Senegal: presentato progetto energetico italiano in agricoltura
15-10-2026 15:00 - Economia
GD - Roma, 15 ott. 26 - Un polo agrivoltaico da 95 MW e 500 posti di lavoro in Senegal come espressione del modello italiano per investire in Africa. Agricoltura, energia e trasformazione agroindustriale al centro di un progetto da 380 ettari nella regione di Thiès. L'iniziativa è stata presentata alla Camera dei Deputati, in occasione di un convegno promosso da Fondazione SINNOVA.
Unire energia rinnovabile, agricoltura e industria per creare occupazione e nuove opportunità di sviluppo in Africa è infatti l'obiettivo del progetto agrivoltaico e agroindustriale in fase di avvio a Notto Gouye Diama, nella regione di Thiès, in Senegal, che interesserà una superficie complessiva di 380 ettari e punta a generare, a regime, 500 posti di lavoro stabili.
L'iniziativa è stata presentata oggi al Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, a Roma, durante il convegno “Investire nell'agricoltura africana – Opportunità e modelli Made in Italy”, promosso da Fondazione SINNOVA. L'incontro è stats anche l'occasione per la presentazione istituzionale della Fondazione, nata con l'obiettivo di mettere in relazione imprese, università, ricerca e istituzioni per trasformare competenze e risorse complementari in progetti concreti.
Al centro dell'appuntamento c'è stato il modello del “Made with Italy”, una prospettiva che punta ad affiancare alle tecnologie, alla ricerca e al know-how italiani le risorse, le capacità produttive e la conoscenza dei mercati dei Paesi partner. Un approccio che mira a superare la logica della semplice esportazione, favorendo filiere integrate e investimenti capaci di generare valore anche nei territori coinvolti.
Il progetto senegalese rappresenta una prima applicazione concreta di questa strategia. L'iniziativa nasce dalla Convenzione-quadro di partenariato strategico sottoscritta il 5 settembre scorso tra il Comune di Notto Gouye Diama e Unimpresa Sicilia, con il concorso di Fondazione SINNOVA.
Il piano prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico da circa 95 MWp su 200 ettari, dove la produzione di energia sarà integrata con colture orticole e moringa sotto i pannelli fotovoltaici. I restanti 180 ettari saranno destinati allo sviluppo di una filiera che comprende orticoltura, frutticoltura, zootecnia e trasformazione agroalimentare, con l'obiettivo di rafforzare la capacità produttiva locale e creare nuove opportunità economiche.
Tra le infrastrutture previste figurano anche celle frigorifere accessibili ai produttori locali, un hub delle Imprese Unimpresa e un Centro internazionale di formazione professionale. Elementi pensati per sostenere non soltanto la produzione, ma anche la conservazione dei prodotti, la crescita delle competenze e il consolidamento delle attività imprenditoriali sul territorio.
Sul fronte finanziario, il piano contempla il ricorso a strumenti collegati al Piano Mattei per l'Africa e il coinvolgimento di un operatore energetico a partecipazione pubblica italiana. Fondazione SINNOVA punta inoltre ad attrarre investimenti italiani ed esteri e a promuovere accordi istituzionali e partenariati economici a sostegno delle iniziative.
Ad aprire e moderare il convegno è stata la parlamentare Alessia Ambrosi, componente della Commissione Politiche dell'Unione Europea e Aerospazio. Ci sono stati i saluti istituzionali del viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli. Sono intervenuti Fabio Attorre, presidente di Fondazione SINNOVA, Jacopo Sica del Gruppo Del Monte e i vicepresidenti della Fondazione Giuseppe Spadafora e Arrigo Montella.
Nel corso dell'incontro sono stati presentati anche progetti operativi proposti da aziende italiane. L'obiettivo è quello di delineare nuove occasioni di collaborazione tra il sistema produttivo italiano e i mercati africani, attraverso iniziative capaci di coniugare investimenti, innovazione, formazione e occupazione.
