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Messico: amb. Lozano, «Italia e Messico 2 Paesi con relazione d’amore che dura da 150 anni»

12-12-2025 15:32 - Ambasciate
GD – Roma, 12 dic. 25 - (Fortune Italia) - In occasione del Premio d’Eccellenza México-Italia, organizzato dalla Camera di Commercio del Messico in Italia abbiamo conosciuto l’ambasciatore designato del Messico in Italia, Albania, Malta e San Marino, Genaro Lozano, da poco insediato nel nostro Paese. Il Premio, organizzato da Letizia Magaldi, presidente di CaMexItal (la Camera di Commercio del Messico in Italia) ed egregiamente condotto da Eleonora Daniele, si propone di valorizzare le eccellenze imprenditoriali e culturali che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo delle relazioni bilaterali tra Italia e Messico.
Numerosi i riconoscimenti assegnati durante la serata di gala all’Hotel St. Regis di Roma, dal Premio Finanza, consegnato dall’editore di Fortune, Leonardo Donato, assegnato a Maurizio Pasca e Andrea Pozzi di Howden Group, al Premio Espansione Commerciale, dedicato a chi ha rafforzato le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi, assegnato ad Alpha Yacht.
Per la Partnership Italo-Messicana, premio riservato a collaborazioni internazionali esemplari, il riconoscimento è andato a Fernando Estrada di GPI. Per la sezione Moda invece hanno trionfato l’Accademia di Costume e Moda di Roma e il Cedim Moda e Design di Monterrey, premiate per il loro ruolo pionieristico nel connettere creatività e formazione internazionale, ma soprattutto per la grande passione e tenacia nel supporto dei giovani, educandoli all’interscambio culturale. A premiare Lupo Lanzara e Furio Francini dell’Accademia di Costume e Moda di Roma c’erano Anna Fendi e Sergio Valente. Per la sezione Design sono stati premiati Giovanni Ranieri, Diego Borrel ed Emilia Petruccelli.
Il Premio Arte e Cultura Messico sezione Cinema, consegnato dall’attrice e regista Catrinel Marlon, è andato al regista Jesus Garces Lambert, autore di opere di straordinaria profondità emotiva e potenza visiva, come il recente Caravaggio – L’anima e il sangue. Il Premio Arte e Cultura Messico Alta Professionalità è andato alla Chef Diana Beltran, vera interprete della gastronomia messicana in Italia. Premio Terzo Settore/Sociale Messico alla Presidente Forum for Women Entrepreneurs Lia Bijnsdorp, punto di riferimento internazionale per l’imprenditoria femminile, premiata da Miss Mondo Italia, Lucrezia Mangilli, testimonial della campagna internazionale per i diritti sulle donne Il Mio Corpo è un Tempio.
In questa elegante occasione abbiamo chiesto al nuovo ambasciatore di raccontarci le sue iniziative per incentivare gli scambi commerciali e culturali tra i due paesi. L’appuntamento per l’intervista è nella sede dell’ambasciata messicana, nell’elegante quartiere Trieste-Nomentano. Un grazioso edificio con un magnifico giardino che confina con villa Ada.
Al mio arrivo si sta svolgendo un importante incontro tra tutti i diplomatici messicani presenti in Europa, coordinati proprio dal nuovo ambasciatore in Italia, Genaro Lozano, nome che tradisce lontane origini italiane. «Nonostante sia ateo, ho un San Gennaro e una Vergine di Guadalupe, due simboli religiosi che da sempre mi dicono qualcosa. Sono stato anche a Napoli a vedere la città e il santo perché amo visitare l’Italia», confida il diplomatico messicano, un affermato analista politico, giornalista e attivista nel campo dei diritti umani e la tutela degli animali, ricevendoci nel suo nuovo ufficio romano dove ha sistemato anche la cuccia per i suoi amati cani.
D.: Sono 150 anni di relazioni tra Italia e Messico. Un anniversario importante per i due Paesi.
