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Russia-Ucraina: cosa succede a Parigi?

18-03-2024 19:03 - Opinioni
GD - Roma, 18 mar. 24 - Il presidente francese Emmanuel Macron ci ha abituati da tempo alle sue azioni estemporanee, personali e certamente non (sempre) concordate con gli alleati dell’Unione Europea, né tanto meno con gli alleati della NATO.
L’attivismo francese si spiega con l’ambizione, mai nascosta dalla Francia, di assumere la leadership militare in Europa e forse proprio per questo la Francia oppone da sempre una resistenza sotterranea alla creazione di una struttura di difesa comune europea. La Francia è uno dei pochi Paesi al mondo ad avere un arsenale nucleare indipendente e si oppone a qualsiasi proposta che possa in qualche modo interferire e, quindi, indebolire il suo controllo sulle proprie forze armate.
Oltre alle ambizioni militari e geopolitiche ci sono, come sempre, gli interessi economici. La Francia è la seconda nazione al mondo, dopo gli Stati Uniti, per la commercializzazione e il trasferimento di armi. La Germania è al terzo posto e la Russia era al quarto posto - secondo il rapporto del SIPRI Stockholm International Peace Research Institute.
Il presidente francese si era recato a Mosca in visita al presidente-zar russo l’11 febbraio 2022, pochissimi giorni prima che la Russia avviasse il suo tentativo di invasione dell’Ucraina. Putin lo aveva accolto con molta “freddezza” e con la scusa di prevenire il contagio del Covid, lo aveva tenuto a debita distanza, anche fisica.
Il presidente francese, dopo che ha incontrato quello russo a Mosca, il giorno successivo ha incontrato il presidente ucraino a Kiev. L'obiettivo del capo di Stato era quello di stimolare l'equilibrio e incoraggiare la de-escalation della tensione che si era creata tra le due parti.
Ufficialmente le dichiarazioni francesi rassicuravano che questi incontri si svolgevano in coordinamento con gli alleati europei. Ma non sembra sia andata esattamente così. Infatti, negli stessi giorni il cancelliere tedesco si era recato negli Stati Uniti per incontrare il presidente Biden e non risulta che altri capi di Stato europei siano stati consultati in merito.
Si è trattato, molto più probabilmente, di un’iniziativa individuale da parte della Francia. Anche in questo caso per difendere i propri investimenti industriali in Russia (Renault, nel 2021, ha prodotto quasi 500.000 veicoli in Russia).
Negli ultimi giorni l’attivismo del presidente francese, che invoca l’intervento nel teatro di guerra ucraino delle forze armate dei Paesi NATO, ha generato la dura reazione del cancelliere tedesco e il diniego da parte dell’Italia della possibilità di un intervento militare europeo diretto in Ucraina.
La Germania, l’Italia e gli altri Paesi europei hanno confermato la loro disponibilità a supportare l’Ucraina con aiuti umanitari e militari, ma senza mai accennare all’invio di truppe sul terreno. Allo stesso tempo sono gli stessi ucraini a dire di aver bisogno di munizioni e armamenti per potersi difendere, non di aiuti militari sul terreno. Ed è vero che il presidente ucraino non ha mai richiesto l’intervento militare di altri Paesi in Ucraina.
Gli ucraini hanno dimostrato ampiamente di poter controllare le mire egemoniche russe. Ed anche con l’attuale situazione di conflitto di attrito, dopo due anni di feroci combattimenti, ritengono di essere in grado di controllare la situazione, se sostenuti con l’invio di munizioni e armamenti adeguati.
Gli ucraini non vogliono concedere al presidente russo di poter dire di “aver perso contro la NATO”. La Russia deve perdere contro l’Ucraina! Questo è l’obiettivo del valoroso popolo ucraino.
Entrando nel campo delle illazioni e delle supposizioni, è possibile che il presidente francese voglia concedere quello russo una “scappatoia” per uscire dal pantano in cui si è cacciato con il tentativo di invasione dell’Ucraina?
Malgrado le oltre 450 mila vittime russe, malgrado il depauperamento delle dotazioni militari dopo due anni di conflitto in Ucraina, il presidente russo non può fare marcia indietro; non può accettare di essere stato sconfitto dagli ucraini.
Può certamente continuare a blandire l’armageddon della escalation nucleare, opzione nella quale non crede più nessuno, neanche i russi che sono ben coscienti che da un conflitto nucleare con la NATO sarebbero i primi a soccombere.
Un intervento delle truppe francesi in Ucraina, sarebbe per il presidente russo un inaspettato quanto provvidenziale assist. Se potesse affermare: “abbiamo deciso di interrompere l’operazione speciale in Ucraina per evitare alla NATO di poter addurre scuse per attaccare la Russia”, questo concederebbe al presidente russo di poter riportare a casa quel che resta dell’esercito dispiegato in Ucraina e di curare le ferite, senza perdere totalmente la faccia anche davanti ai suoi oppositori. Il popolo russo capirebbe che non hanno perso contro i “poveri ucraini”, ma contro gli oppressori della NATO da cui comunque il loro presidente ha fatto di tutto per difenderli.
Fantapolitica? Forse. Certamente vedremo, auspicabilmente a breve, come si svilupperà la guerra in Ucraina, anche grazie alla vivacità del presidente francese.
Nota - Le esportazioni di armi della Russia sono in costante calo da anni e sono diminuite del 31% tra il 2013-2017 e il 2018-2022. Dopo le disastrose performance delle armi russe emerse sul teatro di guerra in Ucraina, anche i Paesi in via di sviluppo, che tradizionalmente acquistavano armamenti russi, stanno riconsiderando le loro scelte.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni
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