05 Ottobre 2022
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La corruzione è il cancro che uccide le nazioni, come insegna la Russia

02-09-2022 13:56 - Opinioni

GD – Roma, 2 set. 22 - Cosa è successo veramente alla Russia e cosa possiamo imparare, noi Italiani, da questa disastrosa esperienza? Eravamo tutti convinti che la Russia fosse una grande potenza militare. Abbiamo sempre avuto questa idea e abbiamo continuamente temuto che, in virtù della loro muscolarità militare, i russi potessero scatenare una guerra contro i Paesi Europei.
Adesso che i russi hanno invaso l’Ucraina, una delle nazioni più povere d’Europa, abbiamo potuto constatare che non sono una potenza militare temibile. Anzi!
Certo, è terribile seguire la cronaca quotidiana di questa guerra, con i bombardamenti, i morti soprattutto tra i civili e i profughi. Allo stesso tempo è imbarazzante vedere cosa stanno facendo i russi in Ucraina. Non solo prigionieri torturati e uccisi; o le abitazioni depredate per rubare la biancheria e gli elettrodomestici. Ma piuttosto i poveri ragazzi russi mandati allo sbaraglio senza alcuna cognizione di cosa stava accadendo, con attrezzature fatiscenti, senza rifornimenti e con cibo scarso o addirittura immangiabile.
Ma come può essere successo tutto questo e cosa si può imparare da questa devastante esperienza?
Questa disastrosa guerra per i russi è il risultato di un malcostume diffusissimo a tutti i livelli: la corruzione. Un cancro che si è mangiato il Paese, non negli ultimi 20 anni, ma dalla Rivoluzione d'Ottobre ai giorni nostri.
La corruzione nell'esercito russo, in particolare durante l’era sovietica, era un fenomeno diffusissimo che non si limitava ai numeri gonfiati delle truppe che potevano essere schierate. I recenti interventi della Russia in Cecenia e Georgia avevano già dato un segnale inequivocabile della vulnerabilità delle dotazioni militari e dei veicoli da combattimento utilizzati dai russi, conseguenza della distrazione dei fondi destinati dallo stato alla difesa e altre pratiche endemiche di corruzione.
I generali russi da molti anni sottraggono i fondi destinati dallo Stato per l’ammodernamento degli armamenti e li usano per scopi personali. Adesso ne vediamo il risultato.
La mancanza di trasparenza e di controllo da parte della società civile ha lasciato il potere (assoluto) in mano agli oligarchi e alle gerarchie militari che hanno portato il Paese alla catastrofe. Questo lo vediamo oggi dal risultato di una guerra assurda in cui è emersa la disorganizzazione e la disaffezione delle truppe schierate al fronte; il crollo di un mito che trasforma la Russia da potenza militare mondiale ad un patetico esempio di improvvisazione e disorganizzazione.
Il morale delle truppe al fronte è bassissimo, conseguenza delle razioni di cibo scarse o immangiabili; le divise e le dotazioni insufficienti, oppure buone solo per essere mandate in discarica. Il carburante che doveva servire per consentire ai blindati russi di arrivare a Kiev in poche ore, era stato venduto in Bielorussia dai soldati e dai loro superiori. Per questo molti mezzi sono stati catturati senza combattere dagli ucraini.
I mezzi militari utilizzati per invadere l’Ucraina erano vecchi e senza manutenzione. Insomma, non è servito il fuoco degli ucraini per fermarli. Si sono fermati da soli!
Cosa possiamo imparare da questa assurda paradossale vicenda?
Noi italiani possiamo imparare molto da questa circostanza perché la corruzione, purtroppo, è molto diffusa anche nel nostro Paese, a tutti i livelli.
Una ricerca internazionale del Centro Rand stima che la corruzione costa all'economia dei Paesi europei oltre 900 miliardi di euro l'anno e a quella italiana almeno 237 miliardi, pari a circa il 13% del PIL. Sono cifre che parlano da sole.
La corruzione, anche quella più piccola, è infatti il vero cancro che silenziosamente, lentamente e inesorabilmente uccide un Paese ed il suo popolo, come abbiamo visto in Russia.
La corruzione può dare a breve piccoli benefici a qualcuno, ma può arrecare un danno che si cronicizza e infinitamente superiore ad un'intera nazione. Questo vale per gli acquisti gonfiati che può fare l'ufficio di un ospedale, oppure per il vigile urbano che non interviene sulle auto parcheggiate in tripla fila davanti al locale di un suo conoscente, paralizzando così il traffico in un intero quartiere.
Combattere la corruzione è un impegno civile di ogni cittadino e per fare questo dobbiamo chiedere trasparenza e collaborazione alle istituzioni e alla società civile, perché la corruzione non è un affare altrui, che non ci riguarda.
È il problema grave che impedisce la crescita e affonda il Paese. Il nostro Paese.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale


Fonte: Ciro Maddaloni
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