23 Aprile 2024
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Russia-Ucraina: non c’è più religione

14-03-2024 10:03 - Opinioni
GD - Roma, 14 mar. 24 - Per il conflitto russo-ucraino sarebbe preferibile una soluzione pacifica. Chi potrebbe dissentire da questa affermazione? È apprezzabile il richiamo alla diplomazia di Papa Francesco e l'importanza di trovare una soluzione diplomatica al conflitto. L'invito alle parti in guerra a negoziare in buona fede e a trovareun compromesso che possa salvaguardare la vita e la dignità di tutti è l'auspicio di tutta la comunità internazionale e della diplomazia. Ma siamo sicuri che Putin sia interessato a questa soluzione?
Quando il Santo Padre ha detto in un'intervista rilasciata alla Radiotelevisione Svizzera il 9 marzo scorso che “l'Ucraina deve avere il coraggio di alzare bandiera bianca e negoziare” forse avrebbe potuto e dovuto dire che anche la Russia deve avere il coraggio di ammettere di aver sottovalutato il conflitto con l'Ucraina e che le perdite di vite umane subite dalle due parti non possono essere giustificate in alcun modo.
Il card. Parolin ha provato a correggere, a “precisare” l'affermazione del Papa, aggiungendo che i russi devono fermare gli attacchi all'Ucraina. Comunque anche la precisazione del cardinale non è sufficiente a far cambiare idea agli ucraini, che a differenza del Santo Padre, conoscono molto bene con chi hanno a che fare e hanno ampiamente dimostrato di voler combattere fino alla fine per difendere le loro famiglie e le loro vite.
Non si tratta di cedere o meno parti di territori ucraini, per altro totalmente devastati dal conflitto e che dovranno essere ricostruiti di sana pianta. Si tratta di impedire ad un regime totalitario e oppressore di prendere il controllo delle loro vite. Cosa che avviene da sempre, tutti i giorni, in Russia con i cittadini russi.
Abbiamo visto la fine che hanno fatto tutti coloro che in qualche modo hanno provato non ad opporsi al regime ma, semplicemente, a dissentire o a manifestare malcontento pubblicamente.
In Russia non esiste spazio per il dissenso. Ancor meno ne esisterebbe in Ucraina se i russi riuscissero a prendere il controllo del territorio.
La vera ed unica esortazione che il Santo Padre avrebbe potuto e dovuto fare doveva essere rivolta a Putin per chiedergli: “la Russia ha 11 fusi orari, ma che cosa se ne deve fare del 12?”. Oppure chiedere a Putin: “ma con tutti i poveri che hai già in casa, perché ti vuoi caricare altre decine di milioni di poveri?”
Ecco sono queste alcune delle domande che il Santo Padre avrebbe potuto suggerire, non solo quella agli ucraini di alzare bandiera bianca e di arrendersi al loro destino.
Quanto alla possibilità di resistere all'invasione e all' oppressione russa con mezzi pacifici, opzione auspicata anche da molti pacifisti nostrani, non è un'opzione percorribile e quello che è avvenuto a Bucha, durante l'invasione russa dell'Ucraina a inizio aprile 2022, dimostra che con l'orco non è possibile trattare, né tanto meno resistere alla violenza con mezzi pacifici.
I cittadini di Bucha non avevano mezzi per opporsi ai militare russi che hanno invaso la loro cittadina. Dopo la ritirata dei russi sono stati rinvenuti i corpi di centinaia di civili ucraini trucidati senza pietà: giovani donne, anziani e bambini.
Com'è possibile davanti a queste realtà ormai acclarate e per le quali sono in corso azioni presso la Corte penale internazionale (CPI) dell'Aia per giudicare i crimini commessi dai russi, auspicare ancora “di resistere all'invasione all oppressione russa con mezzi pacifici”?
Siamo tutti d'accordo che la violenza non è mai la risposta e che solo la pace può portare a una vera e duratura riconciliazione. Il punto è come arrivare a questa pace e soprattutto come far dimenticare a chi ha subito violenza che adesso si deve lavorareper la pace?
Se la Russia riuscirà a conquistare l'Ucraina si troverà a fronteggiare una resistenza sotterranea che renderà loro la vita impossibile. Per controllare un territorio vasto come quello dell'Ucraina, la Russia avrebbe bisogno di mobilitare milioni di militari da dislocare in Ucraina.
Può la Russia sostenere questo sforzo? Con una economia fiaccata dalle sanzione e dalle spese militari, con una popolazione in costante calo e con la povertà diffusa tra i cittadini russi, specialmente tra gli anziani, forse il Santo Padre avrebbe potuto cogliere questa occasione per chiedere a Putin di riceverlo e porgli alcune di queste domande.
Il Papa avrebbe potuto mobilitare la diplomazia vaticana per parlare con gli omologhi della chiesa Ortodossa. Insieme avrebbero potuto provare a far ragionare Putin e il suo entourage.
L'unica cosa che non avrebbero dovuto fare è chiedere agli ucraini di arrendersi. Perché così facendo hanno compromesso “ab origine” qualsiasi possibilità di una pace negoziale tra le parti.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale



Fonte: Ciro Maddaloni
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