Ucraina: Putin ordina espansione zona cuscinetto nel 2026
03-01-2026 18:12 - Opinioni
GD - Roma, 3 gen. 26 - Il presidente Vladimir Putin ha ordinato l'espansione di quella che Mosca definisce “zona cuscinetto” nell'Ucraina nord-orientale nel 2026. Il capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov ha dichiarato che le forze russe stanno avanzando nelle regioni ucraine di Sumy e Kharkiv, vicino al confine russo. Gerasimov ha inoltre a affermato di aver recentemente ispezionato il raggruppamento di truppe "Nord", formato all'inizio del 2024, che ha operato lungo il fronte nord-orientale. Il Cremlino ha spiegato che l'unità mira a respingere le forze ucraine dal confine e a creare le condizioni per ulteriori avanzate.
Putin ha ripetutamente sostenuto che una zona cuscinetto è necessaria per proteggere le regioni di confine russe come Belgorod e Kursk dai bombardamenti e dagli attacchi dei droni. La Russia ha anche collegato le recenti azioni militari a presunte minacce contro Putin, affermazioni che però l'Ucraina ha negato fermamente.
Un altro uso del falso attacco con droni alla casa di Putin a Valdai, attacco smentito dalle verifiche effettuate dalla CIA. (*)
L'Ucraina ha respinto il concetto di zona cuscinetto, affermando che la Russia lo sta utilizzando per giustificare incursioni più profonde nel territorio ucraino. Zelensky ha definito "folli" i piani di Mosca per Sumy e Kharkiv e ha promesso che saranno contrastati con tutti i mezzi disponibili. Una zona cuscinetto più ampia potrebbe irrigidire le linee del fronte, complicare i negoziati di pace e aumentare le pressioni umanitarie in regioni già contese.
Ma si tratta di un ordine reale o è solo una manovra negoziale? La tempistica non è casuale. La notizia segnala l'intenzione della Russia di sostenere e potenzialmente espandere le operazioni militari nell'Ucraina nord-orientale fino al 2026, proprio mentre l'Occidente sta cercando di finalizzare un accordo di pace. La Russia per poter espandere la sua azione militare ha bisogno di mobilitare ulteriori risorse e per questo Putin ha firmato il decreto di coscrizione anche per i 18enni per il 2026. Per giustificare questa decisione ha bisogno di amplificare la propaganda sulle “minacce occidentali” che incombono sulla Russia.
Ma anche considerando queste ulteriori risorse, che Putin spera di reperire, la domanda degli esperti militari e degli osservatori internazionali rimane. Ci sono forti dubbi sulle reali possibilità di Putin di trovare i soldati necessari per continuare e addirittura espandere la sua offensiva in territorio ucraino. Inoltre, non è evidente quali mezzi militari potranno essere utilizzati per condurre questa offensiva. Ultimamente sul teatro di guerra si sono visti militari avanzare con motociclette, con monopattini elettrici, perfino a cavallo, mentre si vedono sempre meno carri armati.
Ulteriore domanda che si pongono gli esperti militari è da dove arriveranno i rifornimenti per le truppe in prima linea e per consentire alle truppe di avanzare ulteriormente in territorio ostile. Abbiamo visto che il supporto logistico è il vero tallone d'Achille della “seconda potenza militare mondiale”. Lo dimostra il fatto che la Russia non è in grado di mantenere il controllo del territorio che dichiara di possedere, proprio per la carenza di supporto logistico.
Certo, desiderare qualcosa non è vietato, ma in questo caso sembra più una illusione mentale di qualcuno che si è fissato in modo maniacale su qualcosa. Per quanto riguarda lo scambio di accuse degli ultimi giorni, l'Ucraina non ha ancora risposto formalmente alle dichiarazioni di Gerasimov, ma si prevede che i combattimenti nelle regioni di confine continueranno. Questo sviluppo potrebbe attirare una rinnovata attenzione da parte degli alleati occidentali che monitorano i piani militari a lungo termine della Russia e le loro implicazioni per la sicurezza regionale ed europea in generale.
Inoltre Putin continua ogni giorno a minacciare l’Unione Europea. Senza giri di parole ha praticamente dichiarato guerra all'Europa e ha dichiarato di aver completato il dispiegamento di missili nucleari in Bielorussia con i quali può colpire l’Europa in qualsiasi momento.
Per fortuna Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione Europea, ha più volte risposto a tono alle continue minacce dei russi e non ha mostrato né paura, né titubanza. Anzi. Tutta l'Europa dovrebbe rispondere ogni volta senza esitazione e confermare il sostegno all’Ucraina con convinzione, senza esitazione e con ogni mezzo.
Non va dimenticato che se la Russia fosse riuscita nel suo piano criminale di occupare l’Ucraina, oggi la Russia sarebbe al confine con la Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. Cioè avremmo i russi sulla “porta accanto” dell’Unione Europea.
Ecco perché si deve considerare non solo l'invio di denaro e armi all'Ucraina, ma anche consentire il reclutamento di esperti militari europei e internazionali per sostenere le operazioni sul campo al fianco dei valorosi militari ucraini.
