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Mozambico: amb. Annis a Beira tra progetti Cooperazione Italiana per salute

29-09-2026 21:05 - Ambasciate
GD - Beira, 29 set. 26 - L’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, è stato in missione a Beira, capoluogo della Provincia di Sofala, per visitare i progetti della Cooperazione Italiana nel settore della salute pubblica. Lo ha accompagnato la Vice Titolare della Sede di Maputo dell’AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Maria Cristina Pescante.
La missione si è aperta con l’avvio di “Ottobre Rosa”, il mese dedicato alla prevenzione del tumore della mammella. Nella Provincia di Sofala la campagna riguarda anche il tumore del collo dell’utero. Al Centro di Salute di Macurungo l’Ambasciatore ha consegnato una capulana alle donne che si sono sottoposte allo screening. La capulana è stata realizzata nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “Capulana é Vida”, promossa da AICS, e il suo disegno è stato scelto con un concorso pubblico rivolto ai giovani della provincia.
Alla Scuola Primaria di Macurungo la delegazione ha poi partecipato alla campagna di vaccinazione contro il Papillomavirus (HPV) organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, che ha coinvolto oltre 30 bambine tra i 9 e gli 11 anni.
All’Ospedale Centrale di Beira la delegazione ha visitato il servizio di Telemedicina realizzato con il sostegno italiano. Il servizio collega gli specialisti dell’ospedale con le strutture sanitarie periferiche per seguire i pazienti cronici in cardiologia, pneumologia ed endocrinologia. L’amb. Annis ha assistito a un teleconsulto cardiologico con l’Ospedale Distrettuale di Marromeu, a oltre 300 km di distanza.
La visita ai progetti sanitari si è conclusa con l’inaugurazione del laboratorio del Centro di Salute di Chingussura. Il laboratorio è stato riabilitato nell’ambito del programma italiano di prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili. Erano presenti le autorità locali e rappresentanti del Ministero della Salute.
La delegazione ha anche visitato la nuova Sala Operativa provinciale dell’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri (INGD), allestita con il contributo italiano per rafforzare l’allerta precoce e la risposta alle emergenze.
La missione è stata anche l’occasione per una serie di incontri istituzionali, che hanno confermato la solidità della collaborazione tra l’Italia, la città di Beira e la Provincia di Sofala.
L’amb. Annis ha incontrato le autorità sanitarie provinciali, il Governatore della Provincia di Sofala, Lourenço Bulha, il Segretario di Stato nella Provincia di Sofala, Manuel Rodrigues, e il Sindaco di Beira, Albano Carige.
Gli interlocutori hanno espresso apprezzamento per l’impegno pluridecennale della cooperazione italiana nella provincia, in particolare nel settore sanitario. Insieme hanno condiviso l’interesse a rafforzare ulteriormente il partenariato, anche in vista delle prospettive di sviluppo del Corridoio di Beira e di nuove iniziative di promozione culturale.
Durante la missione l’Ambasciatore ha inoltre consegnato l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia al Dott. Nelson Moda, della Comunità di Sant’Egidio. L’onorificenza riconosce il suo contributo al dialogo tra il Governo del Mozambico e la RENAMO, che ha portato alla firma dell’Accordo di Pace e Riconciliazione di Maputo nell’agosto 2019. La cerimonia si è svolta nella sala del Consiglio Municipale di Beira, alla presenza delle autorità locali, della comunità italiana e di numerosi rappresentanti delle istituzioni e della società civile.
«Questi progetti hanno un impatto diretto e immediato sulla vita delle persone: una donna che fa lo screening in tempo, una bambina vaccinata, un paziente di un distretto rurale che riceve la visita di uno specialista senza dover fare centinaia di chilometri», ha dichiarato l’amb. Annis. «Garantire a tutti l’accesso alle cure resta una delle sfide più importanti per il Mozambico, e l’Italia intende continuare ad affrontarla insieme alle autorità mozambicane. Lo fa sostenendo la prevenzione, l’innovazione e il rafforzamento delle strutture sanitarie più vicine alle comunità».


Fonte: Redazione