06 Febbraio 2023
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Ucraina: guerra continua, confusione cresce dimenticando Holodomor

05-12-2022 15:02 - Opinioni
GD – Roma, 5 dic. 22 - Molte persone sono convinte che siano gli ucraini ad aver innescato questa orribile guerra opprimendo i cittadini ucraini di etnia russa. Certamente in passato i russi e gli ucraini si sono trovati in molte occasioni a combattere uno contro l’altro. Nel 1932-33 l’URSS di Stalin si macchiò dell’orribile genocidio denominato Holodomor, la carestia provocata intenzionalmente dai russi per soggiogare gli ucraini alle ferree regole dell’URSS.
L’Holodomor causò la morte di milioni di ucraini, soprattutto anziani e bambini. Insomma, un film che stiamo tristemente rivedendo oggi. Fu questa esperienza storica che indusse molti ucraini ad accogliere i nazisti invasori dell’URSS come “liberatori” e schierarsi dalla loro parte, contro i sovietici.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, molti di coloro che avevano collaborato con i nazisti, circa 80 mila persone, fuggirono negli Stati Uniti dove esiste tuttora una comunità di ucraini molto vasta e molto attiva a sostenere finanziariamente lo sforzo bellico degli ucraini contro l’aggressione della Russia.
Questa premessa storica serve per chiarire subito che l'aggressore in questa guerra è la Russia di Putin. Infatti, non bastano le farneticazioni “storiche” sulla “denazificazione” dell’Ucraina addotte da Putin, perché gli ucraini non sono né razzisti né altro: sono un popolo che lavora sodo. E che successivamente all’indipendenza conseguita dall’URSS, negli anni ‘90 stava provando a costruire una nazione moderna, evoluta, con un livello di scolarizzazione elevatissimo e con uno sviluppo del settore agricolo inimmaginabile sotto il tacco sovietico.
Un Paese povero, ma con tanti giovani e con tanta voglia di crescere, com’è giusto che sia per qualsiasi Paese europeo.
La follia di Putin ha riaperto ferite mai pienamente sanate tra ucraini e russi. Questa volta, però, gli ucraini hanno dalla loro parte il mondo intero perché nessuno è disposto ad accettare che uno Stato possa invadere un Paese limitrofo e appropriarsi con la forza di una parte del suo territorio. Se accettassimo questo evento come un dato di fatto, come ci chiede oggi Putin, apriremmo le porte degli inferi e non saremmo in grado di prevedere cosa questo potrebbe causare per la nostra civiltà.
L’evoluzione del conflitto ha avuto un risvolto che nessuno poteva immaginare inizialmente. Il “potente” esercito russo si è impantanato già nei primi giorni in una terra diventata immediatamente ostile; fiaccato dalle ruberie di carburante e mancanza di quelle dotazioni minimali per consentire ai militari impegnati sul campo di poter sopravvivere. Molti militari russi si stanno arrendendo, non per codardia ma per fame!
Adesso che il conflitto volge al peggio per la Russia, Putin chiede di negoziare la pace alle sue condizioni: cioè tenersi i territori che aveva conquistato e annesso con un referendum farsa e che ha già perduto perché riconquistati dal valoroso popolo ucraino.
Sul versante economico non va meglio. La Russia oggi ha cominciato ad implorare la Germania di ricominciare ad acquistare il suo gas. Ma Berlino ha rifiutato. Questo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la follia dell’uomo che aveva nelle nazioni europee ottimi clienti, che consumavano e pagavano. Li ha minacciati, ha tagliato loro il gas e adesso vuole venderglielo di nuovo. Putin ha supplicato il Cancelliere tedesco di ricominciare ad acquistare il gas russo, mentre la Germania e tutti i Paesi europei si sono già attrezzati per diversificare (non si sa mai) il più possibile le loro fonti di approvvigionamento energetico; incluso il rilancio dell’opzione nucleare.
I Paesi europei stanno valutando altri fornitori per il settore energetico perché nessuno vuole più fare affari con Putin che ha dimostrato tutta la sua inaffidabilità.
Lo stesso vale per la minaccia russa di utilizzare l’arma nucleare. Putin ha minacciato l'Ucraina e tutto l'Occidente di fare ricorso all’uso delle armi nucleari per difendere il territorio russo; e in questo i Paesi europei hanno sinora visto il suo nuovo bluff.
Questa minaccia, come tutte le minacce precedenti, inclusa la sospensione delle forniture energetiche, lascia il tempo che trova. Abbiamo acclarato che l’esercito russo somiglia più all’armata Brancaleone che ad un esercito moderno in grado di gestire un conflitto anche a “bassa intensità”.
Sappiamo che le armi nucleari Russe, sparse su tutto il loro territorio, sono immagazzinate in silos arrugginiti. Non sono in molti a scommettere sulla capacità dei russi di usare quel materiale bellico vetusto e mal tenuto.
Una sola cosa è sicura adesso: la guerra voluta da Putin terminerà insieme a Putin. Nella speranza che questo possa succedere al più presto, i Paesi europei devono continuare ad aiutare il valoroso e tenace popolo ucraino a superare le difficoltà dell’inverno e a continuare a fiaccare ogni giorno un esercito nemico, demotivato dalla carenza di qualsiasi mezzo necessario per sostenere l’occupazione di un territorio ostile ed inospitale.
La guerra deve finire al più presto per il bene del popolo ucraino, dei poveri militari russi che contano oltre 92 mila (novantaduemila) morti e di tutti noi europei che di questa assurda guerra stiamo pagando un elevato prezzo, in termini di inflazione e turbolenza politica, divisi tra i favorevoli a continuare ad aiutare l’Ucraina e coloro che vorrebbero semplicemente voltarsi dall’altra parte e dire “fatti loro”.
Anche se molto rumorosi si social network, questi pacifisti della domenica (o pacitonti) non sono moltissimi. Credono alle storie lette sui social, non verificano le fonti e accettano queste notizie senza considerare il contesto storico passato e attuale. A queste persone consigliamo di controllare le notizie prima di accettare per buona qualsiasi storia scritta da chissà quale leone da tastiera.
Intanto l’Unione Europea, per bocca della presidente Von der Leyen, ha chiesto alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale la costituzione di un tribunale internazionale per punire i crimini di guerra della Russia. Questa richiesta non potrà non suscitare negli oppositori di Putin, che sono tantissimi, le motivazioni per provare finalmente a fermare questa assurda guerra.

Ciro Maddaloni
Esperto di e-Government internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni
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