* Amb. Lozano: «L’anniversario di una relazione bellissima, d’amore, di un rispetto profondo per le nostre rispettive culture, la nostra arte, la nostra gastronomia, la nostra gente. La famiglia di mia madre viene dall’Italia, ha fondato un paesino nello stato di Michoacàn, che si chiamava Nuova Italia Lombardia. Per la presidente Claudia Sheinbaum avere dei buoni rapporti con tutti i governi dell’Europa è una priorità, una buona cooperazione internazionale con l’Europa e in particolar modo con l’Italia perché crediamo agli stessi valori multilaterali, alla cooperazione per lo sviluppo, alla cooperazione contro le guerre, alla soluzione pacifica delle controversie, alla denuclearizzazione, tante cose che fanno sì che l’Italia e il Messico siano dei partner affidabili».
D.: Si aspettava di arrivare in Italia?
* Amb. Lozano: «In Italia mi sento a casa. Mi trovo benissimo perché per me è un ritorno a Roma da adulto. Mio padre ha lavorato negli anni ’90 proprio in questa sede come addetto militare. Questa città ha rappresentato un momento della mia vita bellissimo, dove la mia famiglia era tutta riunita, pensi che mia sorella ha fatto le elementari in una scuola proprio accanto a questa ambasciata. Io stesso ho fatto il liceo qui e ricordo che avevo una professoressa che mi ha insegnato ad amare i romanzi, la letteratura, i libri. Per me Roma, Città del Messico e New York saranno sempre le mie tre città preferite al mondo».
D.: Che effetto le ha fatto quindi varcare il cancello di questa sede questa volta da padrone di casa?
* Amb. Lozano: «Una felicità intensa, grandissima. Ho pianto quando sono entrato in via Lazzaro Spallanzani 16 (sede dell’Ambasciata del Messico a Roma - ndr) dove non ero più tornato da allora. Per me è davvero un grande onore rappresentare il Messico in Italia, una grande responsabilità, un dovere ma allo stesso tempo un privilegio poter rappresentare il Governo di Claudia Sheinbaum, la prima donna presidente del Messico. È un momento spettacolare per il mio Paese. Sia l’Italia che il Messico sono due delle democrazie più consolidate al mondo e lavorano insieme nello scenario internazionale. Farò del mio meglio per consolidare e accrescere i rapporti tra queste due meravigliose nazioni».
D.: Come ha trovato l’Italia di oggi?
* Amb. Lozano: «Ho trovato un’Italia che è certamente diversa, più moderna, più ricca, più complessa, con più treni, con più grattacieli, pensiamo a Milano. Un Paese con dei dibattiti politici intensi, grandissimi, con nuove leadership. È cambiato anche il clima, credo adesso sia più caldo rispetto al passato. Roma stessa è molto cambiata, il Lungotevere adesso è stupendo, si può andare a correre, ci sono più parchi pubblici che prima non c’erano. Sono stati fatti tanti interventi urbanistici che rendono la città più vicina alla gente, più vicina al popolo. Un un’Italia culturalmente arricchita».
D.: Anche verso altre culture?
* Amb. Lozano: «Gli italiani li ho sempre visti come un popolo a cui piace molto ricevere gente, conoscere la gente, che apre il suo cuore, che è generoso, che soprattutto vuole sempre aiutare gli altri. Quello non credo sia cambiato».
D.: Una cosa che accomuna i due Paesi è la leadership femminile. Entrambi hanno due donne al comando, ma con due visioni del mondo direi opposte. Come si relazionerà con la presidente Meloni?
* Amb. Lozano: «In realtà la relazione per noi ambasciatori è più con il presidente Sergio Mattarella che con il Governo di Giorgia Meloni. Sicuramente Sheinbaum e Meloni hanno un’ideologia e una forma diversa di vedere il mondo, ma alla fine entrambe si confrontano quotidianamente con moltissimi problemi che sono simili.
L’incertezza globale di oggi, il tema dei dazi, la maniera in cui entrambe stanno provando a continuare ad essere delle potenze esportatrici e con delle politiche pubbliche che vogliono rendere i cittadini orgogliosi del Made in Italy e del Made in Mexico. In questo ambito sono politiche pubbliche che si assomigliano, che si riflettono un po’.
Direi anche che entrambe sono state molto intelligenti a navigare nel mare di difficoltà in cui si trova il mondo adesso. Sono ancora pochissime le donne che sono al Governo, recentemente anche il Giappone ha una leader. Secondo me è arrivato il tempo delle donne, i popoli hanno bisogno di leadership femminili».
