19 Settembre 2021
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Sentenza sul crocefisso: Sgrelli, «non è un simbolo religioso, ma un simbolo di civiltà»

13-09-2021 10:18 - Opinioni
GD - Roma, 13 set. 21 - La sentenza della Corte di Cassazione sul crocefisso in aula è argomento delicatissimo e attiva la sensibilità di ciascuno. Si tratta dell’esposizione del crocefisso nelle sedi pubbliche. La Cassazione si è espressa sul tema a sezioni unite, ma le motivazioni della sentenza suscitano molte perplessità. Infatti, la Suprema Corte valuta il crocefisso esposto nelle aule scolastiche come un simbolo religioso e disserta ammettendo la sua esponibiltà libera, eventualmente anche al fianco di altri simboli religiosi, per non far torto a nessuno.
In realtà la Corte dimentica che un Paese democratico è laico e rispetta tutte le religioni senza abbracciarne nessuna. Quindi, i simboli religiosi non possono essere esposti in sedi pubbliche. Ma è ben altro il motivo per il quale si può esporre il crocefisso: esso risiede nel fatto che quel simbolo, che si espone nelle sedi ecclesiastiche come simbolo religioso, nelle sedi pubbliche è invece esposto come simbolo di civiltà.
Il crocefisso nelle sedi pubbliche rappresenta il terzo e ultimo gradino della civiltà umana, sul quale noi siamo lentamente saliti nei secoli, non senza difficoltà. Infatti, nelle prime società umane mancava la regola sociale. Eravamo al gradino zero della civiltà perché valeva la legge di natura e aveva ragione il più forte, come nel mondo animale. Poi l’umanità si è data la regola della vendetta ed è salita così sul primo gradino della civiltà ponendo un primo limite consistente alla condotta umana che poteva, da quel momento, usare violenza esclusivamente come forma di reazione ad una aggressione a se stessi o al proprio gruppo.
Nel 621 a.C. Dracone ad Atene ci conduce sul secondo gradino della civiltà, fissando regole molto stringenti (draconiane) per definire la misura della vendetta che d’ora in poi può essere soltanto proporzionata all’offesa fissando un sinallagma che determina rapporti sociali misurati dalla proporzionalità. Con Dracone nasce la legalità; ciò che si può e che non si può fare, e si riannoda alla regola dell’occhio per occhio dente per dente.
Poi, arriva Gesù Cristo e ci porta sul terzo e ultimo gradino della civiltà fissando una regola nuova che dice: «porgi l’altra guancia». Sul piano civile significa che devo rinunciare al mio diritto in presenza di finalità superiori. Quindi, il metro comportamentale non è più la vendetta e neppure più la proporzionalità draconiana, ma la misericordia. Gesù Cristo non chiede la legalità, ma la giustizia. Nasce con lui la civiltà occidentale, attenta al sociale, che produrrà l’illuminismo altrimenti non originabile, come dimostra il fatto che esso non è sorto in civiltà non cristiane.
Questo crocefisso che vediamo nelle scuole, nei tribunali e negli ospedali non è un simbolo religioso, bensì un simbolo di civiltà. Non è, quindi, un simbolo di appartenenza come sono gli altri simboli religiosi ed è pertanto anche l’unico che può essere esposto nelle sedi pubbliche ricordandoci chi siamo.

Prof. Massimo Sgrelli
Direttore Scientifico dell’Accademia del Cerimoniale Protocol Academy

Fonte: Redazione
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