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"Sophia Loren e il mito della bellezza disegnato con la luce" al m.a.x. di Chiasso

16-01-2026 15:41 - Arte, cultura, turismo
GD - Chiasso, 6 gen. 26 - Il m.a.x. museo di Chiasso, in Svizzera, ospita fino all’8 marzo la mostra “Sophia Loren: il mito della bellezza disegnato con la luce”, a cura di Francesco Casetti, Angela Madesani e Nicoletta Ossanna Cavadini. La mostra si inserisce nel filone che il m.a.x. museo ciclicamente dedica alla fotografia e si ricollega al tema guida del Centro Culturale Chiasso per l’attuale stagione espositiva, la pulchritudo.
La mostra ripercorre, attraverso il “disegnare con la luce”, le immagini più iconiche che colgono Sophia Loren in momenti peculiari della sua vita, durante le riprese dei suoi celebri film o in contesti più personali, immortalata da alcuni fra i più grandi fotografi dell’epoca: Richard Avedon (1923-2004), David Seymour (1911-1956), Elliott Erwitt (1928-2023), Alfred Eisenstaedt (1898- 1995), Tazio Secchiaroli (1925-1998), Pierluigi Praturlon (1924-1999), Gianni Berengo Gardin (1930-2025), Ugo Mulas (1928-1973), solo per citarne alcuni.
Al m.a.x. museo sono esposte complessivamente circa duecento immagini, perlopiù vintage (155) affiancate da reprint, secondo un criterio tematico-cronologico; abbracciano sessant’anni di vita di Sophia Loren e restituiscono al visitatore le emozioni più profonde che la grande diva ha saputo suscitare grazie alla sua tempra e alla sua determinazione, sia con il successo dei film (oltre un centinaio realizzati) sia nella vita.
L’esposizione presenta un filo conduttore inedito, e oltre a esaltare la bellezza dell’attrice, della donna e della madre di famiglia, onora nel contempo la visione estetica e concettuale della stessa Sophia Loren: la diva – immortalata nel pubblico o nel privato – fin dagli inizi si assicura in maniera sempre più importante il ruolo di unica e assoluta padrona della propria immagine. Con il successo giunto velocemente in età giovanile, l’attrice intuisce l’importanza di mantenere salde le redini della sua figura professionale e successivamente pubblica. Fondamentale risulta il lungo sodalizio con Tazio Secchiaroli, l’inventore della “fotografia d’assalto” della Roma dei paparazzi, che sarà a partire dal 1964 per due decenni il suo fotografo personale, come pure la presenza costante sui set per immortalare e vigilare sull’esecuzione di ogni scatto: sarà cioè il suo “biografo visivo”, una figura imprescindibile nella carriera e nella vita di Sophia Loren.
La scelta curatoriale dell’esposizione si focalizza propriamente sulle immagini vintage realizzate da Tazio Secchiaroli con un nucleo importante di 72 fotografie vintage. Attraverso gli scatti, vintage o reprint, l’esposizione fornisce un’immersione – discreta, estetica, onesta – alla scoperta delle varie vite della sua protagonista: l’attrice, certamente, ma anche la donna forte e la madre premurosa, dove finzione cinematografica e realtà di tutti i giorni non sono mai in antitesi.
La mostra si articola in sette particolari sezioni: partendo dalla “Napoli delle origini” - l’ambiente dove Sofia Lazzaro Scicolone nasce e conosce le prime asperità della vita - passando poi al cinema con le fotografie per “Sceneggiature”, quindi all’ “Eleganza”, al suo particolare rapporto con l’“Arte”, cui seguono le parti dedicate agli “Incontri pubblici”, per terminare poi con momenti più intimi rivolti alla “Famiglia” e all’identificazione quale “Icona di bellezza”. In mostra viene inoltre evidenziato il particolare rapporto che Sophia Loren ebbe con Salvatore Ferragamo e successivamente Giorgio Armani, documentato attraverso scatti fotografici e oggetti di design quali le raffinate calzature provenienti dal Museo Ferragamo di Firenze, sono ben quattro le calzature esposte in mostra.
