06 Dicembre 2022
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Ucraina: gen. Graziano a UNINT, “rischio senza precedenti”

03-03-2022 18:08 - Politica
Gen. Claudio Graziano Gen. Claudio Graziano
GD – Roma, 3 mar. 22 - “Rischio senza precedenti, è il tentativo della Russia di ricostruire l'Impero”: a parlare è il gen. Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell'Unione Europea, intervenendo sulla guerra Russia-Ucraina, aprendo il convegno “La crisi in 5 punti” all'Università degli studi internazionali di Roma-UNINT. Dopo i saluti del presidente dell'Università, prof. Maurizio Finicelli, e l'introduzione del preside della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali, prof. Ciro Sbailò, tra gli altri sono intervenuti anche il sottosegretario per gli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova; il gen. Stefano Orazio Panato, già vicedirettore del SISMI; Alfredo Mantici, già capo del Dipartimento Analisi del SISDE.
Il presidente del Comitato Militare dell'Unione Europea ha usato toni personali permettendo di gettare uno sguardo approfondito su quanto sta accadendo. “Sono il generale di più alto grado in Europa e il più anziano, ma in questi 50 anni di carriera non ho mai visto una guerra così vicina e diretta contro i paesi dell'Europa. Al massimo si trattava di una guerra interna. C'è adesso una minaccia e un rischio senza precedenti” ha detto, aggiungendo poi: “ammetto che l'intelligence americana negli ultimi mesi aveva dato indicazioni di quanto si stava muovendo tra Russia e Ucraina, ma nessuno credeva che fosse possibile nel 2022 vedere non una guerra ibrida, ma una guerra convenzionale, con carri armati, bombardamenti e soldati sul terreno”.
Secondo il gen. Graziano siamo dinnanzi ad “un'invasione ingiustificata di un Paese sovrano che era una cosa sfuggita alla valutazione complessiva. È stato come risvegliarsi dalla Belle Époque e trovarsi nelle trincee della Prima Guerra mondiale. Una cosa imprevista in cui ci siamo trovati spiazzati. Noi italiani pensavamo che la minaccia venisse da Sud, dalle migrazioni incontrollate dei Paesi dell'Africa e dal terrorismo islamico. Invece è arrivata, improvvisa, dall'Est”.
Il massimo vertice militare europeo ha inoltre rilevato che “le lancette della storia sono state portate indietro di 70 anni. Forse il messaggio che viene dall'Ucraina è che ci troviamo di fronte non a una guerra tra due Stati, ma semplicemente ad un passaggio della Russia verso un obiettivo finale, per avere di nuovo il ruolo di superpotenza mondiale. La Russia sta cercando di ricreare un impero. Quindi, la minaccia è più ampia”.
Il gen. Graziano ha riferito che “già nelle prime riunioni che abbiamo fatto a partire dall'invasione mi sono accorto che l'Ucraina stava resistendo bene, diversamente dalle probabili valutazioni strategiche fatte dalla Russia. A differenza di quanto accaduto in Afghanistan, le forze armate ucraine non si sono liquefatte in pochi giorni; la popolazione è insorta. In Afghanistan si sono sentiti abbandonati dall'Occidente; qui invece hanno una speranza e combattono. E la Russia entra in una situazione di difficoltà: Putin non può perdere perché altrimenti salterebbe il regime, ma per vincere deve aumentare un livello di violenza che probabilmente voleva tenere basso: era convinto di un'invasione rapida e con perdite limitate”.
Per il militare superiore italiano “la Russia adesso si trova di fronte al dilemma: un'escalation di violenza esaspererebbe gli ucraini e l'Occidente, creando un sentimento di rivalsa, pericoloso per la Russia. La strada maestra resta quella del negoziato, mentre le sanzioni, pesantissime, possono aiutare, mettendo la Russia in difficoltà, evitando una crisi peggiore che potrebbe avere effetti tragici. Tutto questo ha reso obbligatorio la creazione di una potente Difesa Europea: se l'avessimo avuta, efficace, l'Ucraina non sarebbe stata invasa. E le mosse di Putin hanno accelerato in modo drastico la volontà di crearla. Alle ore 14 di domenica in una riunione l'Unione Europea ha scelto di stanziare 500 milioni di euro per sostenere l'Ucraina, 4 ore dopo i 27 stati dell'Europa hanno detto di sì. Un risultato che in altre condizioni avrebbe richiesto 10 anni. Il riconsolidarsi dell'unità europea è un'altra cosa che Putin non aveva previsto”, ha concluso il gen. Graziano.
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