Romania: concerto a Festival Ravello conclude Anno Culturale Romania-Italia
14-07-2026 14:37 - Ambasciate
GD - Ravello, 14 lug. 26 - Il Concerto di Gala tenuto dall’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest sul prestigioso palcoscenico del Festival di Ravello ha sancito la solenne conclusione del semestre romeno dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, configurandosi come uno dei più rilevanti progetti di diplomazia culturale intrapresi negli ultimi anni tra Romania e Italia.
Nella splendida cornice di Villa Rufolo, il pubblico italiano e internazionale ha avuto l’opportunità di assistere a un concerto di straordinario rilievo, volto a instaurare un dialogo ideale tra l’universo musicale di George Enescu e quello di Niccolò Paganini. Sotto la direzione del maestro Daniel Jinga, l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, insieme al celebre violinista Alexandru Tomescu e al suo inconfondibile Stradivari Elder–Voicu, ha offerto una serata memorabile, capace di valorizzare la grandezza e l'eccellenza dell'espressione interpretativa romena.
L'evento di Ravello ha coronato un programma svoltosi nell'arco di sei mesi, nell'ambito del quale sono stati realizzati oltre cinquanta eventi culturali in alcuni dei più prestigiosi luoghi della cultura d'Italia. Grazie al prezioso apporto di numerosi artisti e partner istituzionali di entrambi i Paesi, l’Anno Culturale Romania–Italia 2026 ha consolidato fortemente il dialogo culturale bilaterale, portando la cultura romena all'attenzione di una vasta platea di decine di migliaia di persone.
«Ripensando agli ultimi sei mesi, non vedo soltanto gli oltre cinquanta eventi organizzati in alcuni dei luoghi della cultura più emblematici d'Italia. Vedo numerosi artisti e partner istituzionali che hanno condiviso la medesima visione, centinaia di migliaia di persone che hanno scoperto la Romania attraverso il suo patrimonio, la sua creatività e i suoi valori europei, e vedo innumerevoli ponti di fiducia gettati tra le nostre società. È questo, in definitiva, il vero significato della diplomazia culturale: non la mera organizzazione di eventi, bensì la capacità di avvicinare i popoli attraverso ciò che custodiscono di più prezioso», ha dichiarato Gabriela Dancău, ambasciatore di Romania in Italia.
L’ambasciata di Romania in Italia ha espresso tramite la sua capo missione la profonda gratitudine al ministero della Cultura, al ministero degli Affari Esteri e a tutte le istituzioni partner romene e italiane, nonché agli artisti, ai collaboratori e al pubblico che hanno concorso al successo di questo ambizioso progetto. Le relazioni consolidate, i partenariati avviati e il dialogo generato attraverso la cultura costituiscono l'eredità più preziosa del semestre romeno dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026.
Nella splendida cornice di Villa Rufolo, il pubblico italiano e internazionale ha avuto l’opportunità di assistere a un concerto di straordinario rilievo, volto a instaurare un dialogo ideale tra l’universo musicale di George Enescu e quello di Niccolò Paganini. Sotto la direzione del maestro Daniel Jinga, l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, insieme al celebre violinista Alexandru Tomescu e al suo inconfondibile Stradivari Elder–Voicu, ha offerto una serata memorabile, capace di valorizzare la grandezza e l'eccellenza dell'espressione interpretativa romena.
L'evento di Ravello ha coronato un programma svoltosi nell'arco di sei mesi, nell'ambito del quale sono stati realizzati oltre cinquanta eventi culturali in alcuni dei più prestigiosi luoghi della cultura d'Italia. Grazie al prezioso apporto di numerosi artisti e partner istituzionali di entrambi i Paesi, l’Anno Culturale Romania–Italia 2026 ha consolidato fortemente il dialogo culturale bilaterale, portando la cultura romena all'attenzione di una vasta platea di decine di migliaia di persone.
«Ripensando agli ultimi sei mesi, non vedo soltanto gli oltre cinquanta eventi organizzati in alcuni dei luoghi della cultura più emblematici d'Italia. Vedo numerosi artisti e partner istituzionali che hanno condiviso la medesima visione, centinaia di migliaia di persone che hanno scoperto la Romania attraverso il suo patrimonio, la sua creatività e i suoi valori europei, e vedo innumerevoli ponti di fiducia gettati tra le nostre società. È questo, in definitiva, il vero significato della diplomazia culturale: non la mera organizzazione di eventi, bensì la capacità di avvicinare i popoli attraverso ciò che custodiscono di più prezioso», ha dichiarato Gabriela Dancău, ambasciatore di Romania in Italia.
L’ambasciata di Romania in Italia ha espresso tramite la sua capo missione la profonda gratitudine al ministero della Cultura, al ministero degli Affari Esteri e a tutte le istituzioni partner romene e italiane, nonché agli artisti, ai collaboratori e al pubblico che hanno concorso al successo di questo ambizioso progetto. Le relazioni consolidate, i partenariati avviati e il dialogo generato attraverso la cultura costituiscono l'eredità più preziosa del semestre romeno dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026.
Fonte: Ambasciata














