#SOTEU2026: Istantanea e prospettive per l’Europa.
29-09-2026 09:42 - Opinioni
GD - Roma, 29 set. 26 - La presidenza della Commissione Europea, a partire dal 2010, rinnova ogni anno la giovane tradizione di presentare lo stato dell'arte dell'Unione all'attenzione del Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria nella sede di Strasburgo. Il vertice della Commissione descrive i risultati raggiunti, ripercorre le criticità affrontate e le emergenze ancora in corso; annuncia le proposte e le azioni caratterizzanti l'agenda istituzionale multilivello di medio e lungo termine.
Ecco alcuni tra i principali passaggi in tema di: transizione energetica e competitività; resilienza climatica; intelligenza artificiale; partenariati commerciali e altre forme di cooperazione (Canada); difesa e sicurezza.
Transizione energetica e competitività. Le indicazioni contenute nel report Draghi-Letta 2026 denominato “One Europe, One Market Agenda” sono state oggetto di approfondimento, compromesso e sintesi corale tra istituzioni sovranazionali e intergovernative. Si delinea per i prossimi mesi un percorso chiaro che scandisce le fasi verso un completamento del mercato unicopiù dinamico e accessibile. Si insiste sulla semplificazione burocratica: contenere l'eccessiva ipertrofia regolatoria (detta anche gold-plating) resta una priorità.
La presidente Von Der Leyen preannuncia inoltre che sta per essere presentato un nuovo Pacchetto bancario, il cui obiettivo è quello di stimolare la crescita: si tende verso una maggiore propensione al rischio, superando l'obiettivo circoscritto di preservare la stabilità.
Si considera dirimente investire in modo massiccio su un capillare sistema di connessioni di rete e di infrastrutture energetiche che permetta un affrancamento da Paesi terzi.
A titolo esemplificativo si riporta che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha determinato un aumento di costo di 90 miliardi di euro in più per la stessa fornitura di risorse.
L'Europa ha già riconvertito la propria economia verso le energie alternative, ma lo scopo è raddoppiare la quota dell'elettricità entro il 2040 e, in parallelo, puntare ad una riduzione di 260 miliardi di euro l'anno di costi dovuti all'importazione di combustibili fossili.
La dipendenza da un unico fornitore non può essere azzerata, ma la chiave verso la trasformazione energetica passa attraverso un ulteriore processo di diversificazione, bruscamente accelerata dalla congiuntura internazionale che causa squilibri e terremoti sui mercati: perciò la Commissione punta a delle strategie volte da un lato ad allentare la morsa della Cina (che destina l'80% di molte materie prime critiche e circa il 90% di alcune terre rare) e ad approntare riserve in grado di sopperire ai periodi di instabilità.
Il recente caso di rescissione dell'antico legame con la Russia ha lasciato un segno vivido negli Europei. La Commissione, data l'urgenza di modificare la propria postura su questa tematica, annuncia la costituzione di una nuova Corporazione per le materie prime critiche.
Resilienza climatica. La Presidente ricorda che, a causa delle temperature eccezionali nel Vecchio Continente, sono decedute oltre 35.000 persone in più durante le anomale ondate di calore. Dice la Von Der Leyen: “La scienza è chiara. L'Europa si sta riscaldando ad una velocità doppia rispetto alla media globale”.
Necessità di adattamento e mitigazione sono perciò risposte complementari, e non alternative, rispetto all'obiettivo sintetizzatodal sintagma ‘resilienza climatica', a cui debbono aggiungersi anche politiche di adeguamento urbano e sistemi di raffreddamento.
Solo il 25% dei danni derivanti da catastrofi naturali è protetto da assicurazioni private. Ne consegue che sovente i bilanci pubblici degli Stati membri fungono da assicurazione di ultima istanza.
La Commissione istituisce una Climate Insurance Alliance (assicurazione contro le catastrofi naturali) e annuncia inoltre il ‘Piano europeo contro le ondate di calore'.