La mostra viene introdotta al visitatore già all’esterno del m.a.x. museo: all’ingresso si accede percorrendo alcuni metri su un red carpet - il tappeto rosso simbolo del cinema e dei suoi divi e dive che Sophia Loren ha calcato innumerevoli volte nella sua carriera - cui fanno da cornice due ali di sei immagini (fronte e retro): recandosi verso l’ingresso del museo essi mostrano Sohia Loren quale diva del cinema, mentre uscendo rappresentano immagini in cui Sophia Loren è donna e mamma. Nata a Roma e cresciuta a Pozzuoli (Napoli), Sophia Loren ha scelto di vivere in Svizzera, a Ginevra: l’esposizione vuole valorizzare questa doppia appartenenza, creando un ponte culturale fra Svizzera e Italia. L’evento espositivo gode infatti del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna e del Consolato Generale d’Italia a Lugano.
L’esposizione prevede tre tappe successive in Italia: a Milano nella sede della Fondazione Adolfo Pini (12 marzo – 12 aprile 2026), a Bologna alla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli (7 maggio – 5 luglio 2026) e a Napoli alla Fondazione Banco di Napoli (10 settembre – 31 ottobre 2026). L’esposizione vanta la sinergia con una fitta rete di Archivi prestatori a livello internazionale e di collezionisti privati. È resa possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, di “Cultura in movimento” dell’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana, di AGE SA, nonché il contributo dell’Associazione amici del m.a.x. museo (aamm), dell’Associazione Villa Pontiggia Cultural Centre, e (per la conferenza) del Circolo “Cultura, insieme” Chiasso.
MOSTRA IN CIFRE. La mostra comprende complessivamente scatti di 57 fotografi ed esponenti di note agenzie, per un totale complessivo di 193 immagini di cui 155 fotografie vintage e 38 fotografie reprint, oltre a riviste d’epoca e pubblicazioni su Sophia Loren visibili nelle bacheche - si segnala la prima copertina della rivista americana Life dedicata a Sophia Loren del settembre1964. Nella sezione dedicata all’eleganza sono esposti tre prototipi di calzature di Salvatore Ferragamo ed una realizzata con pizzo delle ricamatrici di Tavernelle del 1955.
Nella sezione dedicata alla Napoli delle origini vi sono fotografie unicamente vintage (28) di: Ferdinando Balzano, Italo Bertoglio, Vittorio Buonanno, Mario Cattaneo, Franz D’Ajello, Luciano D’Alessandro, Agenzia Farabola Foto, Luciano Ferrara, Federico Garolla, Caio Mario Garrubba, Giancolombo, Fausto Giaccone, Guido Giannini, Ralph Gipson, Karl Gullers, Ernst Haas, Bernard Haber, Fritz Henle, Mimmo Jodice, Raffaella Mariniello, Claude Nori, Giulio Parisio, Marialba Russo, Antonio Sansone, Pino Settanni, Guglielmo Troncone, Romeo Valente, Sandro Vespasiani.
Nelle quattro sale dedicate a Sophia Loren vi sono 114 foto vintage e 38 foto reprint di ben 29 fotografi, fra cui grandi maestri del Novecento. Si tratta, in ordine alfabetico, di: Richard Avedon (1923-2004), Gianni Berengo Gardin (1930-2025), Glauco Cortini (attivo negli anni Quaranta-Settanta del secolo scorso), Mario De Biasi (1923-2013), Sante D’Orazio (1956), Alfred Eisenstaedt (1898-1995), Elliott Erwitt (1928-2023) Magnum, Ron Galella (1931-2022), Gianni Gelmi (attivo negli anni Quaranta Settanta), Karl Guller (1916 -1998), Philippe Halsman (1906-1969) Magnum, David Hurn (1934) Magnum, Herbert List (1928-2010) Magnum, Elio Luxardo (1908-1969), Burt Glinn (1925-2008) Magnum, Ivo Meldolesi (attivo negli anni Quaranta e Cinquanta), David Montgomery (1937), Ugo Mulas (1928-1973), Don Ornitz (1920-1972), Federico Patellani (1911-1977), Gianni Piccione (attivo negli anni Trenta-Settanta), Pierluigi Praturlon (1924-1999), Carlo Riccardi (1926-2022), Giuseppe Rotunno (1923-2021), Chiara Samugheo (1935-2022), Tazio Secchiaroli (1925-1998), David Seymour (1911- 1956) Magnum, Santi Visalli (1932), Madeleine Vikstensas, Hélène Roger-Viollet (1901-1985).

Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e contemporanea

Fonte: Carlo Franza