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In che modo sconfitta di Orbán influirà su guerra Russia-Ucraina e UE?

14-04-2026 12:29 - Opinioni
GD - Roma, 14 apr. 26 - L'interrogativo anima tutte le cancellerie europee e non solo: in che modo la sconfitta di Orbán influirà sulla guerra tra Russia e Ucraina e sull'Unione Europea?
Viktor Orbán, primo ministro ungherese uscente, uomo di riferimento di Trump e di Putin all’interno dell’Unione Europea, ha ammesso la sconfitta alle elezioni ungheresi del 2026.
Péter Magyar, leader dell'opposizione e primo ministro ungherese subentrante al posto di Orbán ha pubblicato un post su X nel quale ha informato ai suoi followers di aver ricevuto la telefonata da Viktor Orbán che si è congratulato con lui per la vittoria.
Il partito di Magyar, TISZA, si è assicurato la maggioranza qualificata necessaria (maggioranza 133 seggi e 138 seggi quelli conquistati) che gli consente di poter modificare, a maggioranza qualificata, la Costituzione. Questo permetterà a Magyar di apportare quelle riforme necessarie per rinnovare la struttura di governo del Paese, superando il regime personalistico di Orbán che attualmente ha il controllo totale del governo e della Pubblica Amministrazione ungherese.
Sembrerebbe che la visita pre-elettorale del vice presidente USA JD Vance, a sostegno del presidente Orbán, abbia finito per favorire proprio il suo sfidante Magyar. La visita di Vance ha rafforzato il desiderio di autonomia degli ungheresi e la loro ambizione di affrancamento dai condizionamenti di potenze straniere nella vita interna del Paese.
Per quanto riguarda le ripercussioni sulla guerra tra Russia e Ucraina e sull’Unione Europea, Orbán era l’uomo di Putin in Europa: senza Orbán, l’Europa può approvare rapidamente il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, di cui il Paese ha urgente bisogno per la difesa e il funzionamento dello Stato. Orbán lo stava bloccando ormai da alcuni mesi, così come ha sempre bloccato altre iniziative europee in supporto della difesa dell'Ucraina.
L’uscita di scena di Orbán consente all'Ucraina di poter effettuare l’acquisto di armamenti e di potenziare la produzione di tecnologia militare interna al Paese, inclusi i nuovi missili balistici Flamingo. Questa iniezione di fondi in una economia al collasso, com’è quella di un Paese in guerra da oltre quattro anni, rappresenta una svolta decisiva nella guerra di difesa ucraina contro l’aggressione della Russia.
Invece Putin ha perso un altro dei suoi sostenitori più efficienti, all’interno dell’Unione Europea.
Questo avrà effetti ben maggiori che lo sblocco dei fondi all’Ucraina. Si tratta di un riposizionamento geopolitico europeo enorme per il conflitto che Putin ha scatenato contro l’Ucraina e contro l’Unione Europea.
Viktor Orbán, con una distorsione “orwelliana” della realtà, continua a confondere le ragioni tra la guerra e la pace. Orbán in più occasioni ha manifestato la sua convinzione che lo porta ad affermare che la guerra in Europa è in corso a causa del sostegno che l’Occidente continua a dare all’Ucraina.
Questo, è il frutto di una percezione viziata della realtà, succube dell’ammirazione che Orbán nutre per l’uomo forte del Cremlino. Una realtà che ignora completamente i dettagli di quello che sta succedendo da oltre 4 anni; e che ignora, soprattutto, il diritto all’autodifesa dell’Ucraina e gli interessi di sicurezza dell’Europa. Infatti, se l’Ucraina avesse capitolato alla prepotenza dei russi, oggi l’Ungheria e quindi con l’Unione Europea avrebbero la Russia al confine, perché verrebbe a mancare lo Stato “cuscinetto” indipendente che ha consentito finora di tenere lontana la Russia.
La singolare simpatia di Orbán per Putin, e il conseguente sabotaggio sistematico di tutti gli sforzi europei per aiutare l’Ucraina, sono solo una conseguenza delle questioni interne ungheresi, o c’è qualcosa di più? Forse Putin ha in mano qualche vero e proprio “kompromat” che riguarda Orbán?
Orbán ha fatto saltare il Gruppo di Visegrád - Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria - con le sue politiche filo-Putin, che sono irricevibili dagli altri Paesi che ne fanno parte. Inoltre ha ostacolato la creazione di legami più stretti con la Romania.
Il Gruppo V4 è la sola piattaforma che offrirebbe lo strumento più ovvio per proiettare le istanze di questi Paesi a Bruxelles. Orbán, da solo, è una voce irritante ma ininfluente nel Consiglio della UE, mentre il Gruppo V4 unito e coeso potrebbe portare avanti gli interessi specifici dell’Europa centrale. Un potere di voto superiore a quello della Germania, della Francia o dell’Italia.
Orbán è stato per molti anni un informatore su cui Putin poteva contare per mettere in difficoltà l’Unione Europea. Ecco perché l’uscita di scena di Orbán rappresenta un’altra sconfitta clamorosa subita dalla Russia e da Putin, questa volta non sui campi di battaglia, ma sui tavoli dove si dovranno prima o poi tenere i negoziati per la cessazione del conflitto. Alla Russia rimane la sola arma che finora ha dato qualche risultato: spargere fake news, come hanno fatto ieri dicendo che il nuovo premier Magyar non sbloccherà i fondi europei per l’Ucraina. Invece, Magyar ha dichiarato che il suo primo obiettivo è “ottenere i 17 miliardi di euro dei 27 miliardi stanziati per l'Ungheria", fondi che la UE ha congelato proprio per la posizione mantenuta da Orban nel Consiglio dell’Unione Europea.
Cosa farà adesso Orbán? Volerà a Mosca? Mosca ospita già due dittatori falliti: Assad (Siria) e Yanukovich (Ucraina); e presto potrebbe ospitare anche gli esponenti iraniani e cubani. Orbán, quindi, farà meglio a sbrigarsi, altrimenti potrebbe avere difficoltà a trovare posto a Mosca.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni