Tunisia: Giuli co-inaugura mostra “Magna Mater tra Zama e Roma” al Bardo
21-01-2026 20:47 - Arte, cultura, turismo
GD - Tunisi, 21 gen. 26 - Importante progetto di cooperazione per la tutela, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale tunisino, la grande mostra “Magna Mater tra Zama e Roma” è stata inaugurata oggi al Museo Nazionale del Bardo di Tunisi.
L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa del Presidente della Repubblica tunisina, Kaïs Saïed, e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, di rafforzare la dimensione culturale del partenariato tra Italia e Tunisia.
In tale contesto, la cooperazione bilaterale nel settore archeologico consente di valorizzare le nostre radici comuni, nonché l’eccezionale patrimonio tunisino, anche come leva strategica per lo sviluppo turistico della Tunisia.
"La cooperazione culturale è uno dei terreni più solidi e fecondi del rapporto tra Tunisia e Italia. Questa mostra è uno dei primi frutti del programma di collaborazione concordato nell'aprile 2024 tra il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, e il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni per valorizzare lo straordinario patrimonio tunisino e farlo conoscere meglio agli italiani e al pubblico del mondo intero. La Tunisia è erede di una antica civiltà e custode di un patrimonio culturale ricchissimo, che il governo sta tutelando e valorizzando a livello internazionale. Vogliamo collaborare con il governo tunisino in questo suo obiettivo strategico, attraverso la condivisione di esperienze, competenze e tecnologie che è il tratto distintivo del partenariato tra i nostri Stati, nel quadro del Piano Mattei. Un partenariato da pari a pari, per la moltiplicazione delle opportunità di sviluppo condiviso", ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli nel corso del suo intervento.
La mostra è realizzata congiuntamente dal Ministero degli Affari Culturali della Tunisia, dal Ministero italiano della Cultura, dall’Istituto Nazionale del Patrimonio tunisino (INP) e dal Parco archeologico del Colosseo, sotto la direzione di Tarek Baccouche, Sondès Douggui-Roux, Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, con Aura Picchione e Angelica Pujia, e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi.
L’esposizione presenta 30 sculture inedite, datate tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., rinvenute nel sito di Zama e restaurate in Italia da un’équipe congiunta di restauratori italiani e tunisini, grazie al sostegno del Parco archeologico del Colosseo.
Al termine del restauro, che ha consentito di restituire alle opere il loro splendore originario, le sculture sono state dapprima esposte dal 6 giugno al 5 novembre scorso presso il Parco archeologico del Colosseo, il sito museale più visitato d’Europa. Questa tappa romana, che ha registrato quasi tre milioni di visitatori, ha portato i tesori archeologici della Tunisia al centro della scena culturale e turistica internazionale.
Oggi le opere restaurate rientrano definitivamente in Tunisia, dove potranno costituire un nuovo fattore di attrattività turistica, rafforzando il ruolo del Paese come polo di riferimento nel turismo culturale internazionale.
Al cuore del percorso espositivo si trova la figura della Magna Mater – la Grande Madre, divinità antica dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, in Grecia e a Roma. Essa incarna un potente simbolo delle profonde e durature relazioni culturali tra le due sponde del Mediterraneo, che la mostra mette in luce attraverso le opere restaurate e innovativi dispositivi multimediali, con un focus sullo straordinario santuario di Zama.
La mostra costituisce uno dei capitoli dell’intensa e proficua attività di diplomazia culturale condotta congiuntamente dal Ministero degli Affari Culturali della Tunisia – Istituto Nazionale del Patrimonio e dal Ministero italiano della Cultura – Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, anche in attuazione dei protocolli di cooperazione firmati a Tunisi nel 2024 tra l’INP e il Parco archeologico del Colosseo, che hanno reso possibili il restauro e la presentazione delle opere.
Tale cooperazione prevede inoltre l’impegno dell’Italia in un progetto di ricerca, restauro e valorizzazione del grande santuario della Magna Mater e di Attis a Zama, nonché del sito di El-Jem (l’antica Thysdrus), attraverso azioni concrete quali la realizzazione di un ascensore, sul modello di quello inaugurato nel 2023 al Colosseo di Roma, e la messa in sicurezza dei mosaici delle domus della città antica.