In realtà la Federazione Russa è vicina al collasso. Non si dovrebbe perdere l’opportunità di liberare il mondo da questa anacronistica minaccia.
Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale
(*): https://edition.cnn.com/2025/12/31/politics/cia-ukraine-drone-putin-residence
Fonte: Ciro Maddaloni
Putin ha ripetutamente sostenuto che una zona cuscinetto è necessaria per proteggere le regioni di confine russe come Belgorod e Kursk dai bombardamenti e dagli attacchi dei droni. La Russia ha anche collegato le recenti azioni militari a presunte minacce contro Putin, affermazioni che però l'Ucraina ha negato fermamente.
Un altro uso del falso attacco con droni alla casa di Putin a Valdai, attacco smentito dalle verifiche effettuate dalla CIA. (*)
L'Ucraina ha respinto il concetto di zona cuscinetto, affermando che la Russia lo sta utilizzando per giustificare incursioni più profonde nel territorio ucraino. Zelensky ha definito "folli" i piani di Mosca per Sumy e Kharkiv e ha promesso che saranno contrastati con tutti i mezzi disponibili. Una zona cuscinetto più ampia potrebbe irrigidire le linee del fronte, complicare i negoziati di pace e aumentare le pressioni umanitarie in regioni già contese.
Ma si tratta di un ordine reale o è solo una manovra negoziale? La tempistica non è casuale. La notizia segnala l'intenzione della Russia di sostenere e potenzialmente espandere le operazioni militari nell'Ucraina nord-orientale fino al 2026, proprio mentre l'Occidente sta cercando di finalizzare un accordo di pace. La Russia per poter espandere la sua azione militare ha bisogno di mobilitare ulteriori risorse e per questo Putin ha firmato il decreto di coscrizione anche per i 18enni per il 2026. Per giustificare questa decisione ha bisogno di amplificare la propaganda sulle “minacce occidentali” che incombono sulla Russia.
Ma anche considerando queste ulteriori risorse, che Putin spera di reperire, la domanda degli esperti militari e degli osservatori internazionali rimane. Ci sono forti dubbi sulle reali possibilità di Putin di trovare i soldati necessari per continuare e addirittura espandere la sua offensiva in territorio ucraino. Inoltre, non è evidente quali mezzi militari potranno essere utilizzati per condurre questa offensiva. Ultimamente sul teatro di guerra si sono visti militari avanzare con motociclette, con monopattini elettrici, perfino a cavallo, mentre si vedono sempre meno carri armati.
Ulteriore domanda che si pongono gli esperti militari è da dove arriveranno i rifornimenti per le truppe in prima linea e per consentire alle truppe di avanzare ulteriormente in territorio ostile. Abbiamo visto che il supporto logistico è il vero tallone d'Achille della “seconda potenza militare mondiale”. Lo dimostra il fatto che la Russia non è in grado di mantenere il controllo del territorio che dichiara di possedere, proprio per la carenza di supporto logistico.
Certo, desiderare qualcosa non è vietato, ma in questo caso sembra più una illusione mentale di qualcuno che si è fissato in modo maniacale su qualcosa. Per quanto riguarda lo scambio di accuse degli ultimi giorni, l'Ucraina non ha ancora risposto formalmente alle dichiarazioni di Gerasimov, ma si prevede che i combattimenti nelle regioni di confine continueranno. Questo sviluppo potrebbe attirare una rinnovata attenzione da parte degli alleati occidentali che monitorano i piani militari a lungo termine della Russia e le loro implicazioni per la sicurezza regionale ed europea in generale.
Inoltre Putin continua ogni giorno a minacciare l’Unione Europea. Senza giri di parole ha praticamente dichiarato guerra all'Europa e ha dichiarato di aver completato il dispiegamento di missili nucleari in Bielorussia con i quali può colpire l’Europa in qualsiasi momento.
Per fortuna Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione Europea, ha più volte risposto a tono alle continue minacce dei russi e non ha mostrato né paura, né titubanza. Anzi. Tutta l'Europa dovrebbe rispondere ogni volta senza esitazione e confermare il sostegno all’Ucraina con convinzione, senza esitazione e con ogni mezzo.
Non va dimenticato che se la Russia fosse riuscita nel suo piano criminale di occupare l’Ucraina, oggi la Russia sarebbe al confine con la Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. Cioè avremmo i russi sulla “porta accanto” dell’Unione Europea.
Ecco perché si deve considerare non solo l'invio di denaro e armi all'Ucraina, ma anche consentire il reclutamento di esperti militari europei e internazionali per sostenere le operazioni sul campo al fianco dei valorosi militari ucraini.
In realtà la Federazione Russa è vicina al collasso. Non si dovrebbe perdere l’opportunità di liberare il mondo da questa anacronistica minaccia.
Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale
(*): https://edition.cnn.com/2025/12/31/politics/cia-ukraine-drone-putin-residence
Fonte: Ciro Maddaloni














