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Iran: Gasparri, perplesso da lettera ambasciata, «contestiamo dovunque pena morte»

07-11-2026 13:06 - Ambasciate
GD - Roma, 7 nov. 26 - Il presidente della Commissione Esteri del Senato, sen. Maurizio Gasparri, ha contestato i contenuti di una lettera giuntagli dall'ambasciata dell'Iran in Italia.
«Nella qualità di presidente della Commissione Esteri ho ricevuto dall'ambasciata della Repubblica islamica dell'Iran di Roma una lettera che mi lascia più che perplesso. In sostanza, l'ambasciata contesta le mie recenti "dichiarazioni e prese di posizione…in merito alle questioni giudiziarie della Repubblica Islamica dell'Iran". In particolare, si contesta la mia critica per la condanna a morte nei confronti di Najmeh Amini, che secondo l'ambasciata dell'Iran “è stata pronunciata sulla base delle fattispecie di reato e delle pene previste dalla legislazione nazionale iraniana". Pur non escludendo che tale sentenza possa essere rivista nei successivi gradi di giudizio e che possa essere sottoposta alla "Commissione per l'amnistia e la grazia" dell'Iran, mi si contesta di avere formulato "giudizi preventivi sui procedimenti giudiziari di un Paese, senza avere una conoscenza precisa dei fatti e delle relative procedure legali". Secondo l’ambasciata iraniana tutto ciò "costituisce un'ingerenza negli affari interni degli Stati, circostanza che la Repubblica islamica dell'Iran, al pari di qualsiasi altro Paese indipendente, non può accettare". Gli estensori della lettera mi dicono che ho la facoltà di esprimere "domande o specifiche preoccupazioni in merito al caso in questione o altre questioni riguardanti l'Iran, attraverso i canali diretti e diplomatici". Al termine della lettera si rivendicano i principi di "accuratezza, imparzialità, ricorso a informazioni attendibili e rispetto delle procedure legali”, da parte delle autorità iraniane. Reputo opportuno replicare pubblicamente a questa lettera dicendo che non sono il solo in Italia, ma anche nel contesto internazionale, ad esprimere riprovazione per la decisione dell'Iran di condannare a morte Najmeh Amini accusata semplicemente di avere pubblicato sui social frasi non gradite al regime. Colgo l'occasione per ricordare al regime oscurantista iraniano di avere represso nel sangue le manifestazioni di tanti cittadini, con decine di migliaia di morti e nei confronti di persone alle quali, senza nemmeno un giudizio, è stata applicata una pena di morte sul campo. Pertanto, respingo al mittente le accuse di ingerenza e quando si tratta di difendere il diritto alla vita di persone perseguitate continuerò a esprimere pubblicamente il mio pensiero, come ho fatto anche con militanti politici del movimento giovanile di Forza Italia e di ‘Azzurro Donna’ davanti all'ambasciata dell'Iran. Contestiamo la pena di morte in ogni parte del mondo e contestiamo anche un regime che opprime il suo popolo, come quello iraniano», ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, sen. Maurizio Gasparri.


Fonte: Redazione