28 Novembre 2021
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Ruolo giovani diplomatici nella politica estera russa: intervista a Konstantin Kolpakov

20-11-2021 15:04 - Opinioni
Konstantin Kolpakov durante una riunione del CGD
Konstantin Kolpakov durante una riunione del CGD
Ministero degli Esteri della Russia
Ministero degli Esteri della Russia
GD – Mosca, 20 nov. 21 – (SpecialEurasia) - L'incontro avvenuto a Mosca con Konstantin Kolpakov, presidente del Sovet molodyh diplomatov MID Rossii, ossia il Consiglio dei Giovani Diplomatici del Ministero degli Esteri della Russia, ha permesso di mettere in risalto il ruolo che possono avere i giovani diplomatici nella politica estera russa e nel monitoraggio e comprensione dei fenomeni che maggiormente influenzano lo scacchiere geopolitico internazionale.
La politica estera della Federazione Russa è oggetto di studio e attenzione a livello internazionale considerando il ruolo preponderante che il Cremlino è a mano a mano andato ad assumere nella geopolitica euroasiatica. Un ruolo importante in questa attività è svolto dai diplomatici i quali lavorano i diversi contesti internazionali sviluppando la politica estera e mostrando l'immagine obiettiva della Russia.
Kolpakov ha illustrato il ruolo di questa organizzazione nata su iniziativa russa e di come essa possa influenzare positivamente i rapporti con gli altri paesi ed evitare futuri conflitti o fratture fra gli Stati.
Laureato con lode alla Facoltà di Relazioni Internazionali e Scienze Politiche dell'Università Statale di Kazan (KSU), attualmente Konstantin Kolpakov lavora nel Segretariato del Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa. L'incontro ha permesso di affrontare tematiche di primaria importanza che caratterizzano le strategie della Russia moderna, fra cui il multilateralismo e la cooperazione reciproca.
D.: Kolpakov, come nasce l'esperienza del Consiglio dei Giovani Diplomatici (CGD) e quali sono i suoi obiettivi?
* Kolpakov: «Il mondo diplomatico è una realtà peculiare e interessante. La diplomazia non ha a che fare con i turni elettorali, ma piuttosto con strategie e sviluppo nel lungo termine. Il CGD è una delle più antiche unioni governative e civili la quale, benché raccolga in sé dipendenti del Governo, ha più la dimensione di un club basato su una comunione di interessi ed obiettivi. Il Consiglio nasce nel 2001 e quest'anno festeggia il suo ventesimo anniversario.
Il primo obiettivo di questa pregevole organizzazione è quello di aiutare i giovani diplomatici ad essere coinvolti in tutte quelle attività che caratterizzano la carriera diplomatica e migliorare le capacità professionali dei giovani impiegati al ministero degli Esteri.
Il ministero degli Esteri russo è uno dei più grandi al mondo avendo un numero superiore ai 10 mila dipendenti. Considerando questo dato, per noi era di fondamentale importanza organizzare un meccanismo di tale portata nel modo più moderno ed efficiente possibile così da sfruttare al massimo le potenzialità dei nostri giovani esperti.
Va sottolineato che i nostri diplomatici sono in servizio in aree geografiche molto diverse fra loro, quindi è essenziale per noi guidarli in modo che si inseriscano e sviluppino una certa confidenza con le loro mansioni e con i diversi scenari in cui devono svolgerle».
D.: Quale è stato il processo evolutivo che ha coinvolto il CGD?
* Kolpakov: «Il primo passo è stato la sua fondazione e organizzazione avvenuta anche grazie al supporto della direzione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa. Successivamente, nel 2013, abbiamo deciso di realizzare una piattaforma per la cooperazione fra giovani diplomatici a livello internazionale. Dopo un anno, nel 2014, abbiamo dato il via al primo Forum dei Giovani Diplomatici Europei. I nostri colleghi italiani hanno contribuito molto alla sua organizzazione.