Fonte: Ministero della Cultura
L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa del Presidente della Repubblica tunisina, Kaïs Saïed, e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, di rafforzare la dimensione culturale del partenariato tra Italia e Tunisia.
In tale contesto, la cooperazione bilaterale nel settore archeologico consente di valorizzare le nostre radici comuni, nonché l’eccezionale patrimonio tunisino, anche come leva strategica per lo sviluppo turistico della Tunisia.
"La cooperazione culturale è uno dei terreni più solidi e fecondi del rapporto tra Tunisia e Italia. Questa mostra è uno dei primi frutti del programma di collaborazione concordato nell'aprile 2024 tra il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, e il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni per valorizzare lo straordinario patrimonio tunisino e farlo conoscere meglio agli italiani e al pubblico del mondo intero. La Tunisia è erede di una antica civiltà e custode di un patrimonio culturale ricchissimo, che il governo sta tutelando e valorizzando a livello internazionale. Vogliamo collaborare con il governo tunisino in questo suo obiettivo strategico, attraverso la condivisione di esperienze, competenze e tecnologie che è il tratto distintivo del partenariato tra i nostri Stati, nel quadro del Piano Mattei. Un partenariato da pari a pari, per la moltiplicazione delle opportunità di sviluppo condiviso", ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli nel corso del suo intervento.
La mostra è realizzata congiuntamente dal Ministero degli Affari Culturali della Tunisia, dal Ministero italiano della Cultura, dall’Istituto Nazionale del Patrimonio tunisino (INP) e dal Parco archeologico del Colosseo, sotto la direzione di Tarek Baccouche, Sondès Douggui-Roux, Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, con Aura Picchione e Angelica Pujia, e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi.
L’esposizione presenta 30 sculture inedite, datate tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., rinvenute nel sito di Zama e restaurate in Italia da un’équipe congiunta di restauratori italiani e tunisini, grazie al sostegno del Parco archeologico del Colosseo.
Al termine del restauro, che ha consentito di restituire alle opere il loro splendore originario, le sculture sono state dapprima esposte dal 6 giugno al 5 novembre scorso presso il Parco archeologico del Colosseo, il sito museale più visitato d’Europa. Questa tappa romana, che ha registrato quasi tre milioni di visitatori, ha portato i tesori archeologici della Tunisia al centro della scena culturale e turistica internazionale.
Oggi le opere restaurate rientrano definitivamente in Tunisia, dove potranno costituire un nuovo fattore di attrattività turistica, rafforzando il ruolo del Paese come polo di riferimento nel turismo culturale internazionale.
Al cuore del percorso espositivo si trova la figura della Magna Mater – la Grande Madre, divinità antica dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, in Grecia e a Roma. Essa incarna un potente simbolo delle profonde e durature relazioni culturali tra le due sponde del Mediterraneo, che la mostra mette in luce attraverso le opere restaurate e innovativi dispositivi multimediali, con un focus sullo straordinario santuario di Zama.
La mostra costituisce uno dei capitoli dell’intensa e proficua attività di diplomazia culturale condotta congiuntamente dal Ministero degli Affari Culturali della Tunisia – Istituto Nazionale del Patrimonio e dal Ministero italiano della Cultura – Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, anche in attuazione dei protocolli di cooperazione firmati a Tunisi nel 2024 tra l’INP e il Parco archeologico del Colosseo, che hanno reso possibili il restauro e la presentazione delle opere.
Tale cooperazione prevede inoltre l’impegno dell’Italia in un progetto di ricerca, restauro e valorizzazione del grande santuario della Magna Mater e di Attis a Zama, nonché del sito di El-Jem (l’antica Thysdrus), attraverso azioni concrete quali la realizzazione di un ascensore, sul modello di quello inaugurato nel 2023 al Colosseo di Roma, e la messa in sicurezza dei mosaici delle domus della città antica.
Fonte: Ministero della Cultura














