventare il genio universalmente riconosciuto che tutti riconoscono e apprezzano.
Nella parte conclusiva del messaggio letto da Cristiano Cecchetti, un augurio e un consiglio: «Agli italiani e alle italiane che vivono nel Regno Unito dico di guardare all'esempio di mio papà, soprattutto al coraggio, al suo spirito, al suo ottimismo. Dico loro di essere positivi, di combattere per difendere e continuare a percorrere la propria strada, come ha fatto lui» (Elettra Marconi).
A Guglielmo Marconi, precursore di tanti talenti italiani nel Regno Unito, è stata dedicata idealmente la nuova serie di #MyGREATBritain e l'incontro di oggi.
Fonte: Ambasciata














