Iran: Roma, 4.000 persone per libertà chiedono chiusura ambasciata regime
31-01-2026 17:17 - Ambasciate
GD - Roma, 31 gen. 26 - Oggi a Roma si è svolta una grande manifestazione per la libertà e la democrazia in Iran, organizzata dall’Associazione Italia-Iran, dall’Istituto Milton Friedman e da numerose associazioni della diaspora iraniana in Italia. Il corteo, partito dal Circo Massimo e conclusosi a Piramide, ha visto la partecipazione di oltre 4.000 persone.
In piazza erano presenti le bandiere dei popoli che lottano contro regimi oppressivi e minacce terroristiche: dalla bandiera imperiale iraniana a quelle dello Stato di Israele, degli Stati Uniti e del Venezuela. Numerosi gli slogan scanditi dai manifestanti, tra cui “Javid Shah”, con cui il popolo iraniano, in patria e all’estero, chiede il ritorno del Principe Reza Pahlavi per guidare il Paese verso un futuro di libertà e democrazia.
Forte e unanime anche la richiesta rivolta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per la chiusura dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma quale atto politico chiaro di condanna di un regime responsabile di decine di migliaia di morti e di continue violazioni dei diritti umani.
Una sorella ha testimoniato commossa le torture e poi la brutale uccisione del fratello.
Tra gli interventi, l’on. Souad Sbai, responsabile immigrazione della Lega, ha ricordato come “una mobilitazione di tale portata non si vedeva da anni, mentre prosegue il silenzio di una parte della sinistra che, pur proclamandosi difensore dei diritti delle donne, oggi non era presente in piazza”.
La manifestazione si è svolta in modo pacifico e determinato, con l’obiettivo di ribadire che l’Italia deve schierarsi senza ambiguità al fianco del popolo persiano e contro il regime di Khamenei, anche attraverso la chiusura della rappresentanza diplomatica iraniana.
L’attivista per i diritti umani Francesca Pascale, presidente dell’Associazione “I Colori della Libertà”, ha espresso “piena solidarietà al popolo iraniano, definendolo un esempio di autentica lotta per la libertà”. I rappresentanti dell’Associazione Italia-Iran hanno inoltre ricordato le decine di migliaia di vittime del regime, dando voce al dolore delle famiglie colpite, presenti oggi in piazza.
È intervenuta anche Maria Claudia López, rappresentante della Premio Nobel venezuelana María Corina Machado, che ha sottolineato “la forte alleanza tra il popolo venezuelano e quello iraniano nella comune battaglia per la libertà, recentemente rafforzata dall’incontro negli Stati Uniti tra il Principe Reza Pahlavi e María Corina Machado”.
Il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, Alessandro Bertoldi, ha ricordato che “oggi anche grazie all’Italia le Guardie della rivoluzione iraniana sono una organizzazione terroristica e che gli iraniani combattono per salvare la loro e la nostra civiltà, la loro e la nostra libertà e noi abbiamo il dovere di stare al loro fianco sempre”.
Il messaggio emerso dalla manifestazione è chiaro: “il popolo iraniano non ha paura, chiede libertà e democrazia e guarda con speranza a una prossima liberazione, mentre in Iran continuano le azioni di protesta contro il regime e iniziano le prime esplosioni, avvisaglie di un possibile attacco interno e straniero contro i presidi degli ayatollah. Il principe Reza Pahlavi é pronto a guidare la transizione democratica”, ha sottolineato Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell'Associazione Italia-Iran.
Fonte: Redazione
In piazza erano presenti le bandiere dei popoli che lottano contro regimi oppressivi e minacce terroristiche: dalla bandiera imperiale iraniana a quelle dello Stato di Israele, degli Stati Uniti e del Venezuela. Numerosi gli slogan scanditi dai manifestanti, tra cui “Javid Shah”, con cui il popolo iraniano, in patria e all’estero, chiede il ritorno del Principe Reza Pahlavi per guidare il Paese verso un futuro di libertà e democrazia.
Forte e unanime anche la richiesta rivolta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per la chiusura dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma quale atto politico chiaro di condanna di un regime responsabile di decine di migliaia di morti e di continue violazioni dei diritti umani.
Una sorella ha testimoniato commossa le torture e poi la brutale uccisione del fratello.
Tra gli interventi, l’on. Souad Sbai, responsabile immigrazione della Lega, ha ricordato come “una mobilitazione di tale portata non si vedeva da anni, mentre prosegue il silenzio di una parte della sinistra che, pur proclamandosi difensore dei diritti delle donne, oggi non era presente in piazza”.
La manifestazione si è svolta in modo pacifico e determinato, con l’obiettivo di ribadire che l’Italia deve schierarsi senza ambiguità al fianco del popolo persiano e contro il regime di Khamenei, anche attraverso la chiusura della rappresentanza diplomatica iraniana.
L’attivista per i diritti umani Francesca Pascale, presidente dell’Associazione “I Colori della Libertà”, ha espresso “piena solidarietà al popolo iraniano, definendolo un esempio di autentica lotta per la libertà”. I rappresentanti dell’Associazione Italia-Iran hanno inoltre ricordato le decine di migliaia di vittime del regime, dando voce al dolore delle famiglie colpite, presenti oggi in piazza.
È intervenuta anche Maria Claudia López, rappresentante della Premio Nobel venezuelana María Corina Machado, che ha sottolineato “la forte alleanza tra il popolo venezuelano e quello iraniano nella comune battaglia per la libertà, recentemente rafforzata dall’incontro negli Stati Uniti tra il Principe Reza Pahlavi e María Corina Machado”.
Il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, Alessandro Bertoldi, ha ricordato che “oggi anche grazie all’Italia le Guardie della rivoluzione iraniana sono una organizzazione terroristica e che gli iraniani combattono per salvare la loro e la nostra civiltà, la loro e la nostra libertà e noi abbiamo il dovere di stare al loro fianco sempre”.
Il messaggio emerso dalla manifestazione è chiaro: “il popolo iraniano non ha paura, chiede libertà e democrazia e guarda con speranza a una prossima liberazione, mentre in Iran continuano le azioni di protesta contro il regime e iniziano le prime esplosioni, avvisaglie di un possibile attacco interno e straniero contro i presidi degli ayatollah. Il principe Reza Pahlavi é pronto a guidare la transizione democratica”, ha sottolineato Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell'Associazione Italia-Iran.
Fonte: Redazione














