Lavoratori ambasciate estere chiedono giustizia, diritti, futuro e CCNL
17-01-2026 18:38 - Ambasciate
GD - Roma, 17 gen. 26 - I lavoratori delle ambasciate estere attive in Italia chiedono giustizia, diritti, futuro. Si sono appena svolti a Roma gli Stati Generali del Ceuq–Fedae CoDiAm, il sindacato che rappresenta i dipendenti locali delle ambasciate estere in Italia. Un appuntamento carico di significato umano e civile, in cui non si è parlato soltanto di norme e contratti, ma di persone, di vite professionali sospese, di diritti troppo a lungo compressi dietro i muri silenziosi delle rappresentanze diplomatiche. Lo riferisce una nota sindacale.
Ad aprire i lavori è stato Simone Gentile, nuovo segretario generale del Fedae–CoDiAm, che nella sua relazione introduttiva ha tracciato con fermezza e profonda partecipazione emotiva il cuore della battaglia sindacale: dotare finalmente la categoria di un vero CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Un contratto che riconosca pienamente la dignità dei lavoratori "local staff" e che sancisca l'applicazione integrale del diritto del lavoro italiano, senza zone d'ombra, senza eccezioni arbitrarie.
«Serve una forte unità dei dipendenti», ha dichiarato Gentile, «perché solo insieme possiamo pretendere ciò che ci spetta: il rispetto dei diritti costituzionali, a partire dal diritto fondamentale alla rappresentanza sindacale, ancora oggi negato in alcune Ambasciate».
Parole che sono risuonate come un appello accorato, ma anche come una promessa di impegno: la Fedae-CoDiAm sarà ponte, presidio e garante nel dialogo tra Ambasciate e Ministeri competenti, per costruire buone pratiche e spezzare ogni forma di abuso o compressione dei diritti, si precisa nella nota.
Un percorso lungo e coraggioso, quello richiamato da Sergio Giangregorio, segretario generale della Funzione Pubblica e vicepresidente vicario della Ceuq–Confederazione Europea di Unità dei Quadri, che ha ricordato le tappe fondamentali di una lotta portata avanti negli anni, sottolineando la necessità di allargare il perimetro della rappresentanza per rafforzare il peso contrattuale e dare voce a chi troppo spesso è rimasto invisibile.
A dare sostanza giuridica alla speranza è intervenuto l'avv. Angelo Calandrini, responsabile dell'ufficio legale del sindacato, che ha illustrato con chiarezza le strategie legali già adottate con successo nella difesa dei diritti dei lavoratori, garantendo la piena disponibilità a intervenire con tempestività sulle criticità future.
Non meno incisivo l'intervento del dott. Luigi Blasi, commercialista ed esperto tributarista della Fedae- CoDiAm, che ha ripercorso il lavoro svolto negli anni, entrando nei complessi tecnicismi fiscali e contributivi, strumenti indispensabili per costruire una tutela completa e moderna della categoria.
Presenza significativa anche quella del dott. Giovanni Bernardi, segretario di Confedir–Ceuq del ministero degli Affari Esteri, che ha assicurato la massima collaborazione alle iniziative della Fedae-CoDiAm, ribadendo un principio chiave: la reciprocità. Le stesse regole, gli stessi diritti, le stesse tutele che la Farnesina applica per i contrattisti devono valere anche per i lavoratori locali delle ambasciate estere in Italia, nel pieno rispetto delle policy del lavoro.
A suggellare i lavori dell'incontro è stato l'intervento del dott. Stefano Giustiniani, punto di riferimento dell'Associazione culturale dei Dipendenti delle missioni diplomatiche in Italia, Dimidi. Le sue parole dense di memoria e responsabilità civile hanno ricordato a tutti che la tutela dei lavoratori non è una concessione, ma un dovere giuridico e costituzionale.
La presenza del consulente del lavoro dott. Michele Cilli ha ulteriormente confermato la solidità tecnica e professionale del percorso avviato, mentre i numerosi consolati collegati in videoconferenza hanno testimoniato un' attenzione diffusa ed irreversibile verso il tema trattato.
Era collegato anche Pierluigi Proietti, presidente di Fedae-CoDiAm, assente per motivi di salute, e lo storico segretario del Sindacato, Orazio Ruggiero, oggi presidente onorario.
Gli Stati Generali del Ceuq–Fedae CoDiAm si sono così chiusi nel segno dell'unità, della competenza e della determinazione, la Disciplina delle rappresentanze estere in Italia deve essere rinnovata nel solco della legalità, della reciprocità e nella piena applicazione del diritto del lavoro italiano .