Unitamente al clima, sottolinea il problema idrico: le condutture europee perdono un litro d'acqua ogni quattro. Si aggiungono inoltre temi ugualmente essenziali per la sopravvivenza: le aree agricole e quelle boschive sono state gravemente messe alla prova dai mutamenti climatici e dagli incendi. Riportiamo alcuni dati citati davanti all'Eurocamera: 660.000 ettari di terreni arsi dalle fiamme e 12.000.000 di tonnellate di raccolti distrutti.
Si pensa ad una regia europea con un tavolo di esperti per la salvaguardia dei territori e la prevenzione dei fuochi, oltre ad una task force operativa.
Intelligenza artificiale. L'Europa non può rimanere fuori dalla corsa alla più grande rivoluzione tecnologica in atto. In un'epoca in cui persino gli attori privati riconoscono l'urgenza di porre un freno ai modelli di IA autoricorsivi, appare cruciale condurre questa sfida in ottica cautelativa per preservare la propria indipendenza e garantire la sicurezza della cittadinanza al riparo da attacchi esterni. Occorre in tal senso ampliare la propria potenza di calcolo, con un minor costo (ambientale oltre che economicamente sostenibile), e mettere a fattor comune le energie con i Paesi democratici che sono affini all'UE (per es. Norvegia, Regno Unito, Canada, come vedremo più diffusamente).
Il leitmotiv di come verrà gestita l'IA consiste nel ridurne i rischi e massimizzarne i benefici per le persone, integrandola nell'economia e nelle società reali in settori chiave come la sanità, la difesa, lo spazio, la manifattura avanzata, l'agroalimentare, i trasporti. In questi ambiti si può infatti riscontrare, rispetto agli altri attori globali, la qualità dei dati in possesso di aziende rilevanti su base mondiale, la covigente tutela giuridica rappresentata dal General Data Protection Regulation (GDPR) e dall'AI Act. A questi però si intende aggiungere, in continuità e per coerenza con il valore non negoziabile della centralità degli esseri umani un ulteriore strumento denominato Quality Jobs Act: normativa che serve a garantire lavoro equo, valorizzazione delle competenze e mantenere saldo il principio che una tecnologia non può sopraffare, esautorare o ledere una persona.
Partenariati commerciali e altre forme di cooperazione (Canada). L'Unione Europea continua ad essere una superpotenza commerciale: nell'ultimo anno ha stipulato accordi con Australia, India, Indonesia, Mercosur, Messico. Ha all'attivo partenariati con oltre 80 Paesi in tutto il mondo.
Esiste un rapporto speciale con il Canada, con il quale ha un accordo di libero scambio – CETA – che dopo circa dieci anni dalla sua entrata in vigore ha portato ad incremento del 75% nella circolazione di beni. La condivisione di valori e sistemi democratici e di progetti comuni tra cui le rotte dell'Artico, la difesa li rendono assai più connessi rispetto ad un legame tra meri partner commerciali. Per tali ragioni viene dichiarato il Canada come il primo Paese nella storia ad essere associato all'Unione europea: una formula giuridicamente atipica, che apre una breccia in un quadro di rapporti privilegiati tra le due sponde dell'Oceano Atlantico settentrionale.
Difesa e sicurezza. Creazione di un Consiglio europeo di sicurezza e introduzione di un protocollo di sicurezza, e/o di una sorta di articolo 4 (Nato), che prevede una risposta congiunta di tutti i Paesi membri in modo collettivo, qualora anche solo uno di essi subisca un'aggressione. Tale formula includerebbe anche Stati non UE (quali Canada, Norvegia, Regno Unito, Ucraina).
In attesa di questi passaggi assai più articolati, nel breve periodo la Commissione ritiene urgente e non più rimandabile l'adozione di un manuale che codifichi il modus operandi in risposta alle minacce ibride divenute pressoché quotidiane in diversi Paesi europei.
Intanto, tra l'Unione Europea e l'Ucraina viene avviata la cosiddetta Cooperazione Freyja che consiste anche sullo sviluppo congiunto di un sistema di difesa missilistico modulare.
La presidente Ursula Von Der Leyen auspica la soluzione dei due Stati e ricorda che l'Europa ha donato 1 miliardo di euro per la ricostruzione di Gaza; riconosce il diritto dello Stato di Israele all'autodifesa e il diritto del popolo palestinese ad esistere.
Marco Deplano
Ecco alcuni tra i principali passaggi in tema di: transizione energetica e competitività; resilienza climatica; intelligenza artificiale; partenariati commerciali e altre forme di cooperazione (Canada); difesa e sicurezza.
Transizione energetica e competitività. Le indicazioni contenute nel report Draghi-Letta 2026 denominato “One Europe, One Market Agenda” sono state oggetto di approfondimento, compromesso e sintesi corale tra istituzioni sovranazionali e intergovernative. Si delinea per i prossimi mesi un percorso chiaro che scandisce le fasi verso un completamento del mercato unicopiù dinamico e accessibile. Si insiste sulla semplificazione burocratica: contenere l'eccessiva ipertrofia regolatoria (detta anche gold-plating) resta una priorità.
La presidente Von Der Leyen preannuncia inoltre che sta per essere presentato un nuovo Pacchetto bancario, il cui obiettivo è quello di stimolare la crescita: si tende verso una maggiore propensione al rischio, superando l'obiettivo circoscritto di preservare la stabilità.
Si considera dirimente investire in modo massiccio su un capillare sistema di connessioni di rete e di infrastrutture energetiche che permetta un affrancamento da Paesi terzi.
A titolo esemplificativo si riporta che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha determinato un aumento di costo di 90 miliardi di euro in più per la stessa fornitura di risorse.
L'Europa ha già riconvertito la propria economia verso le energie alternative, ma lo scopo è raddoppiare la quota dell'elettricità entro il 2040 e, in parallelo, puntare ad una riduzione di 260 miliardi di euro l'anno di costi dovuti all'importazione di combustibili fossili.
La dipendenza da un unico fornitore non può essere azzerata, ma la chiave verso la trasformazione energetica passa attraverso un ulteriore processo di diversificazione, bruscamente accelerata dalla congiuntura internazionale che causa squilibri e terremoti sui mercati: perciò la Commissione punta a delle strategie volte da un lato ad allentare la morsa della Cina (che destina l'80% di molte materie prime critiche e circa il 90% di alcune terre rare) e ad approntare riserve in grado di sopperire ai periodi di instabilità.
Il recente caso di rescissione dell'antico legame con la Russia ha lasciato un segno vivido negli Europei. La Commissione, data l'urgenza di modificare la propria postura su questa tematica, annuncia la costituzione di una nuova Corporazione per le materie prime critiche.
Resilienza climatica. La Presidente ricorda che, a causa delle temperature eccezionali nel Vecchio Continente, sono decedute oltre 35.000 persone in più durante le anomale ondate di calore. Dice la Von Der Leyen: “La scienza è chiara. L'Europa si sta riscaldando ad una velocità doppia rispetto alla media globale”.
Necessità di adattamento e mitigazione sono perciò risposte complementari, e non alternative, rispetto all'obiettivo sintetizzatodal sintagma ‘resilienza climatica', a cui debbono aggiungersi anche politiche di adeguamento urbano e sistemi di raffreddamento.
Solo il 25% dei danni derivanti da catastrofi naturali è protetto da assicurazioni private. Ne consegue che sovente i bilanci pubblici degli Stati membri fungono da assicurazione di ultima istanza.
La Commissione istituisce una Climate Insurance Alliance (assicurazione contro le catastrofi naturali) e annuncia inoltre il ‘Piano europeo contro le ondate di calore'.
Unitamente al clima, sottolinea il problema idrico: le condutture europee perdono un litro d'acqua ogni quattro. Si aggiungono inoltre temi ugualmente essenziali per la sopravvivenza: le aree agricole e quelle boschive sono state gravemente messe alla prova dai mutamenti climatici e dagli incendi. Riportiamo alcuni dati citati davanti all'Eurocamera: 660.000 ettari di terreni arsi dalle fiamme e 12.000.000 di tonnellate di raccolti distrutti.