Abbiamo denominato questo processo ‘diplomazia orizzontale' introducendo questa terminologia nella comunità scientifica. Questo tipo di diplomazia si basa sul networking, cioè sulla creazione di una fitta rete di relazioni, giacché questa è la vera essenza di questa professione. La piattaforma non include solo giovani diplomatici, ma anche esperti di relazioni internazionali, parlamentari, scienziati e persone appartenenti al mondo del business. Stiamo cercando di creare una rete di piattaforme indipendenti che si adattino alle peculiarità delle diverse regioni.
Per citare alcuni esempi: i giovani diplomatici euroasiatici, i giovani diplomatici europei, i giovani diplomatici della regione dell'Asia-Pacifico. Abbiamo l'organizzazione del forum dei giovani diplomatici per la cooperazione islamica e cerchiamo contemporaneamente di differenziare le diverse piattaforme unendo al contempo i giovani diplomatici in maniera formale».
D.: Potrebbe approfondire il concetto di ‘diplomazia orizzontale'?
* Kolpakov: «La ‘diplomazia orizzontale' consiste in tre parti: la prima è il multilateralismo. Ad esempio, il Forum dei Giovani Diplomatici dei BRICS viene organizzato ogni anno in un paese diverso. Negli anni abbiamo avuto in successione un forum a Mosca nel 2015, a Calcutta nel 2017, a Beijing e a Linyi nel 2018, a Johannesburg nel 2019. Nel 2020 a causa dello scoppio della pandemia l'organizzazione in loco è stata più difficile, ma abbiamo condotto comunque una serie degli eventi, 90% dei quali online, mentre il Forum dei Giovani Diplomatici della BRICS si è tenuto a Kazan.
Il secondo pilastro della ‘diplomazia orizzontale' sono le consultazioni bilaterali, eventi nei quali cerchiamo di stabilire questo tipo di organizzazioni dei giovani diplomatici in paesi diversi in modo da intessere relazioni con le nostre controparti. Le difficoltà di questo processo sono quelle di individuare e stabilire le persone, enti, o dipartimenti con cui interfacciarsi e il CGD può giocare in nostro favore in tal senso.
Abbiamo relazioni bilaterali con l'Abkhazia, la Bielorussia, gli Emirati Arabi Uniti, la Commissione Economica Euroasiatica, i Paesi del Golfo e i Paesi del Sud America. Chiaramente stiamo cercando di stabilire rapporti bilaterali con i Paesi europei. L'Italia è stata una dei primi con cui abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione in modo attivo.
Il terzo pilastro è il Club dei Diplomatici di Mosca. Abbiamo creato questo format nel 2018 che unisce i nostri diplomatici accreditati in Russia di età inferiore ai 40 anni. Quindi invitiamo giovani diplomatici ad unirsi a noi ed al nostro progetto. Il principale obiettivo è avere una piattaforma per la cooperazione fra diplomatici che aiuti a stabilire legami, poiché crediamo che se ci si conosce reciprocamente è più facile comunicare anche quando su alcuni aspetti i punti di vista differiscono. Guardando al presente, stiamo continuando a sviluppare questo meccanismo.
L'evento principale organizzato ultimamente è diventato il Forum Globale di Giovani Diplomatici che si è stato svolto a Mosca dal 13 al 15 ottobre ed era dedicato alla vittoria della Seconda Guerra Mondiale. Riteniamo che ricordare il passato e comprenderlo sia di fondamentale importanza per costruire il proprio futuro. Questo è il mondo che stiamo creando.
Nel nostro Museo della Vittoria si è stata svolta una sessione plenaria dedicata a tutto ciò che è connesso alle Nazioni Unite e al secondo conflitto mondiale. Una Carta Costitutiva della Associazione dei Giovani Diplomatici in cui è messa in risalto la necessità di stabilire la pace a livello globale e sviluppare buone relazioni con la comunità internazionale è stata presentata ai partecipanti. Più di 100 diplomatici provenienti da 60 paesi al mondo, tra cui l'Italia, hanno preso parte a questo progetto con l'auspicio di creare le basi per un mondo migliore caratterizzato da meno conflittualità e maggiore mutua comprensione».

Silvia Boltuc
Managing Director di SpecialEurasia

https://www.specialeurasia.com/2021/11/20/diplomazia-russia-kolpakov/


Fonte: SpecialEurasia
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