Rinnovata disciplina del lavoro per dipendenti Rappresentanze Diplomatiche e Organismi Internazionali
19-03-2026 19:08 - Ambasciate
GD - Roma, 19 mar. 26 – Si è concluso al Ministero del Lavoro un passaggio atteso e significativo: la firma del rinnovo della disciplina nazionale che regola i rapporti di impiego del personale locale delle ambasciate e degli organismi Internazionali operanti in Italia. Un accordo che rappresenta non soltanto un aggiornamento normativo, ma un atto di responsabilità istituzionale verso lavoratrici e lavoratori che ogni giorno contribuiscono, spesso lontano dai riflettori, al funzionamento del dialogo internazionale del Paese.
Sottoscritto dai rappresentanti del Ministero del Lavoro, del Ministero degli Affari Esteri e dalle organizzazioni sindacali CEUQ , CGIL, CISL e UIL, l'accordo per il triennio 2026–2028 introduce elementi di tutela e innovazione che rafforzano i diritti e la dignità professionale del la categoria.
Tra le principali novità che la Ceuq ha con forza chiesto di inserire vi sono l'adeguamento dei minimi retributivi tabellari, che si inserisce nel solco dell'articolo 36 della Costituzione italiana, riaffermando il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente, in grado di garantire un'esistenza libera e dignitosa. Un intervento necessario, alla luce dell'erosione del potere d'acquisto che negli ultimi anni ha colpito in modo trasversale il mondo del lavoro.
Sul fronte dell'organizzazione lavorativa, il consolidamento del lavoro agile si sviluppa nel rispetto della normativa vigente, in particolare della Legge n. 81/2017, con un'attenzione rafforzata ai profili di sicurezza e riservatezza, imprescindibili nel contesto diplomatico. Si tratta di un equilibrio delicato tra innovazione e tutela dell'interesse nazionale, che trova in questo accordo una sintesi matura.
Importanti passi avanti anche sul piano del welfare e della tutela della salute, con l'estensione dei periodi di conservazione del posto in caso di malattia, in linea con i principi costituzionali sanciti dagli articoli 32 e 38, che riconoscono la salute come diritto fondamentale dell'individuo e garantiscono protezione sociale ai lavoratori.
Parallelamente, l'impegno sulla formazione continua risponde all'esigenza, sempre più centrale, di valorizzare le competenze e promuovere un comparto efficiente e qualificato.
"Con questa firma garantiamo certezza giuridica e dignità economica a una categoria di lavoratori fondamentale per il dialogo internazionale dell'Italia", ha dichiarato il presidente della Confederazione Ceuq, Pietro Di Tullio, congiuntamente alle altre sigle sindacali, evidenziando il valore non solo tecnico, ma profondamente umano dell'intesa raggiunta.
Tuttavia, accanto alla soddisfazione per il traguardo raggiunto, emerge con forza la consapevolezza che il percorso verso una piena tutela dei diritti non è ancora concluso. Il segretario generale di CEUQ Funzione Pubblica, Sergio Giangregorio, ha richiamato l'attenzione su una criticità ancora aperta: in diverse ambasciate e consolati il diritto di iscrizione sindacale risulta di fatto limitato, quando non ostacolato, in contrasto con i principi sanciti dall'articolo 39 della Costituzione e dalle convenzioni internazionali in materia di libertà sindacale.
Sulla stessa linea, Simone Gentile, segretario di FEDAE-CoDiAm CEUQ e unico rappresentante sindacale di categoria al tavolo negoziale, ha denunciato comportamenti ancora inaccettabili da parte di alcune rappresentanze estere e ha sollecitato un intervento deciso della Farnesina, affinché si faccia garante effettiva dei diritti dei lavoratori. Il tema sarà centrale nel prossimo confronto, che porterà alla attivazione dell'Osservatorio al Ministero degli Affari Esteri, con il compito di monitorare l'applicazione della disciplina e intervenire sulle eventuali criticità.
Il Consigliere della Farnesina, Alessandra Moschitta, ha assicurato che il ministero ha preso in seria considerazione le problematiche emerse, impegnandosi a promuovere ogni possibile azione di mediazione per garantire il rispetto dei diritti e la corretta applicazione delle norme.
