News
percorso: Home > News > Europa

UE: Via libera ambasciatori ad accordo con Mercosur, contrari francesi

09-01-2026 15:23 - Europa
GD - Bruxelles, 9 gen. 26 - Via libera europeo alla firma dell'accordo Mercosur, aprendo la strada a un vasto blocco commerciale che coinvolgerà più di 700 milioni di persone tra Europa e America Latina. La Francia, tuttavia, intende continuare a lottare contro l'accordo in seno al Parlamento Europeo. Una maggioranza qualificata di Stati membri ha infatti votato oggi l'accordo Mercosur, ponendo fine a più di due decenni di difficili negoziati tra la Commissione Europea e un gruppo di Paesi latinoamericani - Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay - e ad anni di divisioni interne all'UE. Ma Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto, secondo quanto riferito da alcuni diplomatici. La decisione è un duro colpo per gli sforzi francesi di riunire una minoranza di blocco.
L'appoggio è arrivato dopo che gli Stati membri hanno adottato una clausola di salvaguardia che consente un monitoraggio più stretto del mercato dell'UE per prevenire gravi interruzioni delle importazioni dal Mercosur.
L'accordo, che era stato siglato dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, nel dicembre 2024, creerebbe un'area di libero scambio di oltre 700 milioni di persone. Le imprese europee avrebbero accesso a un mercato di 280 milioni di consumatori in America Latina, dove operano già circa 30.000 imprese dell'UE.
Gli Stati favorevoli all'accordo, guidati da Germania e Spagna, sostengono da tempo che l'intesa aprirà l'accesso a nuovi mercati. Gli oppositori dell'accordo, guidati dalla Francia, hanno avvertito che esporrebbe gli agricoltori dell'UE alla concorrenza sleale delle importazioni agricole latinoamericane.
Il voto deve ora essere formalizzato in un documento scritto atteso entro le ore 17:00 di venerdì. Anche se sono possibili cambiamenti, la probabilità è minima, poiché il voto indica che l'accordo sarà firmato e ciò che rimane è in gran parte una formalità.
L'opposizione all'accordo da parte degli agricoltori dell'UE è stata ed è feroce. Mentre i dazi saranno gradualmente eliminati per la maggior parte dei prodotti una volta che l'accordo entrerà in vigore, le quote rimarranno in vigore per proteggere i prodotti agricoli sensibili alla concorrenza come la carne bovina, il pollame e lo zucchero.
Diversi Stati membri si sono opposti all'accordo per anni. Nel 2019, una bozza di testo è stata bloccata da diversi governi, con la Francia in testa all'opposizione per preoccupazioni ambientali e agricole.
Negli ultimi mesi, la Commissione UE ha aggiunto concessioni volte a tranquillizzare gli agricoltori e ad assicurarsi il sostegno cruciale dell'Italia, tra cui l'accesso anticipato a 45 miliardi di euro di fondi della Politica Agricola Comune a partire dal 2028 e il congelamento della tassa sulle emissioni di carbonio dei fertilizzanti.
Per rispondere alle preoccupazioni ambientali, i negoziatori hanno anche reso il rispetto dell'accordo sul clima di Parigi del 2016 un "elemento essenziale" dell'accordo, consentendo una sospensione parziale o totale in caso di violazione degli impegni.
Ciononostante, giovedì sera il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato che la Francia avrebbe votato "no" all'accordo.
Il voto odierno apre la strada alla firma dell'accordo da parte dell'UE e von der Leyen dovrebbe recarsi presto in America Latina. La procedura di conclusione dell'UE, tuttavia, richiede anche il consenso del Parlamento Europeo.
Giovedì scorso, la delegazione francese di Renew ha dichiarato che la presidenza cipriota di turno dell'UE ha utilizzato una manovra legale per consentire l'attuazione provvisoria dell'accordo senza un voto parlamentare. Gli oppositori francesi sperano ora di bloccare l'accordo in Parlamento.
Intanto a Milano decine di trattori hanno bloccato il traffico davanti al Consiglio Regionale per protestare contro il trattato Mercosur, accusato di favorire la speculazione a danno di agricoltori e cittadini. I manifestanti chiedono prezzi giusti e controlli più severi contro i trust, mentre mobilitazioni analoghe stanno coinvolgendo altri Paesi europei, tra cui Francia e Spagna.

Fonte: Redazione