UK: amb. Stephen Hickey festeggia 100 giorni in Italia con giornalisti
30-09-2026 19:59 - Ambasciate
GD – Roma, 30 set. 26 – L'ambasciatore del Regno Unito in Italia, Stephen Hickey, sorprende per la sua simpatia, per l'entusiasmo e la passione. Ma anche per il suo rodato curriculum diplomatico che sostengono la sua grande abilità competenza e sensibilità. Feluca da venticinque anni, ha trascorso circa metà della sua carriera in Medio Oriente, come ambasciatore in Iraq e viceambasciatore in Siria, Egitto e Libia. Ha inoltre lavorato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e a Bruxelles. E a tutto questo si aggiunge la grande ammirazione per l'Italia.
Sono passati ormai i fatidici 100 giorni da quando il 18 giugno scorso ha consegnato le sue lettere credenziali al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale. E per questo traguardo l'amb. Huckey ha voluto festeggiarlo con una trentina di giornalisti italiani, ospitati a colazione nella affascinante e confortevole residenza di Villa Wolkonsky.
Con la stampa italiana il rappresentante diplomatico di Londra, puntualmente affiancato dall'efficiente e cordiale Pierluigi Puglia, capo ufficio stampa dell'ambasciata, ha toccato con garbo diversi argomenti, omettendo con discrezione di riferire le innumerevoli puntate o incursioni fatte in giro per l'Italia per assimilare le bellezze e le caratteristiche del Paese. Un vero utile rodaggio sul campo.
«È straordinario arrivare qui come ambasciatore britannico, per tanti motivi. L'Italia è un Paese meraviglioso. So che per voi è normale, ma per noi che veniamo da fuori ogni giorno è un privilegio: ci svegliamo e quasi ci diamo un pizzicotto per assicurarci di essere davvero in una città così fantastica e in un Paese così straordinario», ha detto Stephen Hickey.
«Per me questo è un grande onore, considerando l'importanza delle relazioni tra Regno Unito e Italia che, come tutti sappiamo, sono storiche e uniche. Ma sono anche particolarmente solide in questo momento, e per me, come nuovo ambasciatore è entusiasmante lavorare per trasformare i sentimenti di amicizia reciproca e i fortissimi legami personali che esistono a tutti i livelli, tra società civile, imprese e classe politica, in benefici concreti sia per l'Italia che per il Regno Unito».
Poi, guardando all'attualità internazionale, l'ambasciatore di Londra ha sottolineato che «stiamo vivendo un momento geopolitico molto complesso. Non ricordo un periodo altrettanto difficile per la stabilità globale, soprattutto per Paesi come l'Italia e il Regno Unito che credono nell'ordine internazionale basato sulle regole. Di fronte a tutte queste sfide, dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente agli sviluppi negli Stati Uniti, dall'ascesa della Cina alla crescita dell'Intelligenza Artificiale, in un contesto di continui cambiamenti e sconvolgimenti, ritengo fondamentale che democrazie come l'Italia e il Regno Unito lavorino ancora più strettamente insieme. E sono davvero entusiasta di poter contribuire a far sì che questo accada».
Non poteva mancare una riflessione sulla vicende politiche del suo Paese. «È un momento interessante per il Regno Unito. Abbiamo un nuovo governo e un nuovo primo ministro, Andy Burnham. Durante il suo intervento alla conferenza del Partito Laburista di ieri, ha affermato di voler costruire una relazione molto stretta e solida con l'Unione Europea. Guardiamo con interesse al vertice Regno Unito-UE che dovrebbe tenersi prima della fine dell'anno. Ieri il premier Burnham ha dichiarato che in occasione di quel vertice, o comunque entro la fine dell'anno, presenterà alcune proposte per il futuro rapporto tra il Regno Unito e l'Europa».
Secondo l'ambasciatore del Regno Unito, abile tennista, «oggi abbiamo un primo ministro che è istintivamente europeista, profondamente favorevole a rapporti stretti con l'Italia e desideroso di rafforzare ulteriormente questa relazione».
