Russia: amb. Paramonov, rapporti con Italia a livelli di Fossa delle Marianne
09-02-2026 16:18 - Ambasciate
GD - Roma, 9 feb. 26 - (askanews) - La politica dell'Europa occidentale, definita “da fattoria collettiva (kolkhoz)”, ha fatto precipitare i rapporti tra Russia e Italia “a profondità da fossa delle Marianne”, e le autorità italiane preferiscono assumere una “posizione da struzzo”, ignorando l'opinione dei propri cittadini. A parlare è l'ambasciatore russo a Roma, Aleksey Paramonov, tornando all'attacco in un'intervista all'agenzia russa RIA Novosti.
“Nei nostri Paesi esistono molti cittadini ragionevoli, ai quali non è indifferente il destino delle relazioni russo-italiane e che vorrebbero vedere segnali positivi di cambiamento, un inizio di risalita dei rapporti da profondità della ‘fossa delle Marianne', dove sono stati spinti dalla politica in stile kolkhoz dell'Europa occidentale”, ha affermato Paramonov.
Secondo il diplomatico, “l'attuale leadership di Roma preferisce adottare una ‘posizione da struzzo', non ascoltare l'opinione dei propri cittadini e far finta che l'assenza di un dialogo aperto e di una cooperazione con la Russia non abbia alcun impatto sull'Italia e sulla sua popolazione. Naturalmente questo non corrisponde alla realtà”, ha aggiunto.
Poi l'ambasciatore russo ha ricordato che "gli aiuti dell'Italia all'Ucraina hanno raggiunto un importo colossale. 'In Russia nessuno dovrebbe farsi illusioni in merito al volume degli aiuti militari che l'Italia fornisce al regime nazionalista del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Gli aiuti fluiscono ininterrottamente sin dal 2022 e hanno raggiunto un importo colossale, che si avvicina a quattro miliardi di euro'', ha osservato Paramonov.
L'ambasciatore di Mosca ha poi ricordato che nel corso dell'ultima settimana di gennaio, secondo dati provenienti da fonti pubbliche, dall'aeroporto di Pisa sarebbero partiti due aerei C-130 dell'Aeronautica militare italiana, diretti all'aeroporto polacco di Rzeszow, per trasportare materiale militare destinato all'Ucraina. ''Nel frattempo, vengono effettuate ulteriori spedizioni di significativa entità che viaggiano via terra e via mare. Il ministero della Difesa italiano mantiene accuratamente la riservatezza in merito a tali forniture e viene da chiedersi perché'', ha aggiunto.
Venendo alle relazioni con l'Italia, l'amb. Paramonov ha detto che "di per sé, la dichiarazione di Meloni sulla necessità di tornare a un dialogo con la Russia, per quanto veicoli un messaggio positivo, significa poco. A mio avviso, sarebbe stato meglio, e di gran lunga, se, all'interno della leadership italiana, qualche personalità investita dell'autorità per farlo si fosse servita dei canali diplomatici di cui, grazie a Dio, disponiamo, proponendoci di avviare un dialogo sull'una o l'altra questione".
Paramonov ha detto che i rapporti tra Russia e Italia "si sono sensibilmente impoveriti, sono stati, per così dire, 'sterilizzati'".
Ed ha aggiunto che "è davvero un peccato che le autorità italiane, aggiogate alle altre élite europee, abbiano preferito rinunciare ai propri interessi nazionali in favore degli interessi delle forze liberal-globaliste e delle loro creature, rappresentate dall'insaziabile e corrotto regime di Kiev e dalla chimerica idea di poter infliggere una sconfitta strategica alla Russia", ha proseguito il diplomatico di Mosca, accusando il governo Meloni di "adottare la condotta dello 'struzzo', ovvero evitare di dare ascolto all'opinione dei propri cittadini, fingendo che l'assenza di cooperazione e di dialogo aperto con la Russia non stia avendo alcun tipo d'impatto sull'Italia, né sulla sua popolazione".
Per quanto riguarda l'Ucraina, ha aggiunto il diplomatico, "grazie a Dio, l'Italia non si ritiene in stato di guerra con la Russia e la leadership italiana è sufficientemente saggia da attenersi a una strategia di politica estera che, almeno a parole, invoca la cautela e desidera escludere la possibilità di un'escalation delle attuali tensioni presenti nei rapporti tra la Russia e l'Unione Europea, così come desidera escludere la possibilità che queste tensioni sfocino in uno scontro militare diretto".
"Ciò suggerisce che a Roma non abbiano dimenticato le lezioni impartite dalla Storia, né i motivi per cui l'Italia venne accettata all'interno dell'ONU soltanto nel 1955, e non nel 1945, quando l'Organizzazione delle Nazioni Unite fu istituita", ha aggiunto Paramonov.
