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Ucraina: «Dichiarazione di Lugano» quale quadro politico per ricostruzione

05-07-2022 18:05 - Politica
© Keystone / Alessandro Della Valle © Keystone / Alessandro Della Valle
GD - Berna, 5 lug. 22 - Presentata la «Dichiarazione di Lugano» quale quadro politico per la ricostruzione dell'Ucraina al termine della Conferenza svoltasi in Svizzera.
Al termine della parte politica della Ukraine Recovery Conference URC2022, la Svizzera e l’Ucraina hanno infatti presentato la «Dichiarazione di Lugano», elaborata con il sostegno dei partner internazionali. Il documento costituisce il quadro per il processo politico della ricostruzione dell’Ucraina e contiene i «principi di Lugano» quali valori guida comuni per il futuro.
«Ciò che abbiamo ottenuto ieri e oggi è stato condensato nella "Dichiarazione di Lugano". Con il sostegno dei partner internazionali, la Svizzera e l'Ucraina hanno elaborato un documento che costituisce il quadro per il processo politico della ricostruzione», ha dichiarato il presidente della Confederazione Ignazio Cassis.
La «Dichiarazione di Lugano» prevede che sia l’Ucraina a guidare il processo, ma anche che le riforme devono proseguire. Importanti idee condivise a tal proposito sono l’approccio «build back better» e la convinzione che la ricostruzione, da un lato, e le riforme, la lotta contro la corruzione, la trasparenza e la garanzia di una giustizia indipendente, dall’altro, non siano in concorrenza ma in sinergia.
Con la presentazione della «Dichiarazione di Lugano» contenente i «principi di Lugano» da parte del presidente della Confederazione Cassis e del primo ministro ucraino Denys Schmyhal, a mezzogiorno si è conclusa la parte principale dell’URC2022. I Paesi rappresentati a Lugano, l’UE e diverse organizzazioni internazionali hanno aderito alla dichiarazione.
Nel pomeriggio c'è stato un forum economico organizzato dalla Segreteria di Stato dell’Economia SECO insieme all’Ucraina. È stato aperto dal presidente della Confederazione Cassis, dal primo ministro Schmyhal e dalla segretaria di Stato all’Economia, Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch. L’obiettivo era di valutare in che modo il settore privato può contribuire alla ricostruzione. Lunedì, in occasione di eventi collaterali, si era già discusso con la società civile e con parlamentari delle condizioni di un processo inclusivo.
Dibattito su argomenti legati alla ricostruzione
Alla conferenza, con la quale è stato avviato a livello internazionale il processo politico della ricostruzione, avevano preso parte 58 delegazioni internazionali. In particolare, sono stati presentati il piano di ricostruzione e di sviluppo dell’Ucraina e i contributi dei partner internazionali. Il programma comprendeva una serie di colloqui di lavoro distinti sulle esigenze in materia di ricostruzione nei settori dell’economia, della socialità, della digitalizzazione, delle infrastrutture e dell’ambiente.
Uno degli obiettivi dell’URC2022 era inoltre di illustrare l’ampio sostegno dei partner internazionali al processo di ricostruzione in Ucraina e di scambiare opinioni sulle necessità. Spetta agli Stati e alle organizzazioni decidere le modalità del sostegno da fornire all’Ucraina. Quale partner di lunga data dell’Ucraina sul piano politico, economico e culturale, alla Svizzera è stato proposto di ospitare l’URC2022. Per promuovere la stabilità e la prosperità in Europa, la Svizzera ha da tempo messo in atto in Ucraina l’intera gamma di strumenti della propria cooperazione internazionale: cooperazione tecnica, politica di pace, cooperazione economica e aiuto umanitario. Dal 24 febbraio 2022 la maggior parte delle attività è stata riorganizzata.
Grazie al credito aggiuntivo di 80 milioni di franchi stanziato dal Parlamento in giugno è stato possibile fornire rapidamente aiuti umanitari in Ucraina e nei suoi Paesi limitrofi. Inoltre, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) prevedono di raddoppiare il proprio impegno in Ucraina dagli attuali preventivi, portandolo a circa 100 milioni di franchi per il biennio 2022-23.
A Lugano la SECO ha firmato con la Banca mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) due accordi che prevedono un contributo di 10 milioni di franchi ciascuno ai loro programmi per l’Ucraina. Le due iniziative mirano a mantenere le funzioni fondamentali non militari dello Stato, a conformare il programma di riforme economiche al programma di ricostruzione e a mantenere la competitività delle piccole e medie imprese.
Un passo importante su un lungo cammino
Il presidente della Confederazione elvetica ha apprezzato la cooperazione con l’Ucraina nella preparazione dell’URC2022 e ha ringraziato i partner internazionali e tutti coloro che hanno contribuito alla sicurezza e al successo della Conferenza. L’URC2022 ha avviato il processo internazionale di ricostruzione dell’Ucraina, ma tutti sanno che si tratta di un lungo percorso. Il presidente Ignazio Cassis ha spiegato che impegnarsi in modo congiunto e a lungo termine è nell’interesse di tutta l’Europa.

Fonte: Redazione
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