26 Febbraio 2021
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Nell'anno del Bufalo Cina diventa maggiore potenza industriale al mondo

05-02-2021 17:50 - Opinioni
GD - Pechino, 5 feb. 21 - Alla vigilia del Capodanno cinese nell’anno del Bufalo, il Paese del Drago miete incredibili ed inarrestabili successi. Gli ultimi dati del FMI confermano la vertiginosa ascesa della Cina come potenza industriale, assegnandole un aumento di PIL del +6,1% nel 2019, del +1,2% nel 2020 e con una previsione del +9,2% nel 2021 (gli USA, rispettivamente +2,3%, -5,9% e +4.7%).
Quindi, si può affermare che la Cina, grazie anche alla pandemia, ha acquisito il ruolo di principale potenza industriale al mondo in termini di produzione. Ma vediamo di analizzare alcuni motivi di questa performance compendiando i giudizi di molti esperti e studiosi di note università europee e americane.
Punto primo la Cina aderisce al socialismo, ma non esclude il capitalismo, quindi la sua economia non è né un’economia di proprietà pubblica né un'economia di mercato. Poi gli 1,4 miliardi di residenti sono estremamente coesi e reagiscono unanimemente ad “infiltrazioni” di mercato. La Cina vuole e può fare tutto ciò che ritiene importante, e non c'è nulla di impossibile, perché è in grado di utilizzare le proprie risorse finanziarie, umane e materiali senza problemi.
Inoltre è una nazione “giovane”; l’età media dei manager cinesi è di 39,4 anni. La Cina ha il sistema industriale più completo al mondo, non ha necessità di rivolgersi all’estero, poiché è in grado di produrre qualsiasi cosa, dall’ago ad una portaerei, dal design al prodotto finito. Per far tutto ciò la Cina dispone di enormi scorte finanziarie, ad esempio possiede quasi 4 trilioni di dollari USA in riserve ed ha acquistato 2.1 trilioni di obbligazioni statunitensi.
La sua realtà finanziaria è pari a quella della somma di Europa, America, Giappone e Russia. Mentre nel mondo ci si riferisce ai singoli prodotti come i marchi di eccellenza, la Cina considera i propri nuovissimi modelli di business (e-commerce, Alipay, bike sharing, Meituan, ecc.) come marchi e come valore aggiunto.
La Cina ha un mercato enorme. Può fare completo affidamento sul consumo interno per guidare il mercato e, allo stesso tempo, può invadere il mercato che ritiene dannoso. Inoltre, né le turbolenze finanziarie asiatiche, né la crisi dei mutui sub prime creata dagli Stati Uniti hanno avuto un impatto sull’economia cinese e qualunque altro tipo di dissesto nel mondo sarebbe immediatamente fagocitato.
La Cina dispone di un piano quinquennale e di uno decennale ed è quindi in grado di pianificare progetti con decenni di anticipo. Ad esempio, la “Nuova Via della Seta” è un programma con uno sviluppo previsto in 50 anni. Questa capacità di anticipare, prevedere e immaginare è la base per affrontare qualsiasi crisi.
In sintesi, lo sviluppo della Cina negli ultimi 40 anni dispone di un carattere globale. Anche se non è il migliore al mondo, è sicuramente il più visionario e, al tempo stesso, il più reale del mondo. Forse varrebbe la pena approcciarlo!

di Prof. Franco C. Grossi
professore emerito all’Università dell’Innovazione,
Kazan, Federazione Russa





Fonte: Franco C. Grossi
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