"Al contrario, invece, come possiamo vedere, i cosiddetti 'volenterosi', che costantemente 'corteggiano' l'Italia per indurla a entrare tra le loro fila, non escludono la possibilità di uno scontro militare con la Russia ed esortano a predisporsi a un conflitto nel giro di 3-4 anni, mentre dichiarano sconsideratamente di avere intenzione d'inviare i propri contingenti in Ucraina, cosa che li condurrebbe inevitabilmente a un immediato scontro militare con le Forze Armate russe", ha concluso l'ambasciatore di Mosca.
Fonte: Askanews
“Nei nostri Paesi esistono molti cittadini ragionevoli, ai quali non è indifferente il destino delle relazioni russo-italiane e che vorrebbero vedere segnali positivi di cambiamento, un inizio di risalita dei rapporti da profondità della ‘fossa delle Marianne', dove sono stati spinti dalla politica in stile kolkhoz dell'Europa occidentale”, ha affermato Paramonov.
Secondo il diplomatico, “l'attuale leadership di Roma preferisce adottare una ‘posizione da struzzo', non ascoltare l'opinione dei propri cittadini e far finta che l'assenza di un dialogo aperto e di una cooperazione con la Russia non abbia alcun impatto sull'Italia e sulla sua popolazione. Naturalmente questo non corrisponde alla realtà”, ha aggiunto.
Poi l'ambasciatore russo ha ricordato che "gli aiuti dell'Italia all'Ucraina hanno raggiunto un importo colossale. 'In Russia nessuno dovrebbe farsi illusioni in merito al volume degli aiuti militari che l'Italia fornisce al regime nazionalista del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Gli aiuti fluiscono ininterrottamente sin dal 2022 e hanno raggiunto un importo colossale, che si avvicina a quattro miliardi di euro'', ha osservato Paramonov.
L'ambasciatore di Mosca ha poi ricordato che nel corso dell'ultima settimana di gennaio, secondo dati provenienti da fonti pubbliche, dall'aeroporto di Pisa sarebbero partiti due aerei C-130 dell'Aeronautica militare italiana, diretti all'aeroporto polacco di Rzeszow, per trasportare materiale militare destinato all'Ucraina. ''Nel frattempo, vengono effettuate ulteriori spedizioni di significativa entità che viaggiano via terra e via mare. Il ministero della Difesa italiano mantiene accuratamente la riservatezza in merito a tali forniture e viene da chiedersi perché'', ha aggiunto.
Venendo alle relazioni con l'Italia, l'amb. Paramonov ha detto che "di per sé, la dichiarazione di Meloni sulla necessità di tornare a un dialogo con la Russia, per quanto veicoli un messaggio positivo, significa poco. A mio avviso, sarebbe stato meglio, e di gran lunga, se, all'interno della leadership italiana, qualche personalità investita dell'autorità per farlo si fosse servita dei canali diplomatici di cui, grazie a Dio, disponiamo, proponendoci di avviare un dialogo sull'una o l'altra questione".
Paramonov ha detto che i rapporti tra Russia e Italia "si sono sensibilmente impoveriti, sono stati, per così dire, 'sterilizzati'".
Ed ha aggiunto che "è davvero un peccato che le autorità italiane, aggiogate alle altre élite europee, abbiano preferito rinunciare ai propri interessi nazionali in favore degli interessi delle forze liberal-globaliste e delle loro creature, rappresentate dall'insaziabile e corrotto regime di Kiev e dalla chimerica idea di poter infliggere una sconfitta strategica alla Russia", ha proseguito il diplomatico di Mosca, accusando il governo Meloni di "adottare la condotta dello 'struzzo', ovvero evitare di dare ascolto all'opinione dei propri cittadini, fingendo che l'assenza di cooperazione e di dialogo aperto con la Russia non stia avendo alcun tipo d'impatto sull'Italia, né sulla sua popolazione".
Per quanto riguarda l'Ucraina, ha aggiunto il diplomatico, "grazie a Dio, l'Italia non si ritiene in stato di guerra con la Russia e la leadership italiana è sufficientemente saggia da attenersi a una strategia di politica estera che, almeno a parole, invoca la cautela e desidera escludere la possibilità di un'escalation delle attuali tensioni presenti nei rapporti tra la Russia e l'Unione Europea, così come desidera escludere la possibilità che queste tensioni sfocino in uno scontro militare diretto".
"Ciò suggerisce che a Roma non abbiano dimenticato le lezioni impartite dalla Storia, né i motivi per cui l'Italia venne accettata all'interno dell'ONU soltanto nel 1955, e non nel 1945, quando l'Organizzazione delle Nazioni Unite fu istituita", ha aggiunto Paramonov.
"Al contrario, invece, come possiamo vedere, i cosiddetti 'volenterosi', che costantemente 'corteggiano' l'Italia per indurla a entrare tra le loro fila, non escludono la possibilità di uno scontro militare con la Russia ed esortano a predisporsi a un conflitto nel giro di 3-4 anni, mentre dichiarano sconsideratamente di avere intenzione d'inviare i propri contingenti in Ucraina, cosa che li condurrebbe inevitabilmente a un immediato scontro militare con le Forze Armate russe", ha concluso l'ambasciatore di Mosca.
Fonte: Askanews