Questo rinnovo rappresenta, dunque, un punto di equilibrio tra diritto, equità e responsabilità istituzionale, ma è anche un invito a non fermarsi, perché dietro ogni norma ci sono persone, e dietro ogni diritto riconosciuto c'è un passo avanti verso un lavoro più giusto, più sicuro, più umano, come si afferma in una nota.
Fonte: Redazione
Sottoscritto dai rappresentanti del Ministero del Lavoro, del Ministero degli Affari Esteri e dalle organizzazioni sindacali CEUQ , CGIL, CISL e UIL, l'accordo per il triennio 2026–2028 introduce elementi di tutela e innovazione che rafforzano i diritti e la dignità professionale del la categoria.
Tra le principali novità che la Ceuq ha con forza chiesto di inserire vi sono l'adeguamento dei minimi retributivi tabellari, che si inserisce nel solco dell'articolo 36 della Costituzione italiana, riaffermando il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente, in grado di garantire un'esistenza libera e dignitosa. Un intervento necessario, alla luce dell'erosione del potere d'acquisto che negli ultimi anni ha colpito in modo trasversale il mondo del lavoro.
Sul fronte dell'organizzazione lavorativa, il consolidamento del lavoro agile si sviluppa nel rispetto della normativa vigente, in particolare della Legge n. 81/2017, con un'attenzione rafforzata ai profili di sicurezza e riservatezza, imprescindibili nel contesto diplomatico. Si tratta di un equilibrio delicato tra innovazione e tutela dell'interesse nazionale, che trova in questo accordo una sintesi matura.
Importanti passi avanti anche sul piano del welfare e della tutela della salute, con l'estensione dei periodi di conservazione del posto in caso di malattia, in linea con i principi costituzionali sanciti dagli articoli 32 e 38, che riconoscono la salute come diritto fondamentale dell'individuo e garantiscono protezione sociale ai lavoratori.
Parallelamente, l'impegno sulla formazione continua risponde all'esigenza, sempre più centrale, di valorizzare le competenze e promuovere un comparto efficiente e qualificato.
"Con questa firma garantiamo certezza giuridica e dignità economica a una categoria di lavoratori fondamentale per il dialogo internazionale dell'Italia", ha dichiarato il presidente della Confederazione Ceuq, Pietro Di Tullio, congiuntamente alle altre sigle sindacali, evidenziando il valore non solo tecnico, ma profondamente umano dell'intesa raggiunta.
Tuttavia, accanto alla soddisfazione per il traguardo raggiunto, emerge con forza la consapevolezza che il percorso verso una piena tutela dei diritti non è ancora concluso. Il segretario generale di CEUQ Funzione Pubblica, Sergio Giangregorio, ha richiamato l'attenzione su una criticità ancora aperta: in diverse ambasciate e consolati il diritto di iscrizione sindacale risulta di fatto limitato, quando non ostacolato, in contrasto con i principi sanciti dall'articolo 39 della Costituzione e dalle convenzioni internazionali in materia di libertà sindacale.
Sulla stessa linea, Simone Gentile, segretario di FEDAE-CoDiAm CEUQ e unico rappresentante sindacale di categoria al tavolo negoziale, ha denunciato comportamenti ancora inaccettabili da parte di alcune rappresentanze estere e ha sollecitato un intervento deciso della Farnesina, affinché si faccia garante effettiva dei diritti dei lavoratori. Il tema sarà centrale nel prossimo confronto, che porterà alla attivazione dell'Osservatorio al Ministero degli Affari Esteri, con il compito di monitorare l'applicazione della disciplina e intervenire sulle eventuali criticità.
Il Consigliere della Farnesina, Alessandra Moschitta, ha assicurato che il ministero ha preso in seria considerazione le problematiche emerse, impegnandosi a promuovere ogni possibile azione di mediazione per garantire il rispetto dei diritti e la corretta applicazione delle norme.
Questo rinnovo rappresenta, dunque, un punto di equilibrio tra diritto, equità e responsabilità istituzionale, ma è anche un invito a non fermarsi, perché dietro ogni norma ci sono persone, e dietro ogni diritto riconosciuto c'è un passo avanti verso un lavoro più giusto, più sicuro, più umano, come si afferma in una nota.
Fonte: Redazione














