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Iran: amb. Sabouri, "Khamenei è nel Paese e lo guida"

31-03-2026 14:55 - Ambasciate
GD - Roma, 31 mar. 26 - "L'Ayatollah Mojtaba Khamenei si trova nel Paese e sta svolgendo le proprie funzioni di comando nella situazione di guerra". Lo ha detto Mohammad Reza Sabouri, ambasciatore iraniano in Italia, Roma, , in un'intervista all'ANSA, definendo "propaganda e disinformazione, tipica degli apparati mediatici israeliani", le voci emerse nei giorni scorsi che la Guida Suprema si trovasse all'estero per essere curato dopo essere stato ferito dai raid americani e israeliani. "Il nuovo leader guida il Paese e coordina la guerra con le istituzioni, ma per ragioni di sicurezza non è ancora apparso pubblicamente", ha ribadito.
"L'Iran mira a preservare i propri diritti legittimi secondo il diritto internazionale. Dopo l'aggressione, ha ribadito la necessità di porre immediatamente fine agli attacchi e agli omicidi nella regione, garantire la fine del ciclo negoziato-guerra-cessate il fuoco e chiarire il risarcimento per i danni di guerra. Il problema principale è il comportamento contraddittorio e le richieste irragionevoli degli Stati Uniti, che alimentano la sfiducia. L'Iran ha sempre sostenuto la risoluzione pacifica delle controversie", ha aggiunto l'ambasciatore, ricordando che "le richieste e i diritti dell'Iran sono stati chiaramente presentati durante il secondo round di negoziati a Ginevra, pochi giorni prima dell'aggressione" e che "gli Stati Uniti quindi non hanno difficoltà a comprendere la posizione iraniana".
L'ambasciatore ha aggiunto che l'attacco del 28 febbraio è avvenuto "mentre era in corso un serio processo diplomatico volto a risolvere le presunte preoccupazioni sul programma nucleare iraniano". E "se prima della guerra dei 12 giorni l'Iran nutriva dubbi sull'esito dei negoziati e sull'impegno degli Stati Uniti a rispettare gli accordi, dopo quella guerra tali dubbi si sono trasformati in una completa sfiducia nella reale volontà americana di negoziare in qualsiasi momento. Nonostante ciò, vari attori hanno cercato fin dall'inizio del conflitto di ridurre le tensioni e fermare la macchina bellica israelo-americana proponendo diverse idee. Il problema principale resta che gli Stati Uniti e il regime sionista non rispettano i principi della diplomazia e del diritto internazionale".

Fonte: ANSA