Le principali novità dell'Accordo UE-MERCOSUR
09-01-2026 17:57 - Europa
GD - Roma, 9 gen. 26 - Dopo oltre venticinque anni di negoziati, gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione Europea hanno dato oggi il via libera politico, anche con il voto positivo dell’Italia, alla firma dell’Accordo UE-MERCOSUR.
L’Italia ha sostenuto l’accordo dopo aver chiesto e ottenuto garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare.
L’accordo UE-MERCOSUR è il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dall’Unione Europea che porterà alla creazione di un’area di libero scambio di circa 800 milioni di persone.
Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “l’accordo di libero scambio tra i Paesi dell’UE con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rappresenta una grande opportunità per tutte le nostre imprese. Un accordo destinato a far crescere le nostre esportazioni, con l’obiettivo di raggiungere i 700mld di export”.
L’intesa prevede l’azzeramento o la forte riduzione dei dazi sui prodotti e servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export UE, compresi settori nei quali si concentrano forti interessi commerciali offensivi italiani, quali automotive, macchinari industriali, prodotti chimici e farmaceutici.
Fonte: PCM
L’Italia ha sostenuto l’accordo dopo aver chiesto e ottenuto garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare.
L’accordo UE-MERCOSUR è il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dall’Unione Europea che porterà alla creazione di un’area di libero scambio di circa 800 milioni di persone.
Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “l’accordo di libero scambio tra i Paesi dell’UE con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rappresenta una grande opportunità per tutte le nostre imprese. Un accordo destinato a far crescere le nostre esportazioni, con l’obiettivo di raggiungere i 700mld di export”.
L’intesa prevede l’azzeramento o la forte riduzione dei dazi sui prodotti e servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export UE, compresi settori nei quali si concentrano forti interessi commerciali offensivi italiani, quali automotive, macchinari industriali, prodotti chimici e farmaceutici.
Fonte: PCM