Da questo consesso non nasce solo una piattaforma rivendicativa, ma un impegno: difendere i diritti fondamentali dei lavoratori significa difendere la dignità del lavoro, la Costituzione ed il principio stesso di giustizia su cui si fonda la convivenza democratica.
Da Roma parte un messaggio chiaro: il tempo dell'attesa è finito, è tempo di giustizia sociale, conclude la nota sindacale.
Fonte: Ceuq–Fedae CoDiAm
Ad aprire i lavori è stato Simone Gentile, nuovo segretario generale del Fedae–CoDiAm, che nella sua relazione introduttiva ha tracciato con fermezza e profonda partecipazione emotiva il cuore della battaglia sindacale: dotare finalmente la categoria di un vero CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Un contratto che riconosca pienamente la dignità dei lavoratori "local staff" e che sancisca l'applicazione integrale del diritto del lavoro italiano, senza zone d'ombra, senza eccezioni arbitrarie.
«Serve una forte unità dei dipendenti», ha dichiarato Gentile, «perché solo insieme possiamo pretendere ciò che ci spetta: il rispetto dei diritti costituzionali, a partire dal diritto fondamentale alla rappresentanza sindacale, ancora oggi negato in alcune Ambasciate».
Parole che sono risuonate come un appello accorato, ma anche come una promessa di impegno: la Fedae-CoDiAm sarà ponte, presidio e garante nel dialogo tra Ambasciate e Ministeri competenti, per costruire buone pratiche e spezzare ogni forma di abuso o compressione dei diritti, si precisa nella nota.
Un percorso lungo e coraggioso, quello richiamato da Sergio Giangregorio, segretario generale della Funzione Pubblica e vicepresidente vicario della Ceuq–Confederazione Europea di Unità dei Quadri, che ha ricordato le tappe fondamentali di una lotta portata avanti negli anni, sottolineando la necessità di allargare il perimetro della rappresentanza per rafforzare il peso contrattuale e dare voce a chi troppo spesso è rimasto invisibile.
A dare sostanza giuridica alla speranza è intervenuto l'avv. Angelo Calandrini, responsabile dell'ufficio legale del sindacato, che ha illustrato con chiarezza le strategie legali già adottate con successo nella difesa dei diritti dei lavoratori, garantendo la piena disponibilità a intervenire con tempestività sulle criticità future.
Non meno incisivo l'intervento del dott. Luigi Blasi, commercialista ed esperto tributarista della Fedae- CoDiAm, che ha ripercorso il lavoro svolto negli anni, entrando nei complessi tecnicismi fiscali e contributivi, strumenti indispensabili per costruire una tutela completa e moderna della categoria.
Presenza significativa anche quella del dott. Giovanni Bernardi, segretario di Confedir–Ceuq del ministero degli Affari Esteri, che ha assicurato la massima collaborazione alle iniziative della Fedae-CoDiAm, ribadendo un principio chiave: la reciprocità. Le stesse regole, gli stessi diritti, le stesse tutele che la Farnesina applica per i contrattisti devono valere anche per i lavoratori locali delle ambasciate estere in Italia, nel pieno rispetto delle policy del lavoro.
A suggellare i lavori dell'incontro è stato l'intervento del dott. Stefano Giustiniani, punto di riferimento dell'Associazione culturale dei Dipendenti delle missioni diplomatiche in Italia, Dimidi. Le sue parole dense di memoria e responsabilità civile hanno ricordato a tutti che la tutela dei lavoratori non è una concessione, ma un dovere giuridico e costituzionale.
La presenza del consulente del lavoro dott. Michele Cilli ha ulteriormente confermato la solidità tecnica e professionale del percorso avviato, mentre i numerosi consolati collegati in videoconferenza hanno testimoniato un' attenzione diffusa ed irreversibile verso il tema trattato.
Era collegato anche Pierluigi Proietti, presidente di Fedae-CoDiAm, assente per motivi di salute, e lo storico segretario del Sindacato, Orazio Ruggiero, oggi presidente onorario.
Gli Stati Generali del Ceuq–Fedae CoDiAm si sono così chiusi nel segno dell'unità, della competenza e della determinazione, la Disciplina delle rappresentanze estere in Italia deve essere rinnovata nel solco della legalità, della reciprocità e nella piena applicazione del diritto del lavoro italiano .
Da questo consesso non nasce solo una piattaforma rivendicativa, ma un impegno: difendere i diritti fondamentali dei lavoratori significa difendere la dignità del lavoro, la Costituzione ed il principio stesso di giustizia su cui si fonda la convivenza democratica.
Da Roma parte un messaggio chiaro: il tempo dell'attesa è finito, è tempo di giustizia sociale, conclude la nota sindacale.
Fonte: Ceuq–Fedae CoDiAm














