Progetto "Juntos": cooperazione Polizia con 6 Paesi America Latina
19-09-2026 20:33 - Persone
GD - Roma, 19 set. 26 - Progetto "Juntos" per la cooperazione internazionale di Polizia con sei Paesi dell’America latina.
Si è tenuta alla Scuola superiore di Polizia di Roma la conferenza di lancio del progetto Juntos, alla presenza del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani. L'iniziativa realizzata dalla Polizia di Stato e dall’IILA Organizzazione Internazionale italo-latino americana, con il sostegno del ministero degli Affari Esteri e rafforza la cooperazione internazionale di Polizia tra Italia e sei Paesi dell’America latina.
Il progetto, che ha durata biennale, è rivolto ad Argentina, Brasile, Cile e Colombia, come Paesi beneficiari, ed Ecuador e Perù in qualità di Paesi osservatori e punta a consolidare la cooperazione internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, ai fenomeni connessi all’immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani, al cybercrime e alla pedopornografia.
Alla conferenza hanno presenziato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Capo della Polizia Direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani, il Segretario generale dell’IILA Giorgio Silli e il Segretario generale del ministero degli Affari Esteri, amb. Riccardo Guariglia, i Capi delle missioni diplomatiche in Italia e i delegati delle Forze di polizia dei Paesi beneficiari e osservatori del Progetto unitamente ai rappresentanti di UNODC, UNICRI, INTERPOL, IDLO e dell’Organizzazione degli Stati Americani.
Nel suo intervento il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato che: “il progetto ‘Juntos’, avviato oggi, testimonia la volontà dell’Italia e dei Paesi dell’America latina di avanzare uniti, con l’obiettivo di consolidare strumenti comuni per affrontare fenomeni criminali sempre più complessi e in continua evoluzione. Un’iniziativa che ci consentirà di mettere a sistema l’esperienza italiana e che contribuirà a rafforzare la cooperazione internazionale tra le nostre Forze di polizia e quelle di Argentina, Brasile, Cile e Colombia, Paesi beneficiari, nonché di Ecuador e Perù, in qualità di osservatori. Perché solo camminando insieme possiamo costruire un futuro più sicuro”.
Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha fatto pervenire un messaggio con cui ha evidenziato quanto il programma “Juntos” sia cruciale per rafforzare la collaborazione con i Paesi partner dell’America latina nel contrasto alle minacce criminali transnazionali. "L’America latina è una regione strategica e prioritaria per il Governo, con cui vogliamo rafforzare sempre di più il nostro partenariato", ha affermato Tajani; “il programma “Juntos” assume un valore strategico perché senza sicurezza non c’è crescita. La criminalità organizzata transnazionale non conosce frontiere e, se le organizzazioni criminali cooperano oltre i confini, gli Stati devono saper collaborare con ancora maggiore efficacia e continuità”.
Il ministro Tajani ha sottolineato che: "la diplomazia giuridica e della sicurezza è un pilastro centrale della nostra politica estera. L’Italia mette a disposizione dei suoi partner un saper fare unico costruito anche attraverso le pagine più dolorose della nostra storia. È l’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
Accanto ai programmi affidati all’arma dei Carabinieri e alla Guardia di finanza, con “Juntos” entra in questo grande impegno anche la Polizia di Stato, con il suo straordinario patrimonio di professionalità. Con un grande gioco di squadra tra Farnesina, ministero dell’Interno e IILA, “Juntos” mette in campo competenze diverse e le condivide con le Polizie di Argentina, Brasile, Cile e Colombia e, come Paesi osservatori, Ecuador e Perù".
Il Capo della Polizia, Direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani, ha evidenziato che il progetto Juntos, promosso dal ministero degli Esteri e dal Dipartimento della pubblica sicurezza, ha consentito di esportare nel mondo un modello consolidato di diplomazia giuridica vincente, sia sotto l’aspetto della capacità operativa che normativa in ambito di lotta al crimine organizzato.
Il progetto rappresenta una strategia di cooperazione internazionale con i paesi del Sud America, necessaria per la lotta ai fenomeni criminali che ormai superano le frontiere europee, diventando sempre di più crimini transizionali a livello mondiale. Il coordinamento operativo delle Forze di polizia, che viene svolto dal Dipartimento della pubblica sicurezza, consente di mettere in campo l'operatività delle tre distinte Forze di polizia che operano nel settore.
Il momento politico di alto livello è stato seguito da due sessioni tecniche dedicate al dibattito e al confronto. È emersa con chiarezza la centralità di un approccio unitario e integrato per contrastare fenomeni criminali sempre più evoluti, mutevoli e interconnessi, oggi accelerati dal progresso tecnologico e dalla crescente disponibilità di strumenti digitali.
È proprio a partire da questa visione comune che il progetto, concepito attraverso l’expertise maturata dall’Italia nel contrasto ai fenomeni criminali, intende valorizzare la vicinanza storica tra i Paesi e le rispettive Forze di polizia, fondata su comuni radici culturali e tradizioni giuridiche, proiettando questo patrimonio verso le sfide della sicurezza attuali ed emergenti.
Con l'avvio di oggi, il progetto entra nel vivo di un’intensa programmazione di attività che inizierà la prossima settimana con due missioni tecniche per la valutazione dei fabbisogni formativi nei Paesi beneficiari. Seguiranno tre corsi di formazione in Argentina, Brasile, Cile e Colombia, aperti anche alla partecipazione dei Paesi osservatori, tre stage applicativi in Italia e quattro attività di consulenza tecnica. Il percorso si concluderà con una conferenza finale dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti e delle prospettive future.
