Norvegia: conclusa campagna ricerca scientifica “High North 25” in Artico
29-08-2025 16:07 - Ambasciate
GD - Tromsø, 29 ago. 25 - L'ambasciatore d'Italia in Norvegia, Stefano Nicoletti, è stato accolto oggi a bordo di nave “Alliance” dal comandante, il Capitano di Fregata Ottavio Patulli, di ritorno dalla campagna di ricerca scientifica in Artico “High North25”.
Fonte: Ambasciata
L'unità navale si trova attualmente ormeggiata nel porto di Tromsø, la principale città della Norvegia settentrionale, situata oltre il Circolo Polare Artico. L'amb. Nicoletti ha colto l'occasione per salutare l'equipaggio, il personale specialista dell'Istituto Idrografico della Marina e ricercatori civili afferenti ai principali Enti di ricerca Nazionali.
Nave “Alliance”, unità di ricerca della NATO ed equipaggiata e condotta dalla Marina Militare dal 2017, è salpata da Tromsø il 4 agosto scorso per dirigere verso l'Arcipelago delle Svalbard. Un'importante novità dell'edizione 2025 della Campagna è il progetto ICE BLUE dell'Agenzia Spaziale Italiana ASI, in partnership con l'Istituto Italiano di Tecnologia, l'Università di Firenze, l'Università degli Studi di Milano, l'Università Cattolica e l'Università La Sapienza di Roma, con l'obiettivo principale, oltre allo studio del settore marino nell'Oceano Artico, di migliorare la comprensione degli effetti fisiologici e psicologici che l'isolamento e il confinamento hanno sugli equipaggi che operano in ambienti estremi, come anche gli astronauti e i sommergibilisti.
Nave “Alliance”, unità di ricerca della NATO ed equipaggiata e condotta dalla Marina Militare dal 2017, è salpata da Tromsø il 4 agosto scorso per dirigere verso l'Arcipelago delle Svalbard. Un'importante novità dell'edizione 2025 della Campagna è il progetto ICE BLUE dell'Agenzia Spaziale Italiana ASI, in partnership con l'Istituto Italiano di Tecnologia, l'Università di Firenze, l'Università degli Studi di Milano, l'Università Cattolica e l'Università La Sapienza di Roma, con l'obiettivo principale, oltre allo studio del settore marino nell'Oceano Artico, di migliorare la comprensione degli effetti fisiologici e psicologici che l'isolamento e il confinamento hanno sugli equipaggi che operano in ambienti estremi, come anche gli astronauti e i sommergibilisti.
Durante la missione sono stati inoltre raccolti campioni e sedimenti di fondale marino al fine di migliorare la comprensione della vita in ambienti terrestri estremi, simili a quelli presenti su altri pianeti.
La navigazione, che si presenta spesso difficile e insidiosa, e le attività di ricerca sono state agevolate dai dati forniti dai radar satellitari a orbita polare COSMO-SkyMed del provider e-GEOS, con cui l'Istituito Idrografico della Marina Militare collabora da diversi da anni. Ciò ha permesso a nave “Alliance” di segnare un nuovo record per il secondo anno consecutivo. Il 20 agosto, infatti, la prua della nave ha raggiunto gli 82° 18.729' N, segnando il punto più settentrionale mai toccato dalla Marina Militare italiana.
La navigazione, che si presenta spesso difficile e insidiosa, e le attività di ricerca sono state agevolate dai dati forniti dai radar satellitari a orbita polare COSMO-SkyMed del provider e-GEOS, con cui l'Istituito Idrografico della Marina Militare collabora da diversi da anni. Ciò ha permesso a nave “Alliance” di segnare un nuovo record per il secondo anno consecutivo. Il 20 agosto, infatti, la prua della nave ha raggiunto gli 82° 18.729' N, segnando il punto più settentrionale mai toccato dalla Marina Militare italiana.
“Poiché l'Artico rappresenta sempre più uno snodo critico sia per gli scambi commerciali che per la sicurezza globale e gli interessi geopolitici, in ragione dello scioglimento della calotta polare e dell'apertura di nuove rotte marittime, la presenza qui di nave ‘Alliance' non ha solamente un ruolo di supporto delle attività di ricerca, ma aiuta la Marina Militare a comprendere meglio i cambiamenti che la stanno interessando”, ha spiegato ancora l'amb. Nicoletti da bordo della nave.
“Non dimentichiamo che l'Italia è Paese membro osservatore del Consiglio Artico dal 2013 e possiede una strategia per l'Artico dal 2015. E non è un caso che la campagna High North abbia preso il via vent'anni dopo l'inaugurazione della stazione artica ‘Dirigibile Italia' del CNR alle isole Svalbard, un avamposto importante per la ricerca climatica e metereologica. L'interesse del nostro Paese per l'Artico, del resto, non è cosa recente: già a fine Ottocento il Duca degli Abruzzi si era imbarcato a bordo della Stella Polare per raggiungere il lontano nord”.
“Il programma di ricerca High North della Marina Militare testimonia la capacità di spingersi oltre i limiti geografici e operativi tradizionali e rappresenta un successo per la ricerca e la cooperazione tra Istituzioni”, ha spiegato il comandante Ottavio Patulli.
“L'impresa è stata resa possibile grazie alla sinergia tra l'equipaggio di Nave ‘Alliance', l'Istituto Idrografico della Marina e i numerosi enti partner imbarcati – tra cui CNR, ENEA, ISS, l'Università di Genova – che hanno unito competenze, professionalità e tecnologie per raggiungere obiettivi comuni. La Marina Militare, con nave ‘Alliance', ha dimostrato ancora una volta la capacità di mettere la propria esperienza marittima al servizio della ricerca e della comunità scientifica, rafforzando il legame tra dimensione operativa e conoscenza”.
“Non dimentichiamo che l'Italia è Paese membro osservatore del Consiglio Artico dal 2013 e possiede una strategia per l'Artico dal 2015. E non è un caso che la campagna High North abbia preso il via vent'anni dopo l'inaugurazione della stazione artica ‘Dirigibile Italia' del CNR alle isole Svalbard, un avamposto importante per la ricerca climatica e metereologica. L'interesse del nostro Paese per l'Artico, del resto, non è cosa recente: già a fine Ottocento il Duca degli Abruzzi si era imbarcato a bordo della Stella Polare per raggiungere il lontano nord”.
“Il programma di ricerca High North della Marina Militare testimonia la capacità di spingersi oltre i limiti geografici e operativi tradizionali e rappresenta un successo per la ricerca e la cooperazione tra Istituzioni”, ha spiegato il comandante Ottavio Patulli.
“L'impresa è stata resa possibile grazie alla sinergia tra l'equipaggio di Nave ‘Alliance', l'Istituto Idrografico della Marina e i numerosi enti partner imbarcati – tra cui CNR, ENEA, ISS, l'Università di Genova – che hanno unito competenze, professionalità e tecnologie per raggiungere obiettivi comuni. La Marina Militare, con nave ‘Alliance', ha dimostrato ancora una volta la capacità di mettere la propria esperienza marittima al servizio della ricerca e della comunità scientifica, rafforzando il legame tra dimensione operativa e conoscenza”.
Fonte: Ambasciata