Ucraina: Trump stringe la morsa su Kyiv
14-10-2026 21:13 - Opinioni
GD - Venezia, 14 ott. 26 - Cinque missili balistici russi hanno colpito Kyiv la notte scorsa senza che scattasse l'allarme. Perché? L'intelligence americana non avrebbe avvertito il comando ucraino. Se confermato, un fatto grave che segnerebbe la sostanziale interruzione dello scambio di informazioni satellitari tra Washington e Kyiv.
Il presidente Donald Trump non ha annunciato ufficialmente la sospensione della collaborazione, ma continua a pretendere che Zelensky raggiunga un accordo con Mosca, arrivando persino a chiederne la sua sostituzione, accusandolo di non aver saputo cogliere le occasioni di pace.
Non basta. Si profilano difficoltà anche nelle forniture di armamenti americani acquistati per l'Ucraina, soprattutto missili intercettori Patriot e munizionamenti.
Starlink avrebbe inoltre imposto limitazioni ai vettori che superano i 160 chilometri orari, colpendo direttamente le capacità operative militari ucraine. Un'altra pressione su Kyiv, questa volta direttamente da Musk.
Nel frattempo Lavrov continua a respingere qualsiasi proposta ucraina di tregua, mentre Kyiv prosegue gli attacchi alle infrastrutture russe.
L'accordo sul diesel tra Putin e Trump rappresenta soprattutto una vittoria d'immagine per Mosca: le sanzioni vengono allentate e la loro efficacia come arma di pressione economica appare ancora una volta assai debole.
Ma negli Stati Uniti il sostegno popolare all'Ucraina rimane forte. E al Congresso si muovono democratici e repubblicani per contrastare la politica della Casa Bianca. Nubi si addensano sulle prossime elezioni di midterm.
Rimane la grande questione strategica che preoccupa NATO e Unione Europea: Mosca prepara una vasta offensiva invernale, quantomeno sul piano della guerra ibrida?
Le difficoltà dell'esercito russo fanno seriamente dubitare che Putin abbia oggi la volontà, la capacità e soprattutto la forza per scatenare un'offensiva decisiva. Ma una cosa è certa: l'Europa deve attendersi un altro duro inverno di guerra, senza che si intravveda un cessate il fuoco, tantomeno un vero accordo di pace.
Come insegna Machiavelli, «le alleanze durano finché coincidono gli interessi».
Prof. Arduino Paniccia
Presidente Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale di Venezia
Il presidente Donald Trump non ha annunciato ufficialmente la sospensione della collaborazione, ma continua a pretendere che Zelensky raggiunga un accordo con Mosca, arrivando persino a chiederne la sua sostituzione, accusandolo di non aver saputo cogliere le occasioni di pace.
Non basta. Si profilano difficoltà anche nelle forniture di armamenti americani acquistati per l'Ucraina, soprattutto missili intercettori Patriot e munizionamenti.
Starlink avrebbe inoltre imposto limitazioni ai vettori che superano i 160 chilometri orari, colpendo direttamente le capacità operative militari ucraine. Un'altra pressione su Kyiv, questa volta direttamente da Musk.
Nel frattempo Lavrov continua a respingere qualsiasi proposta ucraina di tregua, mentre Kyiv prosegue gli attacchi alle infrastrutture russe.
L'accordo sul diesel tra Putin e Trump rappresenta soprattutto una vittoria d'immagine per Mosca: le sanzioni vengono allentate e la loro efficacia come arma di pressione economica appare ancora una volta assai debole.
Ma negli Stati Uniti il sostegno popolare all'Ucraina rimane forte. E al Congresso si muovono democratici e repubblicani per contrastare la politica della Casa Bianca. Nubi si addensano sulle prossime elezioni di midterm.
Rimane la grande questione strategica che preoccupa NATO e Unione Europea: Mosca prepara una vasta offensiva invernale, quantomeno sul piano della guerra ibrida?
Le difficoltà dell'esercito russo fanno seriamente dubitare che Putin abbia oggi la volontà, la capacità e soprattutto la forza per scatenare un'offensiva decisiva. Ma una cosa è certa: l'Europa deve attendersi un altro duro inverno di guerra, senza che si intravveda un cessate il fuoco, tantomeno un vero accordo di pace.
Come insegna Machiavelli, «le alleanze durano finché coincidono gli interessi».
Prof. Arduino Paniccia
Presidente Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale di Venezia
Fonte: Arduino Paniccia














