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Presentato al Circolo degli Esteri libro “La diplomazia della rissa”

05-02-2026 11:54 - Ambasciate
GD - Roma, 5 feb. 26 - È un'eloquente “mappa del nuovo disordine mondiale” - crisi del rapporto transatlantico, fine del multilateralismo, ritorno del protezionismo, Europa al bivio tra unione o decadenza, sfida tra democrazie e autocrazie - a chiudere il libro ”La diplomazia della rissa”, edito da FrancoAngeli, presentato alCircolo degli Esteri da due dei tre autori, i giornalisti Stefano Polli, già vicedirettore dell'ANSA, Antonio Picasso e Renato Vichi, per i quali la diplomazia “tossica”
imperante ha una precisa data di nascita: “il 28 febbraio 2025, il giorno in cui alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato preso “a pesci in faccia” dall'amministrazione Trump”, ha precisato Polli nel suo intervento. Da allora, infatti, tutto è cambiato nella diplomazia. Nel linguaggio e nella sostanza. E, come mostra la “mappa”, non certo in meglio.
Prima dell'avvento della ‘diplomazia della rissa' i toni delle comunicazioni diplomatiche si limitavano essenzialmente ad accompagnare i fatti, “la notizia, se c'era, stava tutta nel significato delle parole", ha annotato l'amb. Giampiero Massolo nella prefazione. "La parola è l'essenza stessa dell' arte della diplomazia, Oggi questa realtà si è ribaltata, e gli effetti sono sotto i nostri occhi. La parola, da strumento di comunicazione (e dialogo), diventa strumento di contrapposizione”. Bisogna lavorare per “restituire valore al linguaggio diplomatico e restituirgli la dignità di strumento per costruire fiducia anziché disseminare paura”.
Il linguaggio deriva anche dagli strumenti che usiamo, e le nuove tecnologie, ha constatato l'amb. Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina, possono avere effetti devastanti. Le notizia, le parole, viaggiano a una velocità sempre superiore, non c'è il tempo per riflettere e valutare. I messaggi sempre più brevi richiedono sintesi che a loro volta necessitano di una grande professionalità. Su social, da X fino a Instagram, i messaggi sono spesso slogan.
Si tratta di una “diplomazia tossica”, che però “non è figlia solo dell'imbarbarimento della politica che la esprime.
Per Giorgio Bartolomucci, fondatore e direttore generale del Festival della democrazia, è “una scelta deliberata, la negazione dell'altro, fatta per definire il proprio potere, perché la rissa può creare spazi nuovi e legittimare chi parla”.
Alla presentazione del libro - moderata dall'amb. Daniele Verga, vicepresidente dell'Assdiplar Associazione dei diplomatici a riposo - ha partecipato un folto pubblico di ex diplomatici che ha gremito la sala conferenze del Circolo. Ne è seguito un ampio dibattito sui cambiamenti geopolitici e di linguaggio diplomatico in atto con i giornalisti autori del libro presenti, entrambi specialisti di politica internazionale. Stefano Polli, una vita all'Ansa, è l'unico giornalista italiano ad aver intervistato Vladimir Putin dall'inizio della guerra in Ucraina. Antonio Picasso fa comunicazione d'impresa e istituzionale.

Carlo Rebecchi

Fonte: Carlo Rebecchi