Instituto Cervantes: mostra "Esteban Vicente, il pittore della realtà"
17-01-2026 14:35 - Arte, cultura, turismo
GD - Roma, 17 gen. 26 - L'Instituto Cervantes di Roma ha promosso la presentazione alla stampa della mostra "Esteban Vicente, il pittore della realtà", che si terrà giovedì 29 gennaio, alle ore 17.30, nella Sala Dalí dell'Istituto, a Roma, in Piazza Navona 91. Intervengono Miguel Ángel Fernández-Palacios Martínez, ambasciatore di Spagna in Italia; Luis García Montero, direttore generale dell'Instituto Cervantes; Ignacio Peyró, direttore dell'Instituto Cervantes di Roma; Ana Doldán de Cáceres, direttrice conservatrice del Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia e curatrice della mostra.
La mostra “Esteban Vicente. Il pittore della realtà” (1903 - 2001) riunisce, per la prima volta in Italia,
trentatré opere realizzate dal Maestro tra il 1950 e il 1997, concesse in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, co-organizzatore della mostra che a sua volta ha potuto contare sul supporto della The Harriet and Esteban Vicente Foundation per realizzarla. L'esposizione, a cura di Ana Doldán de Cáceres, direttrice conservatrice del Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, si avvale del sostegno del Tourespaña, del Ministero della Cultura, della Junta de Castilla y León, della Diputación di Segovia e del Comune di Segovia.
La curatrice evidenzia come il titolo della mostra faccia riferimento ad alcune dichiarazioni dello stesso Esteban Vicente raccolte dal critico Irving Sandler nel 1968: “la vera differenza tra la cultura spagnola e quella francese o italiana è un profondo senso della realtà. È difficile comprendere il significato del termine “realtà” nel contesto in cui lo utilizzo. È una qualità presente in tutta la letteratura spagnola, in
contrasto con la letteratura italiana o francese. Basta guardare Cervantes, ad esempio. La sua opera si caratterizza, soprattutto, per questa impressionante percezione della realtà. La si ritrova anche in
Zurbarán. E credo di possedere qualcosa di questo: un particolare senso di rifiuto per l'eccessivo.”
Come ha sottolineato Ana Doldán de Cáceres, “fedeli alle parole di Vicente, la selezione delle opere esposte, si basa sull'idea di rifiuto dell'artificioso a favore della vera realtà della pittura che è, in
definitiva, sensuale. Anche sulla necessità dell'ordine come base della creazione e sull'austerità della materia”.
Fonte: Instituto Cervantes
La mostra “Esteban Vicente. Il pittore della realtà” (1903 - 2001) riunisce, per la prima volta in Italia,
trentatré opere realizzate dal Maestro tra il 1950 e il 1997, concesse in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, co-organizzatore della mostra che a sua volta ha potuto contare sul supporto della The Harriet and Esteban Vicente Foundation per realizzarla. L'esposizione, a cura di Ana Doldán de Cáceres, direttrice conservatrice del Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, si avvale del sostegno del Tourespaña, del Ministero della Cultura, della Junta de Castilla y León, della Diputación di Segovia e del Comune di Segovia.
La curatrice evidenzia come il titolo della mostra faccia riferimento ad alcune dichiarazioni dello stesso Esteban Vicente raccolte dal critico Irving Sandler nel 1968: “la vera differenza tra la cultura spagnola e quella francese o italiana è un profondo senso della realtà. È difficile comprendere il significato del termine “realtà” nel contesto in cui lo utilizzo. È una qualità presente in tutta la letteratura spagnola, in
contrasto con la letteratura italiana o francese. Basta guardare Cervantes, ad esempio. La sua opera si caratterizza, soprattutto, per questa impressionante percezione della realtà. La si ritrova anche in
Zurbarán. E credo di possedere qualcosa di questo: un particolare senso di rifiuto per l'eccessivo.”
Come ha sottolineato Ana Doldán de Cáceres, “fedeli alle parole di Vicente, la selezione delle opere esposte, si basa sull'idea di rifiuto dell'artificioso a favore della vera realtà della pittura che è, in
definitiva, sensuale. Anche sulla necessità dell'ordine come base della creazione e sull'austerità della materia”.
Fonte: Instituto Cervantes