Il progetto in Senegal si candida così a diventare un esempio di cooperazione economica basata sull'integrazione tra competenze italiane e capacità locali, con una particolare attenzione allo sviluppo agricolo e alla creazione di valore nei territori.
Unire energia rinnovabile, agricoltura e industria per creare occupazione e nuove opportunità di sviluppo in Africa è infatti l'obiettivo del progetto agrivoltaico e agroindustriale in fase di avvio a Notto Gouye Diama, nella regione di Thiès, in Senegal, che interesserà una superficie complessiva di 380 ettari e punta a generare, a regime, 500 posti di lavoro stabili.
L'iniziativa è stata presentata oggi al Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, a Roma, durante il convegno “Investire nell'agricoltura africana – Opportunità e modelli Made in Italy”, promosso da Fondazione SINNOVA. L'incontro è stats anche l'occasione per la presentazione istituzionale della Fondazione, nata con l'obiettivo di mettere in relazione imprese, università, ricerca e istituzioni per trasformare competenze e risorse complementari in progetti concreti.
Al centro dell'appuntamento c'è stato il modello del “Made with Italy”, una prospettiva che punta ad affiancare alle tecnologie, alla ricerca e al know-how italiani le risorse, le capacità produttive e la conoscenza dei mercati dei Paesi partner. Un approccio che mira a superare la logica della semplice esportazione, favorendo filiere integrate e investimenti capaci di generare valore anche nei territori coinvolti.
Il progetto senegalese rappresenta una prima applicazione concreta di questa strategia. L'iniziativa nasce dalla Convenzione-quadro di partenariato strategico sottoscritta il 5 settembre scorso tra il Comune di Notto Gouye Diama e Unimpresa Sicilia, con il concorso di Fondazione SINNOVA.
Il piano prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico da circa 95 MWp su 200 ettari, dove la produzione di energia sarà integrata con colture orticole e moringa sotto i pannelli fotovoltaici. I restanti 180 ettari saranno destinati allo sviluppo di una filiera che comprende orticoltura, frutticoltura, zootecnia e trasformazione agroalimentare, con l'obiettivo di rafforzare la capacità produttiva locale e creare nuove opportunità economiche.
Tra le infrastrutture previste figurano anche celle frigorifere accessibili ai produttori locali, un hub delle Imprese Unimpresa e un Centro internazionale di formazione professionale. Elementi pensati per sostenere non soltanto la produzione, ma anche la conservazione dei prodotti, la crescita delle competenze e il consolidamento delle attività imprenditoriali sul territorio.
Sul fronte finanziario, il piano contempla il ricorso a strumenti collegati al Piano Mattei per l'Africa e il coinvolgimento di un operatore energetico a partecipazione pubblica italiana. Fondazione SINNOVA punta inoltre ad attrarre investimenti italiani ed esteri e a promuovere accordi istituzionali e partenariati economici a sostegno delle iniziative.
Ad aprire e moderare il convegno è stata la parlamentare Alessia Ambrosi, componente della Commissione Politiche dell'Unione Europea e Aerospazio. Ci sono stati i saluti istituzionali del viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli. Sono intervenuti Fabio Attorre, presidente di Fondazione SINNOVA, Jacopo Sica del Gruppo Del Monte e i vicepresidenti della Fondazione Giuseppe Spadafora e Arrigo Montella.
Nel corso dell'incontro sono stati presentati anche progetti operativi proposti da aziende italiane. L'obiettivo è quello di delineare nuove occasioni di collaborazione tra il sistema produttivo italiano e i mercati africani, attraverso iniziative capaci di coniugare investimenti, innovazione, formazione e occupazione.
Il progetto in Senegal si candida così a diventare un esempio di cooperazione economica basata sull'integrazione tra competenze italiane e capacità locali, con una particolare attenzione allo sviluppo agricolo e alla creazione di valore nei territori.
Fonte: Redazione














