Nigeria: implicazioni geopolitiche delle elezioni del 2027
19-02-2026 13:58 - Opinioni
GD - Roma, 19 feb. 26 - La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente della Nigeria INEC ha definito il calendario delle prossime consultazioni elettorali. Salvo eventuali modifiche dell’ultima ora, la data ufficialmente prevista per le elezioni generali (Presidenza, Senato e Camera), ratificata in legge dal presidente Tinubu, resta fissata per il 20 febbraio 2027.
La consultazione elettorale rappresenta un momento di rilevanza strategica, con potenziali ripercussioni sugli equilibri politici ed economici che superano la sfera nazionale ma influenzano direttamente i rapporti con il vecchio continente.
Infatti, la centralità dell’appuntamento elettorale è proporzionata al peso strutturale del Paese nel contesto africano e globale. La Nigeria rappresenta la terza economia del continente e lo Stato più popoloso dell’Africa, con circa 230 milioni di abitanti e prospettive demografiche in costante espansione. Tali elementi ne consolidano il ruolo di attore imprescindibile nei processi regionali e ne fanno un interlocutore di primaria importanza per le principali potenze internazionali. In questa prospettiva, possono individuarsi quattro dimensioni che conferiscono alla competizione una marcata rilevanza internazionale geopolitica.
In primo luogo, rileva la questione della leadership regionale e della funzione che la Nigeria è chiamata a svolgere quale democrazia di riferimento nell’Africa Occidentale. Lo svolgimento di elezioni credibili, democratiche e pacifiche costituisce un segnale significativo per numerosi Stati dell’area, in particolare del Sahel, caratterizzati da fragilità istituzionali e ricorrenti svolte autoritarie.
La legittimazione del potere attraverso il consenso popolare, espresso mediante procedure elettorali trasparenti e realmente competitive, rimane un presupposto essenziale per garantire stabilità politica, responsabilità economica e sviluppo sostenibile in tutta l’area.
In secondo luogo, la gestione della competizione elettorale e della successiva transizione di potere produce certamente effetti extraterritoriali. La Nigeria costituisce, nel bene e nel male, un caso di studio per numerosi ordinamenti del continente. Le modalità con cui saranno affrontate tensioni post-elettorali, successivi contenziosi e i relativi passaggi istituzionali possono contribuire a consolidare o a indebolire gli standard democratici, influenzando aspettative e prassi in altri contesti regionali dove paesi autoritari hanno la possibilità di intensificare i propri interessi nell’area.
Sotto il profilo socioeconomico, il processo elettorale si intreccia in maniera significativa con la coesione interna e con la performance macroeconomica del Paese. Le fasi di incertezza politica possono incidere sulla stabilità finanziaria, sulla fiducia degli investitori e sulle dinamiche dei mercati, soprattutto in considerazione del ruolo centrale della Nigeria nel commercio regionale e nell’approvvigionamento energetico globale.
La competizione politica può attenuare o accentuare fratture etniche, religiose e territoriali, con conseguenze sulla sicurezza interna e sulla percezione internazionale del così detto rischio Paese. In tale contesto, assume rilievo la dimensione migratoria. Un eventuale deterioramento delle condizioni macroeconomiche può incentivare flussi migratori in uscita, sia verso i Paesi limitrofi sia lungo le rotte che conducono all’Europa.
L’immigrazione irregolare rappresenta, in questo senso, una delicata conseguenza indiretta delle dinamiche interne nigeriane, con implicazioni sociali per l’Unione Europea. La credibilità e la trasparenza del processo elettorale con il consolidamento istituzionale di uno Stato di diritto assumono una valenza strategica non soltanto per la Nigeria, ma anche per l’equilibrio tra Africa ed Europa.
Infine, la dimensione propriamente politica assume un’importanza determinante. Tradizionalmente orientata verso l’Occidente, la Nigeria occupa una posizione cardine nella diplomazia continentale e nell’architettura della sicurezza regionale. L’esito delle elezioni potrebbe influenzare in modo significativo la qualità delle relazioni con le istituzioni internazionali, incidendo sulla continuità degli accordi in materia di antiterrorismo (specie nel Lago Ciad, nel Golfo di Guinea o sulle attività di intelligence nell’area). La legittimità politica nigeriana costituisce, quindi, un presupposto essenziale per il mantenimento ma soprattutto del rafforzamento di tali accordi per i partner occidentali. Eventuali irregolarità potrebbero ridurre la credibilità del Paese, comprimere la cooperazione e favorire l’espansione di influenze esterne concorrenti, tra cui quelle russe e cinesi, già molto radicate nella regione. Una transizione ordinata e trasparente rafforzerebbe l’immagine della Nigeria quale attore stabile e affidabile. Al contrario, eventuali disordini o brogli rischierebbero di compromettere la fiducia internazionale, con effetti che si ripercuoterebbero, come visto in altre località africane, oltre la sfera domestica del Paese.
Avv. Lorenzo Coronati
Esperto di rischio politico, governance aziendale e dell’area Africa Occidentale
Fonte: Lorenzo Coronati
La consultazione elettorale rappresenta un momento di rilevanza strategica, con potenziali ripercussioni sugli equilibri politici ed economici che superano la sfera nazionale ma influenzano direttamente i rapporti con il vecchio continente.
Infatti, la centralità dell’appuntamento elettorale è proporzionata al peso strutturale del Paese nel contesto africano e globale. La Nigeria rappresenta la terza economia del continente e lo Stato più popoloso dell’Africa, con circa 230 milioni di abitanti e prospettive demografiche in costante espansione. Tali elementi ne consolidano il ruolo di attore imprescindibile nei processi regionali e ne fanno un interlocutore di primaria importanza per le principali potenze internazionali. In questa prospettiva, possono individuarsi quattro dimensioni che conferiscono alla competizione una marcata rilevanza internazionale geopolitica.
In primo luogo, rileva la questione della leadership regionale e della funzione che la Nigeria è chiamata a svolgere quale democrazia di riferimento nell’Africa Occidentale. Lo svolgimento di elezioni credibili, democratiche e pacifiche costituisce un segnale significativo per numerosi Stati dell’area, in particolare del Sahel, caratterizzati da fragilità istituzionali e ricorrenti svolte autoritarie.
La legittimazione del potere attraverso il consenso popolare, espresso mediante procedure elettorali trasparenti e realmente competitive, rimane un presupposto essenziale per garantire stabilità politica, responsabilità economica e sviluppo sostenibile in tutta l’area.
In secondo luogo, la gestione della competizione elettorale e della successiva transizione di potere produce certamente effetti extraterritoriali. La Nigeria costituisce, nel bene e nel male, un caso di studio per numerosi ordinamenti del continente. Le modalità con cui saranno affrontate tensioni post-elettorali, successivi contenziosi e i relativi passaggi istituzionali possono contribuire a consolidare o a indebolire gli standard democratici, influenzando aspettative e prassi in altri contesti regionali dove paesi autoritari hanno la possibilità di intensificare i propri interessi nell’area.
Sotto il profilo socioeconomico, il processo elettorale si intreccia in maniera significativa con la coesione interna e con la performance macroeconomica del Paese. Le fasi di incertezza politica possono incidere sulla stabilità finanziaria, sulla fiducia degli investitori e sulle dinamiche dei mercati, soprattutto in considerazione del ruolo centrale della Nigeria nel commercio regionale e nell’approvvigionamento energetico globale.
La competizione politica può attenuare o accentuare fratture etniche, religiose e territoriali, con conseguenze sulla sicurezza interna e sulla percezione internazionale del così detto rischio Paese. In tale contesto, assume rilievo la dimensione migratoria. Un eventuale deterioramento delle condizioni macroeconomiche può incentivare flussi migratori in uscita, sia verso i Paesi limitrofi sia lungo le rotte che conducono all’Europa.
L’immigrazione irregolare rappresenta, in questo senso, una delicata conseguenza indiretta delle dinamiche interne nigeriane, con implicazioni sociali per l’Unione Europea. La credibilità e la trasparenza del processo elettorale con il consolidamento istituzionale di uno Stato di diritto assumono una valenza strategica non soltanto per la Nigeria, ma anche per l’equilibrio tra Africa ed Europa.
Infine, la dimensione propriamente politica assume un’importanza determinante. Tradizionalmente orientata verso l’Occidente, la Nigeria occupa una posizione cardine nella diplomazia continentale e nell’architettura della sicurezza regionale. L’esito delle elezioni potrebbe influenzare in modo significativo la qualità delle relazioni con le istituzioni internazionali, incidendo sulla continuità degli accordi in materia di antiterrorismo (specie nel Lago Ciad, nel Golfo di Guinea o sulle attività di intelligence nell’area). La legittimità politica nigeriana costituisce, quindi, un presupposto essenziale per il mantenimento ma soprattutto del rafforzamento di tali accordi per i partner occidentali. Eventuali irregolarità potrebbero ridurre la credibilità del Paese, comprimere la cooperazione e favorire l’espansione di influenze esterne concorrenti, tra cui quelle russe e cinesi, già molto radicate nella regione. Una transizione ordinata e trasparente rafforzerebbe l’immagine della Nigeria quale attore stabile e affidabile. Al contrario, eventuali disordini o brogli rischierebbero di compromettere la fiducia internazionale, con effetti che si ripercuoterebbero, come visto in altre località africane, oltre la sfera domestica del Paese.
Avv. Lorenzo Coronati
Esperto di rischio politico, governance aziendale e dell’area Africa Occidentale
Fonte: Lorenzo Coronati














