05 Luglio 2022
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Ucraina: l’Unione Europea, questa sconosciuta

19-06-2022 10:47 - Opinioni
GD – Roma, 19 giu. 22 - Da oltre cento giorni la Russia ha lanciato la sua “operazione speciale” che consiste nell'avere duramente attaccato a freddo e senza reali motivazioni l’Ucraina, un Paese limitrofo e fratello, provocando migliaia di morti soprattutto tra i civili inermi e immense distruzioni, subendo a sua volta enormi perdite umane e di mezzi militari.
In questi giorni abbiamo potuto leggere diversi articoli che parlano dell’irrilevanza dell’Unione Europea e dei principali Paesi europei nel conflitto che si sta svolgendo nel cuore dell’Europa.
Giovedì 16 giugno, Draghi, Macron e Scholz si sono recati a Kyiv in visita al presidente Zelenskiy ed anche in questo caso molti (troppi) commentatori politici si sono prodigati nel criticare aspramente quella che per loro è stata una inutile passerella. Ma siamo proprio sicuri che è veramente cosi?
Se alle dichiarazioni fatte a margine dell’incontro con il presidente ucraino dei leader di Italia, Francia e Germania seguiranno i fatti ed abbiamo visto che sono già seguiti il 17 giugno con la conferenza stampa della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la quale ha affermato: «Oggi abbiamo adottato la raccomandazione al Consiglio dell’Unione europea di dare all'Ucraina una prospettiva europea e lo status di candidato all'ingresso nell'Unione», allora possiamo far notare ai molti commentatori che ancora una volta hanno parlato di irrilevanza dell’Unione Europea. E che questa volta sbagliano; ovvero, non conoscono la «Clausola di difesa reciproca», sancita nel Trattato dell’Unione Europea. L'articolo 42 (7) del Trattato dell'Unione Europea, introdotto nel 2009, stabilisce che «i Paesi dell'UE sono obbligati ad assistere uno Stato membro "vittima di un'aggressione armata sul suo territorio"».
L’articolo 42 (7) del Trattato dell’Unione Europea è stato già invocato in passato. La Francia il 17 novembre 2015, in occasione dei terribili attentati terroristici avvenuti a Parigi, per la prima volta ha chiesto in Consiglio dell’Unione Europea la sua applicazione.
Quindi, non serve alla Finlandia e alla Svezia aderire alla NATO per essere difese dagli altri Paesi dell’Unione Europea perché questo avverrebbe automaticamente, come previsto dall’Art.42 (7) del Trattato della UE. Tale sostegno dovrebbe inserirsi coerentemente e in coordinamento anche con le possibili azioni della NATO.
Se l’Ucraina diventa un Paese dell’Unione Europea, gli altri paesi dell’Unione possono intervenire direttamente in sua difesa. Non si tratta di un cavillo qualsiasi scritto nel Trattato della UE. Si tratta di una reale previsione che mette l’Ucraina sotto l’ala protettrice degli altri paesi europei, senza bisogno per l’Ucraina di aderire alla NATO e senza dare adito alla Russia di poter usare la scusa dell’espansione della NATO che minaccia la sua sicurezza.
Infatti, l’Unione europea non è un’unione militare; ma è un’Unione economica, di libero movimento di persone e di capitali ed (in parte) una unione politica.
Se l’Ucraina ne entrerà a far parte al più presto sarà protetta dall’Unione Europea come previsto dal Trattato; ma viene a mancare quella motivazione fatua dell'espansione militare della NATO addotta dalla Russia per legittimare la sua “operazione speciale” ed attaccare l’Ucraina.
Anche in questo caso il nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi ha saputo dimostrare la sua lungimiranza e la sua abilità; di sapere usare il suo carisma e la sua determinazione per portare a Kyiv Macron e Schulz che nelle ultime settimane avevano tentennato sull'opportunità di continuare ad assicurare all’Ucraina quell’indispensabile supporto europeo, senza il quale i russi avrebbero (già) avuto facile gioco ad invadere tutto il Paese.
Adesso la patata bollente è passata nelle mani dei russi che devono velocemente decidere cosa fare. Certamente Putin non si può ritirare senza nulla in mano. Certamente l’Ucraina non può cedere sotto la pressione militare violentissima dei russi parte del suo territorio; perché si creerebbe un precedente che nessuno in Europa è disposto ad accettare. Cosa faremmo “domani” se la Turchia invadesse qualche isola greca?
Super Mario con la sua decisione di portare a Kyiv i leader di Francia e Germania ha ridato speranza all’Ucraina ed ha ridato centralità all’azione politica europea nel cuore dell’Europa. Allo stesso tempo, questa è una azione concreta per difendere gli interessi dei Paesi europei che dipendono dal gas russo. Ed anche per difendere i russi che, certamente, stanno già pagando costi altissimi, pure in termini di vite umane, per un errore micidiale commesso dai suoi leader politici, i quali pensavano che gli Ucraini li avrebbero accolti per strada con la banda, i fiori e le feste dei bambini.
E invece non è andata proprio così: troppo tempo, troppi morti e troppa distruzione.
Questa follia deve finire, è arrivato il tempo di rimettere a posto i cocci rotti!
Questa volta ci penserà direttamente il popolo russo a fare finire prima possibile questa assurda guerra, magari nominando per la prima volta una donna, ad esempio Elvira Nabiullina, governatrice della Banca Centrale russa, alla presidenza della Russia. Una donna capace, ancora giovane, 58 anni, che ha già dimostrato di saper fare il bene del suo Paese e, quindi, di tutti i cittadini russi. Perché anche i russi si meritano un po’ di pace, di benessere e di serenità.

Ciro Maddaloni
Esperto internazionale di eGovernment

Fonte: Ciro Maddaloni
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