D.: Nonostante tutto siamo ancora una società molto patriarcale, vede un cambiamento all’orizzonte?
* Amb. Lozano: «Nei giorni scorsi ho incontrato il ministro della Pari Opportunità e ho sentito una buona politica pubblica rispetto alla violenza contro le donne e al rispetto delle persone con disabilità. Almeno in questo sia i governi di destra che di sinistra hanno trovato un punto in comune: non si può più avere violenza contro le donne. È inaccettabile. Noi abbiamo fatto un’ accordo con delle organizzazioni italiane come Telefono Rosa che ci aiutano con le donne messicane che sono in Italia».
D.: Come sono oggi gli scambi commerciali tra i due Paesi?
* Amb. Lozano: «Negli anni ‘90 i primi partner commerciali dell’Italia, parlando di America Latina, erano l’Argentina e il Brasile. Oggi questo è cambiato e il Messico è diventato il secondo partner commerciale dell’Italia, dopo gli Stati Uniti. Siamo il mercato più importante per l’Italia in tutte le Americhe.
Siamo intorno ai 10 mila miliardi di euro e il bilancio commerciale è favorevole all’Italia perché importiamo più di quello che noi esportiamo in Italia. Quello che noi speriamo è che questo scambio commerciale continui a crescere sempre di più. Vogliamo avere più investimenti italiani in Messico.
Vogliamo far capire alle aziende italiane che il Messico è la dodicesima economia al mondo, che è un’economia aperta, affidabile, e vogliamo avere tantissimi investimenti italiani non solo da grandi aziende, ma anche dalle piccole e medie imprese. Moltissime lavorano già molto bene con la camera di commercio messicana in Italia, sanno che in Messico si può investire bene, si può guadagnare bene. Credo sia un win-win per entrambi i Paesi».
D.: Il suo mandato prevede anche la promozione culturale e turistica. Che progetto ha per promuovere il Messico?
* Amb. Lozano: «Sarà una parte fondamentale della mia missione. Gli scambi commerciali sono assolutamente importanti, ma quelli obbediscono a una dinamica diversa. Sono soprattutto gli scambi tra le grandi aziende che oramai si conoscono, che vivono di accordi commerciali globali e con l’Unione Europea.
La promozione culturale invece sarà la mia priorità e per questo devo innanzitutto aprire un istituto di cultura messicano, un’accademia messicana a Roma dedicata a Tina Modotti, che è un personaggio che unisce l’Italia e il Messico, una bellissima storia condivisa. Ne ho già parlato con Marco Delogu, presidente del Palazzo delle Esposizioni, lui stesso fotografo, che ama questa idea, perché Tina Modotti è considerata tra le più grandi fotografe italiane al mondo.
Questa futura accademia dovrà essere l’epicentro della cultura messicana a Roma, dove si potranno ammirare sia grandissime esposizioni di artisti contemporanei già consolidati, come Gabriel Orozco, ma anche delle sfilate di moda degli artigiani messicani che fanno dei tessuti stupendi. Voglio portare in Italia i migliori chef della cucina messicana, che hanno le stelle Michelin, ma anche le cuoche tradizionali, donne molto sagge perché conoscono il modo di cucinare ancestrale del Messico. Voglio portare anche le diverse opzioni musicali che ci sono nel Messico.
Il mio è uno dei Paesi più ricchi, più diversi in termini di musica, non esiste solo il mariachi, che è bellissimo ma rappresenta un solo stato nel Messico, il Jalisco. Tutti i 32 Stati che ci sono nel Messico hanno un tipo di musica speciale, abbiamo per esempio dei jazzisti bravissimi e vorrei farli conoscere anche agli italiani».
D.: Il Messico è ancora considerato l’approdo ideale per gli artisti europei che vogliono conquistare il mercato latino-americano?
* Amb. Lozano: «Certo! Perché siamo il mercato del mondo spagnolo più grande. Abbiamo una popolazione di 130 milioni persone più tra 40 e 50 milioni di messicani che vivono all’estero. Siamo negli Stati Uniti, in Europa, in tutto il mondo. Siamo quasi 200 milioni, mentre la Spagna ha una popolazione di 60 milioni. Quindi il Messico rappresenta il mercato più importante per la musica in spagnolo».