Nei pensieri del diplomatico britannico ci sono anche l'Ucraina e le sue vicende. «Quando sono arrivato in Italia, pochi mesi fa, sono rimasto colpito da quanto la questione ucraina sia centrale non solo nel dibattito di politica estera, ma anche nel dibattito politico più ampio, in vista delle elezioni che si terranno in Italia il prossimo anno. Per me, il ruolo dell'Italia nel sostegno all'Ucraina è stato fondamentale e di enorme importanza. Apprezziamo la leadership di Giorgia Meloni e di altri membri del Governo nel sostenere la causa dell'Ucraina. Riteniamo sia fondamentale sostenere l'Ucraina innanzitutto perché si tratta di un Paese che è stato invaso dalla Russia senza alcuna giustificazione, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. È anche un imperativo umanitario: dobbiamo sostenere il popolo ucraino, che sta soffrendo enormemente».
Ma non basta. A suo dire «c'è un'altra ragione per cui riteniamo essenziale continuare a sostenere l'Ucraina: crediamo che sia il modo migliore per porre fine alla guerra. So che, a prescindere dall'appartenenza politica, tutti in Italia desiderano che questo conflitto finisca. La nostra convinzione è che il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo sia proprio continuare a sostenere l'Ucraina. Se si smette di sostenerla, si dà a Putin un vantaggio e si rischia di prolungare il conflitto».
E poi c'è l'incandescente complesso groviglio del Medio Oriente. «Sono molto orgoglioso del ruolo che Italia e Regno Unito stanno svolgendo insieme in questa regione. Credo che l'Italia abbia una voce unica nel Medio Oriente e relazioni eccellenti con i Paesi del Nord Africa e dell'intera area. Vorrei che lavorassimo insieme per contribuire a porre fine alla guerra che coinvolge l'Iran. Siamo tutti consapevoli dell'impatto che questo conflitto ha avuto sulle nostre economie, sulle forniture energetiche e sulla sicurezza energetica. Dobbiamo fare tutto il possibile per arrivare a una conclusione il più rapidamente possibile. Vorrei che il Regno Unito lavorasse con l'Italia e con gli altri principali Paesi europei per contribuire a trovare una soluzione e mettere fine a questo conflitto», ha concluso l'amb. Stephen Hickey.
Di questo odierno incontro ci resta negli occhi non solo un ambasciatore intelligente, molto competente e preso dal suo non facile ruolo di rappresentanza internazionale di un grande Paese; ma anche la sua cortesia, la simpatia e il sorriso. Complimenti amb. Hickey! E buon lavoro!!
Dario de Marchi
Sono passati ormai i fatidici 100 giorni da quando il 18 giugno scorso ha consegnato le sue lettere credenziali al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale. E per questo traguardo l'amb. Huckey ha voluto festeggiarlo con una trentina di giornalisti italiani, ospitati a colazione nella affascinante e confortevole residenza di Villa Wolkonsky.
Con la stampa italiana il rappresentante diplomatico di Londra, puntualmente affiancato dall'efficiente e cordiale Pierluigi Puglia, capo ufficio stampa dell'ambasciata, ha toccato con garbo diversi argomenti, omettendo con discrezione di riferire le innumerevoli puntate o incursioni fatte in giro per l'Italia per assimilare le bellezze e le caratteristiche del Paese. Un vero utile rodaggio sul campo.
«È straordinario arrivare qui come ambasciatore britannico, per tanti motivi. L'Italia è un Paese meraviglioso. So che per voi è normale, ma per noi che veniamo da fuori ogni giorno è un privilegio: ci svegliamo e quasi ci diamo un pizzicotto per assicurarci di essere davvero in una città così fantastica e in un Paese così straordinario», ha detto Stephen Hickey.
«Per me questo è un grande onore, considerando l'importanza delle relazioni tra Regno Unito e Italia che, come tutti sappiamo, sono storiche e uniche. Ma sono anche particolarmente solide in questo momento, e per me, come nuovo ambasciatore è entusiasmante lavorare per trasformare i sentimenti di amicizia reciproca e i fortissimi legami personali che esistono a tutti i livelli, tra società civile, imprese e classe politica, in benefici concreti sia per l'Italia che per il Regno Unito».
