Romania: presentazione catalogo ”Constantin Brancusi: Le Origini dell'infinito”
07-06-2026 16:43 - Ambasciate
GD - Roma,7 giu. 26 - L’ambasciata di Romania in Italia siamo presenterà il catalogo della mostra «Constantin Brâncuși. Le Origini dell'Infinito», che avrà luogo martedì 9 giugno alle ore 17:30 nell'Aula Grande dei Mercati di Traiano, a Roma.
La mostra si inserisce nel quadro delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brâncuși (1876-1957), una delle figure fondatrici della scultura moderna.
Nell’ambito del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, elaborato e promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e realizzato con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dei Ministeri degli Affari Esteri romeni e italiani, sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi, i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali ospitano, fino al 19 luglio 2026, la mostra «Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito».
L’esposizione è curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania, Erwin Kessler.
La mostra propone una rilettura innovativa dell’opera di uno dei principali protagonisti della scultura modernista del Novecento, mettendone in luce le radici culturali e formali attraverso un duplice asse curatoriale. Da un lato, l’influenza della tradizione artigianale e simbolica dell’Oltenia (regione della Romania), terra natale dell’artista, con il suo uso della “taille directe” e i motivi arcaici dell’intaglio ligneo; dall’altro, il confronto con la scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione come modello di perfezione formale e punto di partenza per l’astrazione dell’essenza delle forme. L’esposizione ricostruisce il percorso che conduce Brâncuși dalla figurazione simbolica e realista verso una sintesi modernista basata sulla semplificazione estrema e sull’archetipo astratto. L’interesse per il mito, l’arcaicità e il frammento classico si intrecciano con una progressiva tensione verso forme pure, culminando in capolavori come Mademoiselle Pogany, Prometeo e i lavori legati al complesso monumentale di Târgu-Jiu. La mostra evidenzia come Brâncuși abbia fuso due tradizioni apparentemente opposte — quella arcaica romena e quella classica romana — in una visione radicalmente nuova della scultura, anticipando una concezione moderna dello spazio, del tempo e della forma come espressioni essenziali dell’infinito.
Fonte: Ambasciata
La mostra si inserisce nel quadro delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brâncuși (1876-1957), una delle figure fondatrici della scultura moderna.
Nell’ambito del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, elaborato e promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e realizzato con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dei Ministeri degli Affari Esteri romeni e italiani, sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi, i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali ospitano, fino al 19 luglio 2026, la mostra «Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito».
L’esposizione è curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania, Erwin Kessler.
La mostra propone una rilettura innovativa dell’opera di uno dei principali protagonisti della scultura modernista del Novecento, mettendone in luce le radici culturali e formali attraverso un duplice asse curatoriale. Da un lato, l’influenza della tradizione artigianale e simbolica dell’Oltenia (regione della Romania), terra natale dell’artista, con il suo uso della “taille directe” e i motivi arcaici dell’intaglio ligneo; dall’altro, il confronto con la scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione come modello di perfezione formale e punto di partenza per l’astrazione dell’essenza delle forme. L’esposizione ricostruisce il percorso che conduce Brâncuși dalla figurazione simbolica e realista verso una sintesi modernista basata sulla semplificazione estrema e sull’archetipo astratto. L’interesse per il mito, l’arcaicità e il frammento classico si intrecciano con una progressiva tensione verso forme pure, culminando in capolavori come Mademoiselle Pogany, Prometeo e i lavori legati al complesso monumentale di Târgu-Jiu. La mostra evidenzia come Brâncuși abbia fuso due tradizioni apparentemente opposte — quella arcaica romena e quella classica romana — in una visione radicalmente nuova della scultura, anticipando una concezione moderna dello spazio, del tempo e della forma come espressioni essenziali dell’infinito.
Fonte: Ambasciata