D.: Laura Pausini e Tiziano Ferro a parte, arriva anche dell’altra musica italiana?
* Amb. Lozano: «La musica italiana ha sempre avuto una grandissima influenza in Messico. Quasi tutte le canzoni di Sanremo le ho cantate io stesso da bambino perché erano tradotte anche in spagnolo. Molti cantanti messicani hanno fatto versioni in spagnolo di canzoni famosissime in Italia come “Non voglio mica la luna” o molte canzoni dei Ricchi&Poveri. Il pop italiano negli anni 80/90 regnava anche in Messico. Ho conosciuto la musica italiana tramite i messicani che cantavano queste canzoni e sono cresciuto ascoltando sempre le due versioni».
D.: Quanti sono i messicani che vivono in Italia?
* Amb. Lozano: «Abbiamo un registro di più o meno 10.000 messicani che vivono tra Italia, Albania, Malta e San Marino, che sono i Paesi di mia competenza».
D.: Così pochi?
* Amb. Lozano: «Residenti ufficialmente sì, ma può darsi che siano molti di più. Consideri che ogni anno arrivano in Italia circa 200.000 turisti.
I residenti invece sono soprattutto donne che si sono innamorate di italiani in Messico e sono venute qui a vivere. Si sono sposate, hanno dei figli, ma che a volte non possono lavorare nel campo dei loro studi perché, avendo studiato in Messico, la loro laurea non è riconosciuta in Italia, anche se sono persone molto qualificate, hanno master, PhD, ma purtroppo non vengono riconosciuti gli attestati dal ministero italiano».
D.: Cercherà di cambiare le cose?
* Amb. Lozano: «Avvieremo colloqui con le autorità italiane per risolvere questo problema, perché sono donne che vogliono lavorare, vogliono essere produttive, sono bravissime e potrebbero veramente arricchire l’economia italiana con il proprio lavoro».
D.: Un itinerario turistico ideale per chi vuole conoscere il Messico?
* Amb. Lozano: «Oltre a quello classico che tutti vogliono fare e cioè la Riviera Maya dello Yucatan, con Cancun, Tulum, che ha anche il volo diretto da Roma, io suggerirei di scoprire la Bassa California, il mio posto favorito in Messico, un vero e proprio spettacolo. Quindi, proporrei un itinerario che comprende ovviamente Città del Messico, starci almeno 4 giorni per conoscere questa città che è tra le più intense, più ricche, con un’offerta culturale più grande di quella di New York, con musei stupendi, con ristoranti stellati, street food e una vitalità straordinaria.
Poi andare a Tijuana e da li scendere fino a Los Cabos, la punta estrema della Bassa California, che è una riserva naturale bellissima, con il golfo di California che è un acquario pieno di balene, pieno di animali, stupendo, su può affittare anche un catamarano, mangiare nei ristoranti di aragoste che trovi sull’ autostrada che passa proprio accanto al mare, bere del buon vino locale.
Pensi che la Bassa California è lunga come l’Italia, ma un po’ più stretta. Oppure andare anche a Oaxaca, a Zipolite, Guerrero con Acapulco, già molto amata dagli italiani, a Puerto Escondito, dove hanno girato il famoso film italiano».
D.: Ha conosciuto il regista Gabriele Salvatores?
* Amb. Lozano: «Non conosco il regista ma ho visto il film».
D.: Trump vorrebbe cambiare il nome al Golfo del Messico. A voi sta bene invece chiamare il Golfo di California?
* Amb. Lozano: «Io non ho problemi a dire Golfo di California, anche se localmente lo chiamiamo Mar de Cortés. Inoltre il nome di California originalmente è un nome messicano, perché la California era messicana. Ci sono tre California in America, la California degli Stati Uniti, la Baja California Norte e la Baja California Sur del Messico. Invece l’altro si chiama e si chiamerà sempre Golfo del Messico, non c’è alcun dubbio».

Pino Gagliardi
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Fonte: Fortune Italia