Poi, guardando all'attualità internazionale, l'ambasciatore di Londra ha sottolineato che «stiamo vivendo un momento geopolitico molto complesso. Non ricordo un periodo altrettanto difficile per la stabilità globale, soprattutto per Paesi come l'Italia e il Regno Unito che credono nell'ordine internazionale basato sulle regole. Di fronte a tutte queste sfide, dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente agli sviluppi negli Stati Uniti, dall'ascesa della Cina alla crescita dell'Intelligenza Artificiale, in un contesto di continui cambiamenti e sconvolgimenti, ritengo fondamentale che democrazie come l'Italia e il Regno Unito lavorino ancora più strettamente insieme. E sono davvero entusiasta di poter contribuire a far sì che questo accada».
Non poteva mancare una riflessione sulla vicende politiche del suo Paese. «È un momento interessante per il Regno Unito. Abbiamo un nuovo governo e un nuovo primo ministro, Andy Burnham. Durante il suo intervento alla conferenza del Partito Laburista di ieri, ha affermato di voler costruire una relazione molto stretta e solida con l'Unione Europea. Guardiamo con interesse al vertice Regno Unito-UE che dovrebbe tenersi prima della fine dell'anno. Ieri il premier Burnham ha dichiarato che in occasione di quel vertice, o comunque entro la fine dell'anno, presenterà alcune proposte per il futuro rapporto tra il Regno Unito e l'Europa».
Secondo l'ambasciatore del Regno Unito, abile tennista, «oggi abbiamo un primo ministro che è istintivamente europeista, profondamente favorevole a rapporti stretti con l'Italia e desideroso di rafforzare ulteriormente questa relazione».
Nei pensieri del diplomatico britannico ci sono anche l'Ucraina e le sue vicende. «Quando sono arrivato in Italia, pochi mesi fa, sono rimasto colpito da quanto la questione ucraina sia centrale non solo nel dibattito di politica estera, ma anche nel dibattito politico più ampio, in vista delle elezioni che si terranno in Italia il prossimo anno. Per me, il ruolo dell'Italia nel sostegno all'Ucraina è stato fondamentale e di enorme importanza. Apprezziamo la leadership di Giorgia Meloni e di altri membri del Governo nel sostenere la causa dell'Ucraina. Riteniamo sia fondamentale sostenere l'Ucraina innanzitutto perché si tratta di un Paese che è stato invaso dalla Russia senza alcuna giustificazione, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. È anche un imperativo umanitario: dobbiamo sostenere il popolo ucraino, che sta soffrendo enormemente».
Ma non basta. A suo dire «c'è un'altra ragione per cui riteniamo essenziale continuare a sostenere l'Ucraina: crediamo che sia il modo migliore per porre fine alla guerra. So che, a prescindere dall'appartenenza politica, tutti in Italia desiderano che questo conflitto finisca. La nostra convinzione è che il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo sia proprio continuare a sostenere l'Ucraina. Se si smette di sostenerla, si dà a Putin un vantaggio e si rischia di prolungare il conflitto».
E poi c'è l'incandescente complesso groviglio del Medio Oriente. «Sono molto orgoglioso del ruolo che Italia e Regno Unito stanno svolgendo insieme in questa regione. Credo che l'Italia abbia una voce unica nel Medio Oriente e relazioni eccellenti con i Paesi del Nord Africa e dell'intera area. Vorrei che lavorassimo insieme per contribuire a porre fine alla guerra che coinvolge l'Iran. Siamo tutti consapevoli dell'impatto che questo conflitto ha avuto sulle nostre economie, sulle forniture energetiche e sulla sicurezza energetica. Dobbiamo fare tutto il possibile per arrivare a una conclusione il più rapidamente possibile. Vorrei che il Regno Unito lavorasse con l'Italia e con gli altri principali Paesi europei per contribuire a trovare una soluzione e mettere fine a questo conflitto», ha concluso l'amb. Stephen Hickey.
Di questo odierno incontro ci resta negli occhi non solo un ambasciatore intelligente, molto competente e preso dal suo non facile ruolo di rappresentanza internazionale di un grande Paese; ma anche la sua cortesia, la simpatia e il sorriso. Complimenti amb. Hickey! E buon lavoro!!
Dario de Marchi
Fonte: Direzione














