Spagna: dialogo su stato di diritto e crisi internazionali con Borrell
17-06-2026 17:33 - Ambasciate
GD - Madrid, 17 giu, 26 - L'ambasciatore d'Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha ospitato in residenza la presentazione del volume “Sobre el imperio de la ley” del giurista spagnolo Javier Cremades, presidente della World Jurist Associacion.
L’evento è stato inaugurato dal presidente del Tribunale Costituzionale spagnolo, Cándido Conde-Pumpido, e si è articolato in un dialogo tra l’autore e Josep Borrell, già Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, moderato da Maria Rey, presidente dell’Associazione della Stampa di Madrid.
All'incontro hanno partecipato numerosi Capi Missione accreditati a Madrid, personalità di spicco della società spagnola ed esponenti del mondo istituzionale e giuridico.
Nel suo saluto ai presenti, l'ambasciatore italiano, dopo aver osservato come il primato della legge non rappresenti mai una conquista definitiva, ma richieda istituzioni solide, cultura costituzionale e rispetto delle regole comuni, ha ricordato che le democrazie costituzionali pongono a presidio della dignità della persona un nucleo di principi fondamentali sottratti alla sola volontà della maggioranza.
L'amb. Buccino Grimaldi ha poi richiamato la dimensione europea del tema, l'equilibrio tra il primato del diritto dell'Unione e le tradizioni costituzionali dei Paesi membri e, riferendosi al volume, ha evidenziato uno spunto di particolare attualità, il rapporto tra potere politico e giurisdizione, sottolineando come il vero banco di prova dello Stato di diritto non consista nell'accettare le sentenze che si condividono, bensì nel rispettare anche quelle che si contestano.
Nel suo intervento il presidente della Corte Costituzionale spagnola, Cándido Conde-Pumpido, ha richiamato il valore della Costituzione spagnola del 1978, la più longeva della storia del Paese, e la volontà, espressa nel preambolo, di stabilire uno Stato di diritto che assicuri l'imperio de la ley come espressione della volontà popolare. Pur riconoscendo che, come dimostra l'attualità, possa talvolta prevalere l'imperio della forza, egli ha indicato nella legge, democraticamente approvata e imparzialmente applicata, l'unica risposta possibile.
In un videomessaggio, il presidente della Corte Costituzionale federale tedesca, Stephan Harbarth, ha richiamato il sentimento di paura diffuso nelle società contemporanee e ha definito l’opera di Cremades particolarmente attuale, in un mondo segnato da crescenti minacce per gli Stati democratici. Ha ricordato la responsabilità di difendere e proteggere lo Stato di diritto, senza il quale non vi può essere né libertà né democrazia.
Nel dibattito sul volume, Cremades ha messo in evidenza la deriva verso Stati dittatoriali e democrazie autoritarie, da cui un tempo si fuggiva ed oggi si tende ad andare, una delle sfide maggiori per le democrazie contemporanee, con Borrell che ha richiamato l’esempio emblematico di El Salvador. In tal senso, Cremades, dopo aver manifestato preoccupazione per la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche, ha ricordato come le costituzioni delle principali democrazie occidentali, dalla Spagna all'Italia alla Germania, siano relativamente giovani e vadano ancora considerate, per molti versi, come esperimenti.
Dal suo canto, Borrell si è soffermato sull'importanza della legge e sulla sua nemesi, il rapporto di forza, sottolineando come solo la prima consenta di vivere in un mondo libero e democratico. Richiamando il divario tra il potere di stabilire le regole e quello di farle rispettare, evidente in diversi scenari internazionali, l’ex Alto Rappresentante UE ha osservato come non possa esservi legge effettiva senza la capacità di garantirne l'applicazione.
Borrell e Cremades si sono infine soffermati sul peso dell'interpretazione nell'applicazione della legge e sulla fallibilità del giudizio umano, evidenziando, attraverso casi di giurisprudenza, come l'evoluzione della sensibilità sociale possa incidere sulle decisioni dei tribunali.
L’evento è stato inaugurato dal presidente del Tribunale Costituzionale spagnolo, Cándido Conde-Pumpido, e si è articolato in un dialogo tra l’autore e Josep Borrell, già Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, moderato da Maria Rey, presidente dell’Associazione della Stampa di Madrid.
All'incontro hanno partecipato numerosi Capi Missione accreditati a Madrid, personalità di spicco della società spagnola ed esponenti del mondo istituzionale e giuridico.
Nel suo saluto ai presenti, l'ambasciatore italiano, dopo aver osservato come il primato della legge non rappresenti mai una conquista definitiva, ma richieda istituzioni solide, cultura costituzionale e rispetto delle regole comuni, ha ricordato che le democrazie costituzionali pongono a presidio della dignità della persona un nucleo di principi fondamentali sottratti alla sola volontà della maggioranza.
L'amb. Buccino Grimaldi ha poi richiamato la dimensione europea del tema, l'equilibrio tra il primato del diritto dell'Unione e le tradizioni costituzionali dei Paesi membri e, riferendosi al volume, ha evidenziato uno spunto di particolare attualità, il rapporto tra potere politico e giurisdizione, sottolineando come il vero banco di prova dello Stato di diritto non consista nell'accettare le sentenze che si condividono, bensì nel rispettare anche quelle che si contestano.
Nel suo intervento il presidente della Corte Costituzionale spagnola, Cándido Conde-Pumpido, ha richiamato il valore della Costituzione spagnola del 1978, la più longeva della storia del Paese, e la volontà, espressa nel preambolo, di stabilire uno Stato di diritto che assicuri l'imperio de la ley come espressione della volontà popolare. Pur riconoscendo che, come dimostra l'attualità, possa talvolta prevalere l'imperio della forza, egli ha indicato nella legge, democraticamente approvata e imparzialmente applicata, l'unica risposta possibile.
In un videomessaggio, il presidente della Corte Costituzionale federale tedesca, Stephan Harbarth, ha richiamato il sentimento di paura diffuso nelle società contemporanee e ha definito l’opera di Cremades particolarmente attuale, in un mondo segnato da crescenti minacce per gli Stati democratici. Ha ricordato la responsabilità di difendere e proteggere lo Stato di diritto, senza il quale non vi può essere né libertà né democrazia.
Nel dibattito sul volume, Cremades ha messo in evidenza la deriva verso Stati dittatoriali e democrazie autoritarie, da cui un tempo si fuggiva ed oggi si tende ad andare, una delle sfide maggiori per le democrazie contemporanee, con Borrell che ha richiamato l’esempio emblematico di El Salvador. In tal senso, Cremades, dopo aver manifestato preoccupazione per la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche, ha ricordato come le costituzioni delle principali democrazie occidentali, dalla Spagna all'Italia alla Germania, siano relativamente giovani e vadano ancora considerate, per molti versi, come esperimenti.
Dal suo canto, Borrell si è soffermato sull'importanza della legge e sulla sua nemesi, il rapporto di forza, sottolineando come solo la prima consenta di vivere in un mondo libero e democratico. Richiamando il divario tra il potere di stabilire le regole e quello di farle rispettare, evidente in diversi scenari internazionali, l’ex Alto Rappresentante UE ha osservato come non possa esservi legge effettiva senza la capacità di garantirne l'applicazione.
Borrell e Cremades si sono infine soffermati sul peso dell'interpretazione nell'applicazione della legge e sulla fallibilità del giudizio umano, evidenziando, attraverso casi di giurisprudenza, come l'evoluzione della sensibilità sociale possa incidere sulle decisioni dei tribunali.
Fonte: Ambasciata