Si pensa ad una regia europea con un tavolo di esperti per la salvaguardia dei territori e la prevenzione dei fuochi, oltre ad una task force operativa.
Intelligenza artificiale. L'Europa non può rimanere fuori dalla corsa alla più grande rivoluzione tecnologica in atto. In un'epoca in cui persino gli attori privati riconoscono l'urgenza di porre un freno ai modelli di IA autoricorsivi, appare cruciale condurre questa sfida in ottica cautelativa per preservare la propria indipendenza e garantire la sicurezza della cittadinanza al riparo da attacchi esterni. Occorre in tal senso ampliare la propria potenza di calcolo, con un minor costo (ambientale oltre che economicamente sostenibile), e mettere a fattor comune le energie con i Paesi democratici che sono affini all'UE (per es. Norvegia, Regno Unito, Canada, come vedremo più diffusamente).
Il leitmotiv di come verrà gestita l'IA consiste nel ridurne i rischi e massimizzarne i benefici per le persone, integrandola nell'economia e nelle società reali in settori chiave come la sanità, la difesa, lo spazio, la manifattura avanzata, l'agroalimentare, i trasporti. In questi ambiti si può infatti riscontrare, rispetto agli altri attori globali, la qualità dei dati in possesso di aziende rilevanti su base mondiale, la covigente tutela giuridica rappresentata dal General Data Protection Regulation (GDPR) e dall'AI Act. A questi però si intende aggiungere, in continuità e per coerenza con il valore non negoziabile della centralità degli esseri umani un ulteriore strumento denominato Quality Jobs Act: normativa che serve a garantire lavoro equo, valorizzazione delle competenze e mantenere saldo il principio che una tecnologia non può sopraffare, esautorare o ledere una persona.
Partenariati commerciali e altre forme di cooperazione (Canada). L'Unione Europea continua ad essere una superpotenza commerciale: nell'ultimo anno ha stipulato accordi con Australia, India, Indonesia, Mercosur, Messico. Ha all'attivo partenariati con oltre 80 Paesi in tutto il mondo.
Esiste un rapporto speciale con il Canada, con il quale ha un accordo di libero scambio – CETA – che dopo circa dieci anni dalla sua entrata in vigore ha portato ad incremento del 75% nella circolazione di beni. La condivisione di valori e sistemi democratici e di progetti comuni tra cui le rotte dell'Artico, la difesa li rendono assai più connessi rispetto ad un legame tra meri partner commerciali. Per tali ragioni viene dichiarato il Canada come il primo Paese nella storia ad essere associato all'Unione europea: una formula giuridicamente atipica, che apre una breccia in un quadro di rapporti privilegiati tra le due sponde dell'Oceano Atlantico settentrionale.
Difesa e sicurezza. Creazione di un Consiglio europeo di sicurezza e introduzione di un protocollo di sicurezza, e/o di una sorta di articolo 4 (Nato), che prevede una risposta congiunta di tutti i Paesi membri in modo collettivo, qualora anche solo uno di essi subisca un'aggressione. Tale formula includerebbe anche Stati non UE (quali Canada, Norvegia, Regno Unito, Ucraina).
In attesa di questi passaggi assai più articolati, nel breve periodo la Commissione ritiene urgente e non più rimandabile l'adozione di un manuale che codifichi il modus operandi in risposta alle minacce ibride divenute pressoché quotidiane in diversi Paesi europei.
Intanto, tra l'Unione Europea e l'Ucraina viene avviata la cosiddetta Cooperazione Freyja che consiste anche sullo sviluppo congiunto di un sistema di difesa missilistico modulare.
La presidente Ursula Von Der Leyen auspica la soluzione dei due Stati e ricorda che l'Europa ha donato 1 miliardo di euro per la ricostruzione di Gaza; riconosce il diritto dello Stato di Israele all'autodifesa e il diritto del popolo palestinese ad esistere.
Marco Deplano
Fonte: Marco Deplano














