News
percorso: Home > News > Opinioni

Iran: quando religione e fanatismo si alleano contro il popolo

12-01-2026 18:15 - Opinioni
GD - Roma, 12 gen. 26 - In Iran sta succedendo il finimondo e, malgrado ci sia il blackout totale delle connessioni internet e delle comunicazioni, i giovani iraniani riescono comunque a far sentire la loro voce inviando audio e video sulle varie piattaforme, utilizzando StarLink, oppure utilizzando semplici VPN per aggirare i controlli del regime.
Circola il video di una giovanissima ragazza, Dahlia Kurtz, che dà una descrizione molto accurata di quello che succede in questi giorni e di quello che è il “sentimento” degli iraniani, soprattutto dei giovani e delle donne verso il regime teocratico.
Questa testimonianza è molto differente da una certa narrativa, basata più sulle ideologie che sui fatti e che cerca di derubricare le “manifestazioni di piazza” contro il regime a semplici “proteste per il carovita”. O fomentate da terroristi americani. Senza neppur una embrionale autocritica.
Quello che questa ragazza racconta nel suo video è molto più di una semplice “rivolta popolare contro il carovita” e si chiede come possano certi commentatori, giornalisti e politici tacere davanti alla tragedia che sta dilaniando l’Iran e il suo Popolo.
La risposta di questa giovane è molto semplice: la verità alla base delle proteste in Iran smonta dalla radice la narrativa finora ricorrente, che propaganda solo le “vittime dei soprusi dei Paesi occidentali e di Israele”.
Inoltre, i manifestanti chiedono a gran voce il ritorno del Principe in esilio Reza Pahlavi. Questa “eresia” è assolutamente inaccettabile per i sostenitori di certe ideologie. La realtà che non piace a questi benpensanti è che il popolo iraniano non è martire di cospirazioni occidentali, ma di un regime ottuso e sanguinario, che ha sostenuto il terrorismo di Hamas, di Hezbollah e tutto ciò che una certa ideologia violenta e fanatica ha sempre difeso a spada tratta, perché considerati movimenti di “resistenza”. Ma resistenza contro chi, e soprattutto, a favore di chi?
È il regime teocratico che ha esportato violenza in tutto il mondo, proprio per tentare in tutti i modi di attaccare le democrazie e le libertà dei Paesi occidentali e sopprimere la spinta del popolo alla libertà. Per raggiungere i propri obiettivi, il regime ha usato le risorse del popolo iraniano, che paga da decenni le conseguenze di questa politica scellerata.
Un regime che ha oppresso le famiglie, che ha sequestrato arbitrariamente chiunque manifestasse le pur minime obiezioni sulla politica del governo; che ha oppresso soprattutto le donne, per pura ideologia e che non ha esitato a torturare, violentare e uccidere barbaramente giovani ragazze con pretesti assurdi, quale può essere una ciocca di capelli che esce dalla hijab, oppure delle scarpe che fanno rumore sul selciato.
Questa ragazza iraniana dice senza giri di parole che Hamas e le sue azioni inumane supportano comunque la narrativa di una certa intellighenzia, mentre le repressioni di giovani donne con la scusa della moralità non fanno il loro gioco. La narrativa in supporto di Hamas è soprattutto per contrastare Israele e le sue azioni difensive, mentre la sofferenza inflitta a 92 milioni di cittadini iraniani dal regime teocratico non ha una responsabilità chiaramente “occidentale”, quindi viene ignorata.
Ad oggi però non ci sono proteste nei campus universitari di tutto il mondo per i morti iraniani. Non ci sono manifestazioni di piazza ne "flotilla" come abbiamo visto per le manifestazioni pro-Palestina. È evidente che questo silenzio, questa mancanza di azioni e reazioni per quanto succede in Iran, dia da pensare. Sappiamo che ci sono moltissime vittime tra i civili, eppure nessuno protesta nelle piazze europee o americane. Si è gridato per mesi “Free Palestine”, ma nessuno grida “Free Iran”. Come mai? Forse perché si combatte l’imperialismo inteso come “imperialismo occidentale” e si ignora invece l’imperialismo verso lo stesso popolo di un Paese? L’imperialismo interno è meno grave dell’imperialismo imposto dall’esterno? È proprio questa la parte che non può essere accettata da certi opinionisti e certi politici, perché contraddice la loro narrativa. Affermare che è il regime totalitario iraniano, che opprime e sopprime il proprio popolo, che è il regime che sostiene i movimenti terroristici che seminano violenza e odio in Palestina e in giro per il mondo, è qualcosa che non riescono a fare.
Ma proprio per questo non possono più sbandierare ai quattro venti la loro “superiorità morale” perché adesso emerge chiaramente che tutti coloro che hanno sostenuto, o quanto meno “giustificato” le azioni violente dei gruppi estremisti, hanno indirettamente sostenuto i “proxy” di un regime sanguinario.
Le moschee e i palazzi del governo dati alle fiamme sono solo l'inizio dell’esplosione di questa rabbia popolare. Le persone uccise negli scontri con i militari del regime, oppure giustiziate sommariamente, non solo non frenano le proteste, ma anzi le alimentano, perché il popolo iraniano vuole la libertà. Mai come in questo momento il popolo oppresso ha manifestato unità e determinazione per disarcionare il regime teocratico. Forse finalmente è arrivata la fine per il regime degli Ayatollah, quindi la fine conseguente di Hamas e Hezbollah; e forse, anche il popolo della Striscia di Gaza si potrà finalmente liberare dall’oppressione dei terroristi. Come si usa dire: “due piccioni con una fava”.
PS - il video di questa giovane e coraggiosa ragazza ha fatto in poche ore 702K Views
https://x.com/DahliaKurtz/status/2010169685468188786?s=20

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni