21 Luglio 2024
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Museo per École: esposta collezione archeologica École Française de Rome

07-06-2024 09:58 - Arte, cultura, turismo
GD – Roma, 7 giu. 24 - La collezione di antichità dell'École française de Rome in mostra sino al 20 dicembre 2024, École Française de Rome, in piazza Navona, 62, nell'ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell'École Française de Rome, a cura di Christian Mazet (Université Libre de Bruxelles) e Paolo Tomassini (Université Catholique de Louvain), già membri scientifici dell'École Française de Rome. La mostra "Un museo per l'École" presenta al pubblico un insieme inedito di reperti archeologici conservati all'École Française de Rome. Questa collezione è stata raccolta principalmente dal primo direttore dell'École, Auguste Geffroy, con l'intento di dotare l'istituzione di una collezione di antichità a scopo scientifico e pedagogico.
Recentemente è stata studiata dagli archeologi Christian Mazet e Paolo Tomassini, entrambi già membri scientifici dell'EFR, che hanno ricostruito la storia movimentata della sua costituzione. A questa mostra temporanea nella galleria dell'École, a piazza Navona, seguirà una versione digitale e una presentazione permanente a Palazzo Farnese a partire dal 2025. Progetto sostenuto dal ministero francese dell'Istruzione Superiore e della Ricerca (2023) con la collaborazione dell'Association des Amis de l'École Française de Rome e del Réseau des Écoles Françaises à l'Étranger.
Sono presenti terrecotte votive databili tra il IV e il III secolo a.C, appositamente esposte ancora ricoperte di terra, come dovettero apparire ad Emmanuel Fernique che ne fece la scoperta nel XIX secolo. E poi seni, orecchie, piedi, un cuore in miniatura, ex voto anatomici rinvenuti nel santuario di Ercole a Palestrina, non lontano da Roma. Sono presenti una testa femminile in marmo che allude ad un lieve sorriso, capelli accuratamente raccolti, tratti idealizzati (probabilmente copia romana di un originale greco), ed una coppa attica a figure rosse risalente al V secolo a.C. e attribuita alla bottega di il Pittore di Pentesilea, di importazione greca, rinvenuto in una tomba a Cerveteri.
E ancora un cratere attico a figure nere della fine del VI secolo a.C., utilizzato per mescolare acqua e vino durante i banchetti greci, donato all'École da Augusto Castellani nel 1879.
Sono solo alcuni dei circa 200 manufatti che escono per la prima volta dai box di Palazzo Farnese per essere mostrati ai visitatori dell'École Française de Rome grazie ad una mostra dal titolo “Un museo per l'École: la collezione di antichità dell'École Française de Rome”.
Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia, ospita dal 1875 la sede principale dell'École Française de Rome, al secondo e terzo piano, con la sua biblioteca specializzata e oltre 200.000 volumi.
Ad ospitare questa mostra, curata dagli archeologi Christian Mazet e Paolo Tomassini, sono gli spazi espositivi della Galleria in Piazza Navona 62, altra sede romana dell'École.
Un museo per l'École: la collezione di antichità dell'École française de Rome, Installazione | Per gentile concessione dell'École française di Roma
Il percorso, visitabile gratuitamente, resterà aperto al pubblico fino al 20 dicembre 2024. Le opere esposte, frutto di donazioni, acquisti e scavi condotti dall'École Française, fanno luce sulla storia di questo ente pubblico fondato nel 1875, che ha come missione la ricerca e la formazione alla ricerca nell'archeologia, nella storia e nelle altre scienze umane e sociale, dalla preistoria ai giorni nostri.
Inserita nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'École Française de Rome, l'esposizione abbraccia un ventaglio rappresentativo della collezione di terrecotte etrusco-laziali, vasi greci ed etruschi, documenti provenienti dall'archivio dell'École e dagli inventari degli arredi di Palazzo Farnese.
Se la prima sezione è dedicata alla storia del collezionismo e del mercato antiquario di fine Ottocento con oggetti rappresentativi e documenti d'archivio che raccontano i legami tra i protagonisti di questa singolare storia, come Auguste Geffroy, Jules Ferry, Augusto Castellani e Wolfgang Helbig, la seconda sezione ci illumina sui primi scavi effettuati dall'École française de Rome a Palestrina nel 1878. Il percorso lascia il posto alle sculture romane eccezionalmente trasferite dalle sale di ricevimento del secondo piano di Palazzo Farnese per presentare, poi, nella quarta sezione, la ricca collezione di vasi donata da Augusto Castellani.Viene poi analizzato il commercio di antichità a Roma nella seconda metà dell'Ottocento, il restauro dei vasi e l'interazione tra assemblaggi e altri falsi.
La quinta ed ultima tappa del percorso ospita invece un accumulo di oggetti raccolti per la varietà dei materiali, dove l'abbondanza e la rappresentatività archeologica diventano strumenti utili per la formazione allo studio della cultura materiale romana.
“Siamo lieti di presentare al pubblico la nostra collezione di antichità che testimonia l'impegno e la vocazione dell'École Française de Rome nel campo dell'archeologia, della ricerca e della diffusione della conoscenza anche per il grande pubblico”, ha commentato la direttrice Brigitte Marin.
Roma si arricchisce così di un altro punto di riferimento culturale destinato a tutti i visitatori. Dopo 150 anni, la mostra realizza il desiderio del primo direttore dell'istituzione, Auguste Geffroy, di allestire un museo di antichità per formare i suoi membri attraverso la pratica dell'archeologia. La diversità della collezione riflette la storia della pratica degli oggetti archeologici all'interno dell'École française de Rome al momento della sua fondazione alla fine del XIX secolo. Costituita dal prodotto degli scavi condotti dall'istituzione e proveniente da acquisti e donazioni di oggetti, la collezione spazia in una varietà di temi che ne dimostrano la ricchezza e l'importanza
Al termine dell'esposizione temporanea all'interno dell'École Française de Rome, i reperti saranno esposti in modo permanente a Palazzo Farnese, in spazi visibili al pubblico, mentre una versione online consentirà anche loro di essere scoperti da un pubblico più ampio.
“Questa mostra”, ha spiegato Christian Mazet, “è il frutto di un'avventura umana e collaborativa, nata quattro anni fa quando chiedemmo al direttore di avere accesso alle varie casse di materiali depositati vent'anni fa nella soffitta di Palazzo Farnese”.
Oltre ad essere accompagnata da una monografia di riferimento, che uscirà nell'autunno 2024, e che rappresenta la prima pubblicazione scientifica interamente dedicata alla collezione archeologica dell'École Française de Rome, la mostra si presenta anche in forma virtuale, con proiezioni Modelli 3D sotto forma di ologrammi, video su schermi e codici QR che danno accesso al catalogo online dei singoli oggetti. Una veste che rientra nella volontà di instaurare un dialogo tra il passato dell'École, il presente della mostra e il futuro della ricerca e della valorizzazione. La mostra è visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, il sabato dalle 10 alle 13.
I curatori. Christian Mazet è archeologo, ceramologo e storico dell'archeologia, specializzato nella cultura materiale greca e preromana e nella storia delle collezioni antiquarie del XIX secolo. Alunno dell'École du Louvre, laureato in museologia, assistente di ricerca presso l'Institut national d'histoire de l'art (2014-2018), ha conseguito un dottorato presso l'École Pratique des Hautes Études - Université PSL (2020). È stato membro scientifico della sezione Antichità dell'EFR (2019-2022), borsista dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e assegnista di ricerca presso la Sapienza Università di Roma (2022-2023). Vincitore del Premio Roger Lambrechts assegnato dall'Accademia Reale del Belgio per le sue ricerche sugli scavi Bonaparte di Vulci, è attualmente ricercatore in post-dottorato (CIVIS3i Fellow) presso l'Université Libre de Bruxelles e co-dirige una missione archeologica nelle necropoli orientali di Vulci.
Paolo Tomassini è un archeologo specializzato nello studio della decorazione e dell'architettura romana antica. Dottore di ricerca presso l'Università Cattolica di Lovanio (2017) e già membro dell'École française de Rome (2019-2022), è attualmente ricercatore presso l'Università di Namur (Belgio) e professore associato invitato presso l'Université catholique de Louvain in Belgio. Il suo lavoro si concentra principalmente sulla pittura murale romana e sul lavoro dei pittori antichi, ma si occupa anche di archeologia virtuale, ricostruzioni digitali e archeologia della costruzione. Da diversi anni lavora sul sito di Ostia antica, dove ha la responsabilità di scavi archeologici realizzati da istituzioni belghe.
Un museo a portata di mano. Nella volontà di costituire un dialogo tra il passato dell'École, il presente della mostra e il futuro della ricerca e la valorizzazione, la mostra si presenta inoltre in una forma virtuale. Al link qui sotto troverete la presentazione della collezione archeologica dell'École online, con una selezione di reperti della collezione in 3D, il catalogo digitale e i documenti d'archivio digitalizzati.




Fonte: Carlo Franza
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