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Quirinale: Mattarella riceve Lee Jae Myung, presidente Repubblica di Corea

11-06-2026 13:14 - Persone
GD - Roma, 11 giu. 26 - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, in visita di Stato. I due Capi di Stato si sono intrattenuti a colloquio alla presenza delle delegazioni ufficiali.
Era presente il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani.
Nel suo intervento, il presidente Mattarella ha detto: «è stato un onore ed è un onore accogliere qui al Quirinale il Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung. Il Presidente Lee Jae Myung è una figura di riferimento - da quando è stato eletto - nel suo Paese, ma non soltanto nel suo Paese; e per l'Italia è un onore la sua presenza qui come testimonianza di amicizia, di interesse per sviluppare la nostra cooperazione.
I rapporti fra Corea e Italia sono sempre più stretti. Si sono consolidati, anno per anno, in tanti settori. Si basano, innanzitutto, su una profonda condivisione dei valori di riferimento, la democrazia, lo Stato di diritto, la legalità internazionale. E anche si basano su una lettura convergente di quanto accade nel mondo. Ne discendono sintonia politica, disponibilità a sviluppare commerci, collaborazioni economiche, sinergie nella difesa, nella ricerca scientifica e tecnologica, scambi culturali profondi tra i nostri Paesi e tra le società civili.
Questa tendenza, domani, in occasione dell'incontro del Presidente Lee con la Presidente del Consiglio, troverà un riconoscimento ulteriore perché verrà elevato il partenariato bilaterale a livello strategico speciale, e nell'attuazione di un piano d'azione congiunto al 2030.
Saranno anche firmate numerose intese, che ricoprono molti degli ambiti più importanti e avanzati della nostra collaborazione. Con il Presidente Lee abbiamo concordato che vi è un grande potenziale di accrescimento della nostra collaborazione; sul piano, anzitutto, dell'interscambio commerciale e della collaborazione fra i rispettivi sistemi produttivi.
I dati di oggi - che sono alti nell'interscambio e negli investimenti diretti - sono importanti, significativi, ma possono essere ulteriormente accresciuti.
L'Italia guarda con ammirazione all'eccellenza dell'industria coreana. In tanti settori sussistono condizioni di complementarietà, per i nostri sistemi produttivi, per sviluppare nuove collaborazioni industriali, che i nostri Paesi già hanno avviato, anche in settori di punta.
Abbiamo parlato dell'Intelligenza Artificiale, abbiamo parlato dei semiconduttori, abbiamo collaborazioni, ipotizzabili per sistemi complementari, dall'aerospazio alla green economy.
Per accrescere questa collaborazione, domani, il Presidente Lee, con il Vicepresidente del Consiglio Tajani, presiederà un Forum di alto livello tra imprese coreane e italiane.
Anche le relazioni culturali, cui attribuiamo entrambi grande importanza, sono intense. Come ha dimostrato il recente successo dell'anno dello scambio culturale tra Corea e Italia. Da diversi anni l'Italia accoglie e riceve una grande diffusione della cultura coreana nel cinema, nelle serie televisive, nella letteratura, nella musica. E i nostri giovani sono attratti da queste forme della cultura coreana.
Sono lieto che, tra due giorni, il Presidente Lee sarà a Firenze per visitare gli Uffizi e per l'intesa che sarà definita con la firma di cooperazione tra il Museo nazionale coreano e gli Uffizi di Firenze.
Abbiamo affrontato, anche, con il Presidente Lee, alcuni temi della situazione internazionale. Perché i nostri Paesi, Repubblica di Corea e Italia, condividono il medesimo approccio nell'affrontare sfide e minacce del nostro tempo.
Particolarmente importante è il legame che intercorre tra la Repubblica di Corea e l'Unione europea, che è stato consolidato di recente dall'incontro di vertice, con successo, svoltosi nei giorni scorsi a Bruxelles.
Il richiamo del Presidente Lee, un richiamo incessante, ripetuto, prezioso, con cui esprime un forte desiderio di pace e di sicurezza, anzitutto per la Penisola coreana, ma nell'intero mondo, è interamente condiviso dal nostro Paese.
Per quanto riguarda la Penisola coreana, auspichiamo la stabilizzazione, nel rispetto di quanto disposto e indicato dalle Nazioni Unite.
Condividiamo le posizioni e gli appelli di dialogo, di collaborazione che, in tutte le regioni interessate, il Presidente Lee propone, svolge e presenta. Condividiamo, in Italia, la convinzione che sia necessario mantenere l'Indo-Pacifico come spazio sicuro, libero, aperto. Aperto alla navigazione, aperto, ai commerci, come è interesse delle popolazioni di ogni parte.
Abbiamo parlato anche delle varie crisi che vi sono nel mondo che, come sappiamo, vanno dall'Ucraina al Medio Oriente, al Libano, a Gaza. Abbiamo parlato del sostegno all'Ucraina, abbiamo parlato dell'esigenza di raggiungere un punto che consenta una pace giusta e duratura.
Abbiamo parlato delle conseguenze che le crisi, nel mondo, comportano anche per i nostri Paesi, sul piano energetico, ma non soltanto su quello, e delle conseguenze che comportano per l'intera comunità internazionale, particolarmente per i Paesi più deboli sul piano alimentare.
Abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz, auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell'importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di Paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi, più impegnativi e ristretti, paralizzando l'intera rete di commercio internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli.
Abbiamo parlato del nostro comune impegno per il multilateralismo nella vita internazionale, nelle Nazioni Unite. Non a caso Corea e Italia sono impegnate nel peacekeeping, ampiamente.
Lo siamo anche in UNIFIL, con una presenza coraggiosa che ha dato grandi contributi finché vi è stata la possibilità negli anni passati e che siamo sempre disposti a fornire, nell'ambito Nazioni Unite, e ovunque vi siano crisi e richieste di collaborazione per la pace. Perché è questo l'obiettivo che coltivano insieme Corea e Italia.
Abbiamo, quindi, una visione comune della vita internazionale, che auspichiamo sempre collegata a regole rispettate, condivise, che consentano alle popolazioni di guardare al futuro con serenità.
Il Presidente Lee, quando ha assunto il suo incarico, si è rivolto ai suoi concittadini argomentando che nonostante la pace costi così tanto, nessuna guerra è migliore della pace. Ha aggiunto di una pace che non richiede combattimenti è la forma più sicura di sicurezza. Condivido queste parole, questi concetti li condivido, vorrei sottoscriverli.
Il suo pensiero, Presidente, è pienamente apprezzato e condiviso dal nostro Paese», ha concluso Mattarella.


Fonte: Quirinale