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Lo stop al card. Pizzaballa e la reazione del “Quartetto Latino”

02-04-2026 14:47 - Opinioni
GD – Roma, 2 apr. 26 - Nei giorni scorsi i media hanno dato ampio riscontro alle reazioni internazionali di condanna della misura di polizia decisa dalle autorità israeliane che, per presunte motivazioni di sicurezza e di ordine pubblico, il 29 marzo, domenica delle Palme, hanno impedito l’ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro al Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine il cardinale Pierbattista Pizzaballa, al Custode di Terra Santa, Fra Francesco Ielpo, e ad altri due sacerdoti.
Non è stato tuttavia spiegato perché, con azione concertata, Italia, Francia, Spagna e Belgio abbiano convocato nei rispettivi Ministeri degli Esteri i capi missione di Israele per esprimere una ferma protesta. Questo intervento coordinato affonda le sue radici nel rispetto dello Status Quo dei Luoghi Santi e di consuetudini locali di diritto consolare internazionale, che trovano la loro origine nel sistema delle Capitolazioni. Per comprendere appieno l’operatività di quello che viene definito il “Quartetto Latino”, è necessario analizzare come si siano trasformate le prerogative di questi quattro Stati, stratificate nel tempo: da privilegi unilaterali concessi dall’Impero Ottomano a garanzie collettive internazionalmente riconosciute e ancora oggi vigenti.
Storicamente, la funzione di potenza protettrice nasce con il sistema delle Capitolazioni, inaugurato nel 1536 dal trattato tra il Sultano Solimano il Magnifico e il Re di Francia Francesco I, che conferiva al console francese la rappresentanza legale e la protezione di tutti i cristiani di rito latino sprovvisti di uno Stato nazionale di riferimento davanti alla Sublime Porta. Nel corso dei secoli, alla Francia si affiancarono altre Nazioni cattoliche europee. La Spagna consolidò il proprio ruolo unico attraverso l’Obra Pía de los Santos Lugares, un sistema di patronato reale e finanziamento istituzionalizzato nel XVIII secolo per il riscatto e il mantenimento materiale dei Luoghi Santi; mentre l’Italia, all’indomani dell’Unità, rivendicò, fin dal 1872, una tutela diretta fondata sulla realtà demografica della Terra Santa, dove la stragrande maggioranza dei frati francescani della Custodia era ed è di origine italiana. Il Belgio completò il Quartetto nella seconda metà dell’Ottocento, ponendosi come garante neutrale ma fermamente fedele alla Santa Sede e focalizzando la propria azione sulla protezione delle istituzioni educative e assistenziali del Patriarcato Latino, ripristinato da Papa Pio IX nel 1847 per rispondere alle necessità spirituali di una comunità cristiana, allora considerata di seconda classe, sotto il dominio ottomano.
Queste diverse traiettorie storiche sono confluite nel celebre Firmano del 1852, l’atto legislativo ottomano che ha ufficialmente “pietrificato” i diritti di possesso, di transito e di culto, definendo lo Status Quo come un equilibrio precario, ma intoccabile, tra le diverse confessioni e le potenze europee che le proteggevano. Tale regime è stato successivamente recepito dal Trattato di Berlino del 1878 e mantenuto intatto durante il Mandato Britannico, imponendo un rispetto rigoroso delle consuetudini che nessuna autorità civile successiva, incluso lo Stato d’Israele, può ignorare senza innescare una crisi internazionale.
Nel contesto attuale la modalità operativa del Quartetto Latino si esprime attraverso un’azione diplomatico-consolare simmetrica e congiunta che eleva ogni restrizione alla libertà di culto, come il blocco della domenica delle Palme, da semplice questione di sicurezza interna a violazione di un regime giuridico internazionale superiore. La convocazione coordinata degli ambasciatori israeliani nelle capitali europee non va dunque intesa come un isolato atto di protesta, ma come l’esercizio di una prerogativa di tutela che include la protezione delle proprietà cattoliche - scuole, ospedali e monasteri sotto egida italiana o belga - e il rispetto delle precedenze liturgiche solenni. In tali occasioni, i Consoli Latini mantengono ancora oggi il diritto di scorta d’onore del Patriarca Latino di Gerusalemme ed occupano tuttora posti riservati nella Basilica, simboleggiando la continuità della tutela occidentale.
In questo senso, la reazione compatta dei quattro Stati dimostra come lo Status Quo rappresenti uno scudo giuridico permanente, garantendo l’autonomia della Chiesa di Gerusalemme e impedendo che le contingenze politiche del presente possano alterare diritti secolari consolidati. I Consoli Latini sono e restano i testimoni necessari e garanti della stabilità religiosa nella Città Santa.

Carlo Curti Gialdino
Vicepresidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale,
Professore ordinario di Diritto internazionale e dell’Unione Europea alla Sapienza Università di Roma


Fonte: Carlo Curti Gialdino