Si è tenuta alla Scuola superiore di Polizia di Roma la conferenza di lancio del progetto Juntos, alla presenza del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani. L'iniziativa realizzata dalla Polizia di Stato e dall’IILA Organizzazione Internazionale italo-latino americana, con il sostegno del ministero degli Affari Esteri e rafforza la cooperazione internazionale di Polizia tra Italia e sei Paesi dell’America latina.
Il progetto, che ha durata biennale, è rivolto ad Argentina, Brasile, Cile e Colombia, come Paesi beneficiari, ed Ecuador e Perù in qualità di Paesi osservatori e punta a consolidare la cooperazione internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, ai fenomeni connessi all’immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani, al cybercrime e alla pedopornografia.
Alla conferenza hanno presenziato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Capo della Polizia Direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani, il Segretario generale dell’IILA Giorgio Silli e il Segretario generale del ministero degli Affari Esteri, amb. Riccardo Guariglia, i Capi delle missioni diplomatiche in Italia e i delegati delle Forze di polizia dei Paesi beneficiari e osservatori del Progetto unitamente ai rappresentanti di UNODC, UNICRI, INTERPOL, IDLO e dell’Organizzazione degli Stati Americani.
Nel suo intervento il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato che: “il progetto ‘Juntos’, avviato oggi, testimonia la volontà dell’Italia e dei Paesi dell’America latina di avanzare uniti, con l’obiettivo di consolidare strumenti comuni per affrontare fenomeni criminali sempre più complessi e in continua evoluzione. Un’iniziativa che ci consentirà di mettere a sistema l’esperienza italiana e che contribuirà a rafforzare la cooperazione internazionale tra le nostre Forze di polizia e quelle di Argentina, Brasile, Cile e Colombia, Paesi beneficiari, nonché di Ecuador e Perù, in qualità di osservatori. Perché solo camminando insieme possiamo costruire un futuro più sicuro”.
Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha fatto pervenire un messaggio con cui ha evidenziato quanto il programma “Juntos” sia cruciale per rafforzare la collaborazione con i Paesi partner dell’America latina nel contrasto alle minacce criminali transnazionali. "L’America latina è una regione strategica e prioritaria per il Governo, con cui vogliamo rafforzare sempre di più il nostro partenariato", ha affermato Tajani; “il programma “Juntos” assume un valore strategico perché senza sicurezza non c’è crescita. La criminalità organizzata transnazionale non conosce frontiere e, se le organizzazioni criminali cooperano oltre i confini, gli Stati devono saper collaborare con ancora maggiore efficacia e continuità”.
Il ministro Tajani ha sottolineato che: "la diplomazia giuridica e della sicurezza è un pilastro centrale della nostra politica estera. L’Italia mette a disposizione dei suoi partner un saper fare unico costruito anche attraverso le pagine più dolorose della nostra storia. È l’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
Accanto ai programmi affidati all’arma dei Carabinieri e alla Guardia di finanza, con “Juntos” entra in questo grande impegno anche la Polizia di Stato, con il suo straordinario patrimonio di professionalità. Con un grande gioco di squadra tra Farnesina, ministero dell’Interno e IILA, “Juntos” mette in campo competenze diverse e le condivide con le Polizie di Argentina, Brasile, Cile e Colombia e, come Paesi osservatori, Ecuador e Perù".
Il Capo della Polizia, Direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani, ha evidenziato che il progetto Juntos, promosso dal ministero degli Esteri e dal Dipartimento della pubblica sicurezza, ha consentito di esportare nel mondo un modello consolidato di diplomazia giuridica vincente, sia sotto l’aspetto della capacità operativa che normativa in ambito di lotta al crimine organizzato.
Il progetto rappresenta una strategia di cooperazione internazionale con i paesi del Sud America, necessaria per la lotta ai fenomeni criminali che ormai superano le frontiere europee, diventando sempre di più crimini transizionali a livello mondiale. Il coordinamento operativo delle Forze di polizia, che viene svolto dal Dipartimento della pubblica sicurezza, consente di mettere in campo l'operatività delle tre distinte Forze di polizia che operano nel settore.
Il momento politico di alto livello è stato seguito da due sessioni tecniche dedicate al dibattito e al confronto. È emersa con chiarezza la centralità di un approccio unitario e integrato per contrastare fenomeni criminali sempre più evoluti, mutevoli e interconnessi, oggi accelerati dal progresso tecnologico e dalla crescente disponibilità di strumenti digitali.
È proprio a partire da questa visione comune che il progetto, concepito attraverso l’expertise maturata dall’Italia nel contrasto ai fenomeni criminali, intende valorizzare la vicinanza storica tra i Paesi e le rispettive Forze di polizia, fondata su comuni radici culturali e tradizioni giuridiche, proiettando questo patrimonio verso le sfide della sicurezza attuali ed emergenti.
Con l'avvio di oggi, il progetto entra nel vivo di un’intensa programmazione di attività che inizierà la prossima settimana con due missioni tecniche per la valutazione dei fabbisogni formativi nei Paesi beneficiari. Seguiranno tre corsi di formazione in Argentina, Brasile, Cile e Colombia, aperti anche alla partecipazione dei Paesi osservatori, tre stage applicativi in Italia e quattro attività di consulenza tecnica. Il percorso si concluderà con una conferenza finale dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti e delle prospettive future.
Fonte: Ministero dell’Interno














