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Quirinale: da Mattarella partecipanti a Seminario di Venezia Stampa Britannica

15-01-2026 17:46 - Ambasciate
GD - Roma, 15 gen. 26 - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.
Nel corso dell'incontro sono intervenuti l'Ambasciatore d'Italia a Londra, Inigo Lambertini, il Decano dei giornalisti britannici, Robert Fox, e la Direttrice dell'Associazione Stampa Estera, Deborah Bonetti.
Al termine, il presidente Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti.
«È un piacere accogliervi in questo Palazzo in occasione della trentesima edizione del Seminario di Venezia.
Desidero ringraziare anche io l'ambasciatore Lambertini e i suoi collaboratori per l'impegno che rende possibile l'organizzazione del Vostro Seminario. Da tre decenni costituisce un importante momento di scambio tra qualificati esponenti delle pubbliche opinioni del Regno Unito e d'Italia, contribuendo in maniera significativa al dialogo tra i nostri due Paesi.
I rapporti culturali, politici, economici tra Londra e Roma sono di lunga data e tante volte è stato possibile lavorare su obiettivi convergenti.
La comune appartenenza alla civiltà europea, del resto, non può subire indebolimenti o rimozioni.
È emerso con evidenza in occasione della visita di Stato effettuata lo scorso anno dalle Loro Maestà, il Re e la Regina del Regno Unito, una visita che ha rivestito grande e concreto significato.
Il Seminario di Venezia ha saputo inserirsi nello storico e proficuo rapporto tra Regno Unito e Italia, e la sua trentennale attività ne manifesta l'efficacia quale spazio di dialogo privilegiato, che pone a confronto due scuole e due esperienze di giornalismo.
Il Regno Unito ha ricoperto un ruolo fondamentale nella nascita del giornalismo moderno, rappresentando, sovente, un esempio di professionalità, di indipendenza, di imparzialità.
Il giornalismo libero è antidoto contro gli abusi, contro manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne, consentendo la possibilità di formarsi un'opinione indipendente, basata su rigorosa rappresentazione dei fatti.
Ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato.
Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene - le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni - è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall'inizio, ha tentato di bloccare l'accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie.
Si tratta soltanto dell'ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l'oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l'accesso.
Un impegno, quello del giornalismo, di verità e di libertà, che viene spesso pagato a caro prezzo. Nel 2025 - come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti - oltre 120 giornalisti e operatori dell'informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza.
I temi che tratterete nei prossimi giorni, che poc'anzi sono stati illustrati, rivestono rilievo particolare per l'affermazione dei principi che ispirano un giornalismo libero e indipendente, consapevole dei suoi doveri verso i singoli cittadini e verso la pubblica opinione.
Penso al panel sul ruolo geopolitico di reti di comunicazione e infrastrutture critiche, a quello sulla Intelligenza Artificiale. Temi che, al di là del rapporto bilaterale, affrontano sfide universali, nutrendosi del contributo di idee che certamente emerge nel confronto bilaterale.
I temi della libertà di informazione si nutrono anche delle regole con cui la comunità internazionale definisce i suoi profili.
A questo riguardo è, certamente, di grande valore che l'Unione Europea abbia voluto definire - con il Regolamento europeo sulla libertà dei media - un importante contributo in questa direzione.
Rinnovo ai nostri ospiti il benvenuto in Italia e rivolgo, a tutti i partecipanti, gli auguri di successo dei lavori del Seminario. Auguri!», ha concluso il presidente Mattarella.

Fonte: Quirinale