Iran-USA: amb. Peronaci, “Tutte opzioni sul tavolo, azione militare non è inevitabile”
15-01-2026 15:23 - Arte, cultura, turismo
GD - Washington DC, 15 gen. 26 - Tra Stati Uniti e Iran “uno dei punti chiari sin dall’inizio e in linea con l’approccio Trump è che tutte le opzioni sono sempre sul tavolo”. Lo ha detto Marco Peronaci, ambasciatore italiano negli Stati Uniti, a “Tg2 Post”. Il diplomatico ha sottolineato come l’amministrazione Trump abbia lavorato su “diversi livelli, un’opzione diplomatica con contatti tra Witkoff e il ministro iraniano, che deve cercare un accordo sia sulla sospensione delle violenze sia su dossier nucleare”, questo canale però, ha aggiunto Peronaci, “è stato interrotto con l’inasprirsi delle violenze”.
Ora, ha aggiunto, “si sta valutando un’opzione intermedia che prevede delle forme di attacchi di tipo cibernetico di disturbo, o un’opzione militare più ampia. La situazione rimane aperta”, ha rimarcato l’ambasciatore. Tutti gli sviluppi degli ultimi giorni, tra cui il dipartimento di Stato che ha invitato a limitare i viaggi non essenziali all’installazione militare nella regione e la riduzione del personale Usa nelle basi militari “ci inducono a credere che un’opzione cinetica rimanga plausibile, però non è inevitabile”, ha sostenuto Peronaci.
Per quanto riguarda l’incontro dei ministri degli Esteri della Groenlandia e della Danimarca con il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente James David Vance, per l'ambasciatore italiano a Washington DC “è stato positivo, soprattutto il fatto che si sia istituito un gruppo di alto livello”. Particolarmente importante il fatto che i ministri degli Esteri danese e groenlandese “si siano presentati uniti a dire con chiarezza che il loro capiscono le preoccupazioni di sicurezza del presidente Trump e sono disponibili a lavorare insieme”, ha spiegato.
L’amb. Peronaci ha quindi aggiunto: “Si era parlato di dividere la Groenlandia dalla Danimarca attraverso forme che avrebbero potuto fare appello alla popolazione locale. Questa strada mi sembra difficilmente perseguibile. L’Europa ha avuto una risposta chiara: su questa base, vedremo il lavoro di questo gruppo a che cosa porterà”.
Fonte: Redazione
Ora, ha aggiunto, “si sta valutando un’opzione intermedia che prevede delle forme di attacchi di tipo cibernetico di disturbo, o un’opzione militare più ampia. La situazione rimane aperta”, ha rimarcato l’ambasciatore. Tutti gli sviluppi degli ultimi giorni, tra cui il dipartimento di Stato che ha invitato a limitare i viaggi non essenziali all’installazione militare nella regione e la riduzione del personale Usa nelle basi militari “ci inducono a credere che un’opzione cinetica rimanga plausibile, però non è inevitabile”, ha sostenuto Peronaci.
Per quanto riguarda l’incontro dei ministri degli Esteri della Groenlandia e della Danimarca con il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente James David Vance, per l'ambasciatore italiano a Washington DC “è stato positivo, soprattutto il fatto che si sia istituito un gruppo di alto livello”. Particolarmente importante il fatto che i ministri degli Esteri danese e groenlandese “si siano presentati uniti a dire con chiarezza che il loro capiscono le preoccupazioni di sicurezza del presidente Trump e sono disponibili a lavorare insieme”, ha spiegato.
L’amb. Peronaci ha quindi aggiunto: “Si era parlato di dividere la Groenlandia dalla Danimarca attraverso forme che avrebbero potuto fare appello alla popolazione locale. Questa strada mi sembra difficilmente perseguibile. L’Europa ha avuto una risposta chiara: su questa base, vedremo il lavoro di questo gruppo a che cosa porterà”.
Fonte: Redazione














